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F1 | La GPDA chiede commissari fissi e vie di fuga con la ghiaia

Sainz torna sulle polemiche che Austin ha scatenato con la penalità inflitta a Norris dopo la battaglia con Verstappen: lo spagnolo ritiene che sia necessario stendere un manto di ghiaia all'esterno della curva contestata. Russell, invece, invoca una maggiore uniformità di giudizio con steward professionisti che siano sempre gli stessi.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20, Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images

La penalità inflitta dal collegio dei commissari sportivi a Lando Norris nel Gran Premio degli Stati Uniti continua a tenere banco tra i piloti. La questione sarà il primo punto che verrà discusso nel briefing che si terrà oggi in Messico con il direttore di gara, ma l’argomento è destinato ad avere una lunga coda. Nella giornata di ieri tutti i piloti hanno detto la loro nelle varie conferenze stampa, evidenziando un certo malcontento ma anche visioni differenti su come risolvere un problema che si discute da anni.

Quando sono chiamati ad attaccare o difendere una posizione in prossimità di una curva con un’ampia via di fuga in asfalto, la strategia di molti piloti è ormai chiara. Si cerca la traiettoria interna e si punta all’apice della curva ritardando al massimo la frenata. Se in quel punto l’asse anteriore della monoposto è davanti a quella dell’avversario, si avrà il diritto di traiettoria.

Questo ha però innescato l’approccio che i piloti chiamano ‘divebomb’, ovvero ci si disinteressa della curva, si inizia la staccata ma con la possibilità di rilasciare il pedale del freno per sfilare davanti all’avversario in corrispondenza dell’apice. Poco importa se poi non si riesce a completare la curva nella sede stradale, il regolamento permette a chi è davanti di girare nella via di fuga senza che l’avversario (anch’esso costretto ad uscire di pista) possa fare nulla.

È corretto sottolineare che il problema non è di facile soluzione, come hanno ammesso gli stessi piloti, la discussione è in corso da tempo nei briefing pre-gara e nei colloqui che avvengono periodicamente tra la FIA e l’associazione dei piloti.

Carlos Sainz, Ferrari

Carlos Sainz, Ferrari

Foto di: Ferrari

“È molto difficile pensare al regolamento sportivo quando stai per effettuare un sorpasso e devi frenare praticamente in curva - ha spiegato Sainz – per quanto mi riguarda non penso se dovrò rilasciare il pedale del freno per sfilare davanti al mio avversario in corrispondenza dell’apice. Ad Austin, come su altre piste, ho provato ad essere aggressivo ma corretto, cerco di adottare questo approccio, piuttosto che pensare alle linee guida ogni volta che premo il pedale del freno”.

Ma non tutti hanno un approccio come Carlos. Per Sainz una soluzione che spazzerebbe via ogni discussione è nelle mani dei circuiti.
“Possiamo continuare a parlare di linee guida da modificare, ma per come la vedo fino a quando i circuiti non ci daranno una mano sarà molto difficile risolvere questo problema. Resto dell’idea che se all’esterno della curva 12 di Austin (quella della penalità di Norris) ci fosse stata una via di fuga in ghiaia, sia Lando che Max ci avrebbero pensato due volte prima di frenare così tardi. La soluzione c’è, ma continuiamo a girare in tondo pensando che le linee guida del regolamento sportivo possano risolvere un problema che può essere cancellato con alcune piccole modifiche alle piste, come d’altronde abbiamo già visto in alcuni casi”.

Il riferimento di Sainz è il Red Bull Ring. Dopo la saga dei 300 track-limit del 2023 i responsabili del circuito sono intervenuti sulle ultime due curve inserendo delle strisce di ghiaia nelle vie di fuga. “Non abbiamo questi problemi quando andiamo a Singapore o Monaco – ha aggiunto Alexander Albon – li ci sono i muri. Queste problematiche emergono dove sappiamo che c’è asfalto anche oltre la sede stradale”.

Un altro punto su cui l’associazione piloti sembra essere pronta a scendere in campo è quello legato al collegio permanente dei commissari sportivi. Oltre al problema specifico delle vie di fuga, ad aggravare ulteriormente la situazione c’è la disparità di giudizio nella valutazione dei singoli casi.

George Russell, Mercedes-AMG F1 Team

George Russell, Mercedes-AMG F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

Il presidente della GPDA, George Russell, ha confermato che l’argomento è all’ordine del giorno ed il confronto con i rappresentanti della federazione internazionale sono già iniziati.
“Siamo consapevoli che gli steward stanno facendo del loro meglio, hanno una serie di linee guida da seguire e si devono attenere a quelle. Ma abbiamo bisogno di una maggiore coerenza, e l'unico soluzione possibile è quella di avere gli stessi commissari in ogni weekend di gara. Al momento abbiamo sempre un collegio formato da persone esperte, ma sono qui quasi come volontari, non è un lavoro pagato professionalmente come ad esempio avviene nel calcio. Dobbiamo salire un po' di livello”.

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