F1 | L’Arabia Saudita rilancia: sogna un team e la gara di apertura della stagione
Con il ritorno della F1 in Arabia Saudita questo fine settimana, la nazione potrebbe essere destinata a una presenza sempre maggiore nella serie nelle stagioni a venire. C'è l'ambizioni di entrare con un proprio team e, inoltre, far sì che quella saudita nei prossimi anni possa essere la gara di apertura del campionato.
The Saudi Arabian flag
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
L’Arabia Saudita potrebbe acquistare una squadra di Formula 1: il principe Khalid bin Sultan Al-Abdullah Al-Faisal ha ammesso che si tratta di un’idea che gli piacerebbe vedere realizzata nel prossimo futuro. Negli ultimi anni, il Paese ha investito fortemente nel motorsport: Aramco e Maaden sono sponsor del team Aston Martin, mentre il Fondo per gli Investimenti Pubblici (PIF) collabora attivamente con la Formula E.
Questo weekend la F1 farà tappa a Jeddah, ma si parla già del nuovo circuito in costruzione a Qiddiya, destinato a ospitare il Gran Premio saudita una volta completato nei prossimi anni. Ora però, l’idea concreta di un team saudita potrebbe segnare un’ulteriore espansione dell’investimento saudita nel Circus. Il principe Khalid si è detto favorevole, pur riconoscendo che si tratta di un passo tutt’altro che semplice.
“C’è spazio disponibile" - ha spiegato durante una recente conferenza stampa, rispondendo a una domanda sull’eventualità di una scuderia saudita o guidata da PIF -. “Attualmente ci sono 11 team su 12, e in futuro uno o due potrebbero anche essere messi in vendita. È uno scenario possibile".
Prince Khalid Bin Sultan Al Abdullah Al Faisal, Chairman of the Saudi Automobile and Motorcycle Federation (SAMF)
Photo by: Carl Bingham / Motorsport Images
"Guardando alla crescita del campionato, acquistare una squadra può diventare un investimento redditizio, specialmente se a farlo è una delle aziende di PIF. La Formula 1 sta raggiungendo nuovi mercati, le vendite aumentano a livello globale, e la partnership tra Aramco e Aston Martin ne è un esempio".
"Se l’operazione si dimostra sensata e sostenibile, perché no? Nessuno è contrario a un buon investimento. Ma serve attenzione: bisogna sapere quale team comprare, con chi collaborare, e chi lo gestirà. È una decisione molto complessa. Non basta scegliere un team, bisogna anche garantirne la corretta gestione. Tuttavia, il nostro interesse è forte: ospitiamo gare, sponsorizziamo squadre… quindi non mi sorprenderebbe vedere, in futuro, una scuderia saudita. Personalmente, lo auspico".
"Se l’Arabia Saudita o una delle sue aziende dovesse essere coinvolta, vorrei che fosse un progetto serio e vincente. È una sfida complessa, ma non impossibile.”
Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Charles Leclerc, Ferrari SF-24, Sergio Perez, Red Bull Racing RB20, Fernando Alonso, Aston Martin AMR24, Oscar Piastri, McLaren MCL38, the rest of the field at the start
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Il principe ha parlato anche della posizione dell’Arabia Saudita nel calendario della Formula 1. Nel 2023, Jeddah ha ospitato la seconda gara dopo il Bahrain. Quest’anno, per evitare sovrapposizioni con il Ramadan, i due GP sono stati posticipati. Il calendario 2026 non è ancora stato pubblicato, ma l’Arabia Saudita punta a diventare, in futuro, la gara inaugurale della stagione, per aumentare visibilità e prestigio.
“È qualcosa che ci piacerebbe ottenere" - ha dichiarato il principe Khalid -. “Ma so che la Formula 1 ha già i suoi impegni. A volte, per loro, è più comodo iniziare dal Bahrain per via dei test pre-stagione. Però per noi l’inizio di stagione sarebbe l’ideale, anche per motivi climatici. Abbiamo una finestra di tempo ristretta: a fine stagione non è l’ideale, a metà fa troppo caldo. E sappiamo che Qatar e Abu Dhabi sono già a fine calendario".
"L’unica possibilità è alternarsi con il Bahrain, e a noi va bene così. Ci piacerebbe essere la gara d’apertura o la seconda. È la soluzione perfetta, anche in termini di vendite e partecipazione del pubblico. L’interesse all’inizio della stagione è più alto. Come ho detto, il dominio di un team non aiuta lo spettacolo, ma speriamo che le cose cambino quest’anno e nel prossimo.”
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