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F1 | La furbata di Mercedes e Red Bull in qualifica è stata vietata dalla FIA

Secondo i colleghi di The Race, la Federazione Internazionale avrebbe vietato che si possa sganciare improvvisamente la MGU-K dopo la linea del traguardo per avere massima potenza elettrica nel rettilineo che porta all'arrivo. L'espediente può restare valido solo come recovery utile a salvare l'affidabilità, ma non alla ricerca delle prestazioni.

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Andrea Kimi Antonelli, Mercedes

Foto di: Lars Baron / LAT Images via Getty Images

Questa volta la FIA è intervenuta. Secondo quanto anticipato dai colleghi di The Race, Mercedes e Red Bull non potranno più sfruttare uno stratagemma che poteva dargli un vantaggio in qualifica, per aggirare le norme che impongono la riduzione della potenza quando le monoposto consumano l'energia della batteria sui rettilinei. 
 
Le regole impongono di ridurre di 50 kW al secondo l’erogazione dell’energia elettrica nell’avvicinamento alla linea del traguardo, mentre Mercedes e Red Bull hanno trovato una “furbata” per aggirare il calo improvviso e mantenere la piena potenza il più possibile. 
 
Il vantaggio, stando alle indiscrezioni, poteva valere meno di un decimo di secondo, ma quando si è in caccia della pole position ogni dettaglio anche minimo può fare la differenza. Va detto che i due team finiti sotto osservazione non hanno commesso niente di illegale, perché il regolamento tecnico di F1 consente di sfruttare un buco del regolamento che consente di evitare il calo di potenza elettrica se l’MGU-K viene “spenta” per un problema tecnico.  
 
In sostanza si trattava di una modalità di recovery che la FIA ha concesso ai Costruttori: si poteva disabilitare improvvisamente il software della MGU-K per agire in caso di emergenza, evitando così il possibile rischio di fare dei danni alla power unit. La norma, quindi, aveva una finalità a tutela dell’affidabilità, mentre Mercedes e Red Bull sono state abili a girarla per ottenere un vantaggio prestazionale, sebbene dopo lo spegnimento forzato, il motore elettrico rimaneva senza energia per 60 secondi... 

È evidente che l’espediente non poteva dare alcun vantaggio in gara, mentre un oculato utilizzo in qualifica ha permesso di trarre maggiori prestazioni potendo sfruttare una potenza extra sul dritto finale, provocando lo spegnimento della MGU-K subito dopo la linea del traguardo, e la successiva perdita di tutta la potenza elettrica per un minuto. 

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Mercedes e Red Bull hanno capito che i piloti nel giro di rientro ai box non avevano bisogno di sfruttare l’MGU-K dopo una tornata da qualifica, e potevano sfruttare la maggiore potenza rispettando il regolamento. 

La cosa era già emersa in Australia e si è ripetuta in Giappone, mentre non ha trovato applicazione in Cina perché il traguardo era troppo vicino all’ultima curva e il vantaggio di spegnere la MGU-K sarebbe stato esiguo. 

Ma al di là del surplus di potenza utilizzabile in una parte di rettilineo è emerso fin troppo chiaramente come i piloti che avevano “spento” la MGU-K si erano trovati in gravi difficoltà a muovere le loro vetture, correndo il rischio che, addirittura, rimanessero pericolosamente bloccate in pista. A Suzuka sia Antonelli (Mercedes) che Verstappen (Red Bull) hanno avuto seri problemi nell’affrontare le veloci S a causa della mancanza di potenza. 

La FIA, preso atto del pericolo che si potrebbe generare in qualifica, ha deciso di vietare questa pratica. La Ferrari aveva chiesto all’organo di governo un chiarimento normativo, pur nella consapevolezza che lo stratagemma rientrava nel rispetto delle regole.  Dall’analisi delle telemetrie i commissari federali sono in grado di valutare se l’eventuale sgancio della MGU-K è avvenuto alla ricerca delle prestazioni o per possibili ragioni di affidabilità. 

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