F1 | La giornata "persa" avvantaggia Red Bull, anche se Alonso...
Alla conclusione delle prove libere del venerdì il quadro non è affatto chiaro: la pioggia di Melbourne ha rimescolato le carte con le squadre impossibilitate a raccogliere dei dati nei long run. Alonso mostra i muscoli dell'Aston Martin, rivelandosi l'unico che potrebbe impensierire le Red Bull che hanno svolto un lavoro differenziato con assetti diversi da Verstappen e Perez. La Ferrari sembra aver imboccato la strada giusta, mentre la Mercedes sembra più in difficoltà con le W14.
Freddo e pioggia, uno scenario molto diverso rispetto a quello che la Formula 1 è solita trovare a Melbourne. In più le nuvole sono arrivate oggi sul circuito di Albert Park con un un’ora di anticipo rispetto alle previsioni, condizionando pesantemente il lavoro programmato dalle squadre.
Il risultato è che nessuno ha potuto ricavare dei dati sui long-run, visto che la sessione FP2 si è di fatto conclusa dopo dieci minuti con l’intensificarsi delle precipitazioni. Al momento restano poche indicazioni su qualche giro a serbatoi pieni completato in FP1, ma poca roba per poter avere un’idea dei passi-gara.
Qualcosa però è emerso sul giro veloce, ed ovviamente è stato Verstappen ad ottenere il miglior tempo di giornata, nonostante Max abbia avuto non pochi problemi nel riuscire a trovare il giusto feeling con la monoposto.
Sergio Perez, Red Bull Racing RB19
Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images
“Vedremo domani”, ha commentato l’olandese, e come lui praticamente tutti e venti i piloti in pista. La Red Bull ha però saggiamente differenziato il lavoro, provando un setup con più carico con Perez ed uno standard con Verstappen, che ha lamentato difficoltà a portare in finestra gli pneumatici.
Entrambi hanno utilizzato gomme medie e soft, rimandando il long-run con le hard alla sessione FP3 di domattina, come conferma la decisione di mantenere due set di ‘bianche’, unico team ad aver fatto questa scelta.
Oltre alla pioggia anche un problema al sistema GPS ha condizionato la giornata. Non è un aspetto secondario, perché senza i dati satellitari è difficile informare i piloti sulle condizioni del traffico in pista, uno dei compiti degli ingegneri collegati via-radio.
Fernando Alonso, Aston Martin AMR23
Photo by: Simon Galloway / Motorsport Images
Senza chi avvisa del sopraggiungere di una monoposto, la gestione del traffico in pista può diventare pericolosa, ed infatti quando durante la sessione FP1 il sistema GPS è andato fuori uso, la direzione gara ha voluto esporre la bandiera rossa interrompendo l’attività. Nel pomeriggio la protagonista è stata la pioggia, ma non solo. A salire in cattedra è stato Alonso, sceso in pista nei minuti iniziali della sessione ed ottenendo così il miglior tempo del turno.
Fernando è sembrato l’unico in grado di poter vedere (anche se a distanza) le Red Bull, la sua monoposto ha come punto di forza la percorrenza nelle curve a media velocità, e Melbourne è una pista che ne contiene parecchie.
Lewis Hamilton, Mercedes F1 W14
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Basterà per sperare in qualcosa di più di una terza posizione? L’Aston Martin sostiene di dover guardarsi anche alle spalle, ma dai pochi dati emersi oggi il tandem Mercedes-Ferrari non sembra essere allo stesso livello dei ‘verdi’.
È però interessante il confronto tra le due grandi deluse di questo inizio di stagione, soprattutto in quello che sarà il passo gara di domenica. Sul giro secco, nonostante oggi Hamilton abbia lanciato un segnale positivo, in Mercedes non sembrano così fiduciosi in vista delle qualifiche.
Charles Leclerc, Scuderia Ferrari
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
La Ferrari, come ormai è un leitmotiv da inizio stagione, ha girato con le power unit al minimo della potenza, concentrandosi su test mirati a valutare la flessibilità del fondo. Leclerc è sembrato ottimista in termini di guidabilità, parlando di una direzione corretta dell’assetto trovato nella sessione FP1, ma tutto è rimandato a domani, quando tutti sperano di poter completare dei long-run più consistenti. Finora è stata una Melbourne forzatamente a carte coperte.
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