Vai al contenuto principale

Consigliato per te

Ritorno di un'icona: Alpine presenta la spettacolare A310 Vision

Prodotto
Prodotto
Motor1.com Italia
Ritorno di un'icona: Alpine presenta la spettacolare A310 Vision

F1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare"

Formula 1
Formula 1
Singapore
F1 | Red Bull, Mekies avverte: "Possiamo vincere ovunque, ma gli altri continueranno a sviluppare"

F1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di Singapore

Formula 1
Formula 1
Singapore
F1 | La pagella la fate voi: date i vostri voti ai piloti nel GP di Singapore

FE | Cupra Kiro: svelata la livrea per la Gen4, ma la sorpresa è l'addio di Ticktum e l'arrivo di Hughes

Formula E
Formula E
FE | Cupra Kiro: svelata la livrea per la Gen4, ma la sorpresa è l'addio di Ticktum e l'arrivo di Hughes

Kart Republic conquista la FIA Karting World Cup In OK-NJ con Niccolò Perico

Kart
Kart
Kart Republic conquista la FIA Karting World Cup In OK-NJ con Niccolò Perico

MotoGP | Tardozzi: "Non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la Ducati per lui, sono discorsi da bar"

MotoGP
MotoGP
Indonesia
MotoGP | Tardozzi: "Non è assolutamente vero che Marquez si è fatto la Ducati per lui, sono discorsi da bar"

F1 | Antonelli, 4 track limit ma niente penalità: la FIA ha scagionato Kimi perché c'era un guasto ai freni

Formula 1
Formula 1
Singapore
F1 | Antonelli, 4 track limit ma niente penalità: la FIA ha scagionato Kimi perché c'era un guasto ai freni

MotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare"

MotoGP
MotoGP
Indonesia
MotoGP | Razgatlioglu si sottoporrà ad un controllo alla spalla: "Spero di non dovermi operare"

F1 | Lawson: il riscatto di Zandvoort è la risposta che Red Bull non gli aveva mai concesso

Nel 2023 il debutto di Lawson in F1 arrivò in Olanda, per sostituire l'infortunato Ricciardo. Nel 2026, viene chiamato a guidare la Red Bull per sostituire Hadjar: in mezzo, una promozione durata appena due gare. A Zandvoort, però, ha finalmente avuto il tempo per confrontarsi con Verstappen e dimostrare ciò che nel 2025 non aveva saputo mostrare.

Liam Lawson, Red Bull

Zandvoort, in olandese, significa “luogo di sabbia”. Per l’ultima volta ha ospitato la Formula 1 e, per qualcuno, ha rappresentato molto di più di una coordinata geografica. Tra quei qualcuno, c'è Liam Lawson. Per il neozelandese è il posto dove tutto è cominciato e, forse, quello in cui una storia rimasta sospesa ha trovato finalmente una risposta. Nel 2023, su questa pista, debuttava in Formula 1 chiamato all'improvviso a sostituire Daniel Ricciardo in AlphaTauri, fermato da un infortunio alla mano sinistra rimediato nelle Prove Libere 2.

Era un ragazzo catapultato nel Mondiale senza preavviso, con la necessità di imparare in fretta e senza sapere quanto sarebbe durata quell'occasione. Tre anni dopo, la scena si è ripetuta in modo quasi surreale: ancora Zandvoort, ancora un pilota infortunato, ancora Lawson chiamato a salire in macchina all'improvviso. Questa volta non era più un esordiente con tutto da dimostrare, ma un pilota che aveva già conosciuto la Red Bull, ne aveva assaggiato il peso e aveva anche scoperto quanto velocemente quella porta potesse richiudersi.

Isack Hadjar si è fatto male al polso durante la pausa estiva e la squadra lo ha richiamato, facendogli cedere momentaneamente il sedile Racing Bulls a Yuki Tsunoda. Una coincidenza che sembra quasi scritta apposta per chiudere un cerchio, ma che in realtà apre una domanda molto più interessante: cosa sarebbe successo se, nel 2025, a Lawson fosse stato concesso più tempo? È una domanda alla quale, purtroppo, non esiste risposta.

Lawson nel 2025 aveva disputato appena due Gran Premi sulla Red Bull prima che la squadra decidesse di sostituirlo proprio con Tsunoda. Due gare sono state sufficienti per il team di Milton Keynes – o meglio, per Helmut Marko - per stabilire che quel pilota non fosse ancora pronto per quel posto e che “retrocederlo” a Faenza gli avrebbe “salvato la carriera”.

