F1 | La partita per i motori 2027 si giocherà nei prossimi 15 giorni
Se si vuole introdurre delle modifiche radicali, come il rapporto 60/40 tra termico ed elettrico, il tempo inizia a stringere, perché questo richiederebbe anche un serbatoio più grande. Ma per varare un cambiamento di questo tipo è necessaria una super maggioranza, con almeno quattro motoristi su cinque favorevoli.
La power unit della Red Bull
Foto di: AG Photo
Le prossime due settimane saranno fondamentali per definire la specifica delle power unit che saranno utilizzate la prossima stagione. Un tavolo di confronto non è stato ancora stato formalmente convocato, ma è il calendario (solare) a mettere sotto pressione i motoristi di Formula 1. Nel caso in cui si decidesse di dare fiducia alle power unit nella specifica attuale, limitandosi a interventi come fatto alla vigilia del GP di Miami, ci sarà ancora margine per discutere, confrontarsi ed eventualmente introdurre correttivi.
Diverso il discorso per modifiche di più ampia portata. Il tempo stringe, soprattutto per interventi come la revisione dell’attuale ripartizione di potenza tra motore endotermico ed elettrico. Da settimane si discute della possibilità di superare l’equilibrio 50/50 in favore di un 60/40 a favore dell’unità termica, soluzione che ridurrebbe sensibilmente il ricorso al lift and coast e al superclipping. Un cambiamento di questo tipo richiederebbe però una super maggioranza tra i motoristi: almeno quattro voti favorevoli su cinque.
Per chi spinge verso una svolta tecnica, l’ostacolo principale resta il fattore tempo. Secondo diverse squadre, la finestra utile per approvare una modifica così significativa si chiuderà a metà maggio. A incidere è soprattutto lo stato di avanzamento dei progetti delle monoposto 2026: un incremento della potenza endotermica dagli attuali 530 a circa 600 cavalli comporterebbe un maggiore consumo di carburante, rendendo necessario un serbatoio più capiente che andrebbe ad avere un impatto non indifferente sugli ingombri.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Una posizione, questa, sostenuta dai team meno inclini al cambiamento. Sul fronte opposto, invece, si tende a ridimensionare il problema. “Se verrà presa una decisione entro due settimane, c’è tempo per fare tutto”, ha spiegato un team principal, sottolineando come in tema ‘carburante’, nel caso peggiore, si potrebbe intervenire riducendo la distanza di gara di tre giri. Il tutto con l’obiettivo di favorire uno stile di guida più vicino a quello visto fino al 2025, ridando ai piloti il feeling che in questa prima parte di stagione è finito sotto accusa.
Regna intanto il massimo riserbo sugli schieramenti, senza prese di posizione ufficiali. È plausibile che Mercedes non sia favorevole a modifiche, ma di fronte a un fronte compatto degli avversari potrebbe essere costretta ad adeguarsi. La partita si gioca quindi tra Honda, Audi, Red Bull Powertrains e Ferrari: secondo le indiscrezioni di paddock, Honda e Red Bull sarebbero favorevoli al cambiamento, mentre restano ancora da chiarire le posizioni di Ferrari e Audi.
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