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F1 | La luce anti-pioggia cambia forma e diventa ovale: dentro c’è una nuova telecamera

La luce anti‑pioggia delle F1 2026 passa da una forma rettangolare a un ovale perché la FOM ha richiesto spazio per una nuova telecamera posteriore ribassata, ampliando le prove svolte negli ultimi anni. Durante i test non tutti i team l’hanno montata, ma sarà obbligatoria durante i weekend di gara.

Telecamera FOM dentro la struttura d'impatto posteriore

Durante le presentazioni delle nuove monoposto e nel corso dei test pre‑stagionali, molta attenzione si è concentrata sul retrotreno, in particolare nell’area del diffusore e dell’ala posteriore. C’è però un dettaglio curioso che in molti avranno notato: sulle vetture 2026 il LED anti‑pioggia collocato all’estremità della struttura d’impatto posteriore ha cambiato forma.

Invece della tradizionale struttura rettangolare composta da 15 pallini LED disposti in una griglia 3×5, quest’anno compare una sorta di ovale luminoso continuo, con la sezione centrale nuovamente in fibra di carbonio. Non si tratta di una rivoluzione né di una soluzione legata alla sicurezza, a differenza delle luci ora integrate negli specchietti introdotte per rendere visibile una monoposto anche in caso di testacoda.

Oggi quella luce integrata nella struttura d’impatto posteriore, che in passato serviva unicamente a migliorare la visibilità della monoposto che precede in condizioni di pioggia, ha assunto anche una funzione informativa. La sua colorazione, infatti, può cambiare a seconda delle esigenze regolamentari o del programma di lavoro.

Le vecchie luci anti-pioggia di forma rettangolare nella struttura d'impatto posteriore

Le vecchie luci anti-pioggia di forma rettangolare nella struttura d'impatto posteriore

Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images

In particolare, quando la luce è azzurra indica la presenza di un pilota con poca esperienza, come un rookie, oppure segnala che la squadra sta seguendo un programma differenziato: è il caso di Aston Martin a Barcellona, costretta a girare a velocità ridotta per i problemi alla Power Unit.

Ma non è l'unica novità informativa. Ad esempio, insieme ai LED negli endplate, segnala quando la vettura è in fase di ricarica e quest'anno quelle informazioni diventeranno ancora più rilevanti perchè a seconda del tipo di luce indicherà anche come lavora l'MGU-K.

Ma prima di addentrarci in questo capitolo, che affronteremo in un prossimo articolo dedicato nella fase di avvicinamento all'inizio del mondiale, è curioso capire perché la luce LED abbia cambiato forma. Non c’è alcuna rivoluzione tecnica dietro, bensì una scelta della FOM. Il nuovo regolamento, infatti, prevede l’installazione di telecamere in sei punti differenti della vettura: accanto al muso, sul telaio, sopra e ai lati dell’airbox, all’interno dell’halo per ragioni di sicurezza e, infine, nella struttura d’impatto posteriore per ampliare le possibilità di ripresa.

Telecamera FOM dentro la struttura d'impatto posteriore

Telecamera FOM dentro la struttura d'impatto posteriore

Foto di: AG Photo

In realtà si tratta di un esperimento su cui la FOM lavorava già da qualche stagione, ma lo spazio ridotto all’interno della struttura d’impatto posteriore aveva finora limitato la possibilità di integrare una telecamera in quella zona, tanto che era stata usata molto raramente. Per ottenere riprese da una posizione più ribassata, la Formula 1 ha quindi richiesto una modifica specifica: adottare una luce standard di forma ovale, all’interno della quale può essere alloggiata la nuova telecamera.

Questa nuova telecamera non è stata montata su tutte le vetture durante i test: alcune squadre hanno infatti chiuso quella zona con un semplice tappo in fibra di carbonio. Ora però che la soluzione è stata formalmente inserita nel regolamento, tutte le monoposto dovrebbero averla a disposizione nei weekend di gara, pur con alcuni limiti su quali telecamere possano essere effettivamente trasmesse nel corso di un evento.

In particolare, durante i test in Bahrain sulla Aston Martin è stato possibile osservare anche la struttura interna: a differenza di altri team, come Alpine, che aveva applicato una placca di protezione con un piccolo foro, sulla AMR26 quella zona era completamente esposta, senza alcun elemento aggiuntivo a copertura.

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