F1 | L'azzardo Red Bull ha premiato Verstappen, ma le McLaren sono in agguato
L'olandese ha firmato la quinta pole position stagionale nelle qualifiche del GP d'Italia: Max è stato esemplare nel riuscire a guidare una Red Bull a cui è stato trimmato il flap mobile durante l'ultimo turno di libere. La RB21 è stata velocissima sui rettilinei, ma le McLaren hanno trovato una soluzione di compromesso pensando alla gara.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
La sfida che Monza impone agli ingegneri di ogni squadra è la ricerca del miglior compromesso, un esercizio semplice in apparenza ma tremendamente complesso, soprattutto quando la sfida è sui centesimi di secondo. C’è però anche la variabile pilota, una parte attiva nella definizione del miglior equilibrio, perché alla fine l’interprete di una monoposto che sul circuito è chiamata a galleggiare nel miglior modo possibile, è sempre chi è al volante.
Al termine di una tiratissima sessione di qualifica il compromesso migliore è stato quello trovato da Max Verstappen e dalla Red Bull, un verdetto che può sorprendere visto l’inizio di weekend. Se però si torna alla vigilia della trasferta italiana, Verstappen aveva indicato Monza come una pista con qualche possibilità in più per dar fastidio alle McLaren, ed in effetti Max fastidio ne ha dato.
Max Verstappen, Red Bull, attorniato dai piloti McLaren: l'olandese ha firmato la pole a Monza
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
La sua quinta pole position stagionale è arrivata al culmine di un lavoro molto ‘racing’ che ha visto coinvolti tutti gli ingegneri della Red Bull. Nel motorsport si utilizza spesso l’espressione ‘limare i millesimi’ per esprimere l’ultimo sforzo chiesto ai piloti in una frenata o una traiettoria. A Monza qualche limata l’ha usata anche la Red Bull, ‘trimmando’ l’ala posteriore di Verstappen nel disperato tentativo di trovare qualche chilometro in più di velocità massima. C’era il rischio di perdere tempo nel secondo settore, o comunque di rendere la monoposto più difficile da gestire nelle due curve di Lesmo, ma Max ha dato l’okay al termine della sessione FP3 e la scelta è stata fatta.
Alla fine, è arrivata la pole position (con nuovo record della pista) e da qui la possibilità di vedere domani Verstappen sfilare al comando all’uscita della prima variante. Difficile, però, prevedere se Max potrà convertire la partenza dalla prima posizione nel terzo successo stagionale, può sembrare strano ma tra gli stessi addetti ai lavori i favoriti per la conquista del successo nel Gran Premio d’Italia restano i due piloti della McLaren. C’è un dato molto significativo: Piastri e Norris sono rispettivamente in sedicesima e diciottesima posizione nella classifica delle velocità massime riscontrate sul rettilineo principale.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Sembra un handicap importante, ma in realtà il gap nel giro veloce in qualifica tra Norris e Verstappen è stato di 77 millesimi (190 quelli tra Max e Piastri). Le due monoposto papaya scatteranno dalla seconda e terza posizione, con un setup meno performance sui rettilinei ma molto efficace nelle chicane e nelle due curve di Lesmo. Gli ingegneri della McLaren sperano che quanto pagato in qualifica in termini di pura performance diventi un vantaggio quando ci saranno da affrontare i 53 giri di gara.
La vittoria ottenuta da Leclerc dodici mesi fa ha convinto le squadre che la strategia migliore (al netto di safety car ed imprevisti) sarà ad una sola sosta, ma ci sarà da gestire per una ventina di giri il set di gomme medie che sarà montato in partenza.
È qui che la McLaren conta di salire in cattedra, se riuscirà a proteggere meglio le gomme posteriori si assicurerà un’uscita migliore dalla curva Parabolica, un’arma per provare l’attacco o per avere ottime chance in caso di difesa.
“Credo che in Q3 Max abbia dimostrato di avere quel decimo in più di noi – ha commentato il team principal McLaren Andrea Stella - È stato più veloce con primo set di soft e poco dopo si è confermato con il secondo treno, quindi complimenti a lui e alla Red Bull. Ma credo che in vista di domani siamo in una buona posizione. Il ritmo di gara sarà molto, molto serrato, ed il degrado (sulla carta non eccessivo) potrebbe manifestarsi se la corsa si correrà ad un ritmo veloce. E poi è Monza, qui bisogna sperare che tutto vada bene alla prima curva così come nel primo giro, e c’è anche il timore di una safety car in momenti sfortunati. Storicamente su questa pista ci sono molte variabili, quindi è necessario lavorare al meglio e sperare che non ci siano imprevisti”.
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