Il neozelandese, però, non aveva bisogno di un’altra occasione, ma del tempo che non gli era stato concesso. Prima di essere messo accanto a Verstappen, aveva bisogno di costruirsi l’esperienza necessaria per reggere il peso di un sedile così esigente. L’ha fatto per gran parte dello scorso anno e la prima metà di questa stagione, e quando è tornato a sedersi su quella macchina era un pilota diverso: più pronto, più solido, più consapevole.
E, a Zandvoort, gli è bastato un solo weekend per dimostrarlo. Non sono servite dichiarazioni, polemiche o prestazioni da copertina: è bastato il confronto diretto con Max, la RB22 da capire e un intero fine settimana a disposizione per dimostrare che, questa volta, era pronto a gestire quel sedile.

Il confronto, nonostante la domenica di Max sia durata appena un giro, c'è stato. Eccome. È iniziato sabato, in qualifica, quando ha portato la Red Bull in ottava posizione, vicino a Verstappen. E sulla griglia di partenza le due RB22 erano una accanto all'altra: da una parte il quattro volte campione del mondo, padrone di casa, pilota che conosce ogni dettaglio della macchina e dell'ambiente Red Bull. Dall'altra un compagno richiamato all'ultimo momento, arrivato per un'emergenza e tornato su una vettura che non guidava da mesi. Lawson era lì, a fianco di Max. Non abbastanza vicino da poter trasformare quella qualifica in una celebrazione, ma abbastanza da renderla significativa.

Perché il cronometro, a differenza delle opinioni, non ha memoria, non sa cosa è successo nel 2025, non sa chi è stato promosso, chi è stato retrocesso, chi ha perso il sedile. Misura soltanto quello che accade in quel momento. E, quel cronometro, diceva che Lawson era a meno di un decimo da Verstappen. Poi c'è stata la gara. E anche lì, per quanto breve sia stato il confronto diretto, Lawson ha lasciato un segnale.

Nel primo giro, prima che Max perdesse il controllo della macchina e finisse contro le barriere, il neozelandese lo ha attaccato con decisione. Non ha aspettato né si è fatto intimidire dal nome che aveva davanti o dalla differenza di esperienza. Ha provato a passare. Un'immagine che vale quasi quanto il risultato finale perché racconta l’atteggiamento di chi non solo torna sulla monoposto titolare per riempire il vuoto lasciato da un altro, ma anche di chi torna per correre, trattando Max da avversario.

Quando Max è uscito di scena, il confronto si è inevitabilmente interrotto. Ma per Liam il lavoro non era finito. Anzi, forse diventava ancora più complicato. Con una sola Red Bull rimasta in gara, tutta la responsabilità del risultato del team era sulle sue spalle. E ha risposto con una gara solida, chiudendo settimo e portando a casa punti che, fino a pochi giorni prima, non erano nemmeno nei suoi programmi.

Per questo, il suo weekend olandese non assomiglia tanto a una rivincita quanto a un riscatto. Una differenza che non è soltanto semantica: la rivincita guarda indietro e cerca qualcuno a cui restituire qualcosa; il riscatto, invece, riguarda soprattutto il rapporto con se stessi. Lawson aveva bisogno di scoprire, e forse di far scoprire agli altri, cosa sarebbe stato capace di fare se gli fosse stato concesso il tempo necessario. A Zandvoort quel tempo è arrivato perché, ancora una volta, un infortunio ha aperto una porta. Esattamente come nel 2023.

Lawson ha debuttato in Formula 1 perché Ricciardo si era fatto male. È tornato sulla Red Bull perché Hadjar si è fatto male. Due momenti decisivi della sua carriera nati da circostanze che non dipendevano da lui. Se nel 2023 aveva dimostrato di poter stare in Formula 1, nel 2026 ha dimostrato qualcosa di diverso: poter stare dentro una Red Bull senza farsi schiacciare dal peso della squadra e dal confronto con Verstappen. Non sappiamo cosa succederà quando Hadjar sarà pronto a tornare. Non sappiamo nemmeno se questo settimo posto basterà a cambiare le valutazioni della famiglia Red Bull sul futuro di Lawson in Formula 1, una Formula 1 che è troppo spietata per concedere certezze sulla base di un singolo weekend.

Da Zandvoort a Zandvoort, dunque, il cerchio non si è chiuso davvero. Forse si è soltanto aperto un altro capitolo. E, stavolta, Liam ha qualcosa che nel 2025 gli era mancato: la consapevolezza di aver finalmente avuto il tempo di mostrare chi è. 

Articolo precedente F1 | Aston Martin cresce, ma non basta: ecco cosa funziona e cosa no sulle AMR26
Prossimo Articolo F1 | Blitz Ferrari: Nato ha debuttato sulla SF-25 al Mugello, test per Câmara, Beganovic e Fuoco

Top Comments

Ultime notizie