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F1 | La filosofia zen di Alonso: perché accetta un'Aston Martin più lenta nell'introdurre novità

Aston Martin sceglie la linea della pazienza: a Miami non ci sono state novità per preservare il budget, dedicando gran parte dell'attenzione sul risolvere i problemi di affabilità della Power Unit e del primo cambio "fatto in casa". Le novità più importanti a livello aero arrivveranno molto più avanti nella stagione e Alonso comprende i motivi.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images

Aston Martin ha completato per la prima volta in questa stagione una gara con entrambe le vetture al traguardo, un passo importante nel percorso verso quell’affidabilità che l’ha penalizzata più volte nelle prime uscite del campionato. Honda continua a lavorare intensamente per eliminare le vibrazioni anomale e costruire una base tecnica più solida su cui impostare lo sviluppo, ma si tratta di un processo che richiede tempo e continuità.

Sviluppo è la parola chiave che ruota attorno al mondo Aston Martin, ma oggi più sul fronte motoristico che su quello aerodinamico. Dopo aver introdotto le prime novità nelle gare precedenti, la scuderia britannica è stata infatti una delle poche a presentarsi a Miami senza aggiornamenti, una scelta deliberata nonostante la AMR26 soffra ancora di instabilità e di un evidente deficit di carico puro.

Tuttavia, quando i problemi principali risiedono altrove, è naturale che la priorità venga indirizzata in modo preciso. Questo approccio permette anche di ottimizzare il budget cap: da un lato si evita di investire in aggiornamenti che oggi non porterebbero un beneficio reale, dall’altro si conserva margine da destinare più avanti nella stagione, quando le prestazioni saranno in una finestra più favorevole, o da concentrare sulle aree che richiedono interventi immediati.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing, Lance Stroll, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing, Lance Stroll, Aston Martin Racing

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

Qualcosa che non vale solo per Honda, che  ha già confermato l’intenzione di riallocare parte delle proprie risorse, sia in termini di personale sia di budget, verso i progetti che richiedono una priorità assoluta per compiere un salto in avanti deciso, ma anche per la stessa scuderia di Silverstone. È vero che la AMR26 a livello telaistico paghi per ora una carenza rispetto ad altre squadre, ma non è l’unica area su cui il team può intervenire.

Il nodo del cambio: è un'area su cui fare progressi

Ad esempio, come già accaduto per Audi, anche Aston Martin si è ritrovata quest’anno a produrre per la prima volta in modo indipendente la trasmissione: dall’involucro agli ingranaggi interni, senza più affidarsi a un costruttore esterno come avveniva fino alla scorsa stagione. Una novità che ha inevitabilmente portato con sé alcuni problemi di gioventù, in particolare sulla sincronizzazione del cambio, con entrambi i piloti che per tutto il fine settimana hanno segnalato difficoltà nella fase di cambiata.

Alle volte, ad esempio, la scalata può risultare troppo aggressiva e generare instabilità, soprattutto in frenata, fase in cui il pilota cerca la massima stabilità e un comportamento prevedibile dalla vettura. Anche in uscita di curva, però, vi erano delle occasioni in cui mancava la sincronizzazione e la AMR26 non aveva spinta sufficiente come sperato dai piloti.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Sona Maleterova / Getty Images

Per una squadra che realizza per la prima volta tutto il pacchetto completo e che al momento sta vivendo delle grosse difficoltà, non è inusuale che ci siano delle problematiche da risolvere che richiedono del tempo. È vero che oggi il cambio non è più un campo di ricerca che può garantire un incremento di performance particolarmente elevato rispetto al passato, ma rimane un componente su cui serve la perfezione dato il livello molto alto raggiunto dai costruttori nel corso degli anni.

Anche per questo Aston Martin ha scelto di non introdurre con continuità pacchetti aerodinamici più sostanziosi: l’obiettivo prioritario, oggi, è risolvere tutte le criticità e garantire un chilometraggio costante su cui costruire lo sviluppo poi per i prossimi mesi.

C'è anche una questione di budget da non trascurare

Una scelta appoggiata anche da Fernando Alonso, con Aston Martin che limiterà le novità finché non sarà possibile ottenere un miglioramento realmente significativo in termini di prestazione. C’è poi un aspetto curioso legato all’attuale livello di competitività: al momento, il fatto di non essere particolarmente efficaci in curva finisce quasi per agevolare la Power Unit nella gestione della ricarica, perché aumenta il tempo trascorso in percorrenza e quindi la finestra utile per recuperare energia.

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Fernando Alonso, Aston Martin Racing

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

“Sono in pace perché capisco la situazione. La squadra mi ha spiegato che se portiamo uno o due decimi a ogni gara, non cambia la nostra posizione: siamo ventesimi o diciannovesimi e la macchina davanti ha un secondo di vantaggio”, ha infatti raccontato Alonso a Miami, rimarcando in effetti come al momento Aston sia in lotta solamente con Cadillac.

Ad esempio, in Florida Alonso, diciassettesimo in qualifica, ha chiuso a quasi un secondo tondo da Arvid Lindblad con la Racing Bulls, l’ultimo degli eliminati nel Q1. “Anche se portiamo due decimi a ogni gara, non cambia la nostra posizione ed è un enorme stress per il sistema, per il budget cap e cose del genere. Finché non avremo un secondo e mezzo o due secondi di miglioramento, è meglio non premere il pulsante della produzione perché sprecheremmo soldi”, ha aggiunto lo spagnolo.

Alonso ha confermato che Honda ha risolto le vibrazioni del motore con le modifiche introdotte a Miami anche se le performance non sono migliorare in maniera così marcata. Chiaramente lato Honda resta tanta attenzione sul motore, ma il cambio resta una priorità invece per Aston: “È stato più il cambio per tutto il weekend che il motore, quindi non so, l’elettronica, qualcosa. Era molto strano in scalata e in salita di marcia, non molto sotto controllo, deve essere una delle cose su cui lavoreremo per il Canada. Con tutte quelle frenate pesanti in Canada, dobbiamo migliorare il comportamento del cambio”

“Sembra ripetitivo il messaggio: non abbiamo aggiornamenti fino dopo l’estate, quindi non dobbiamo andare in Canada e chiederci cosa aspettarci in Canada, lo stesso; cosa aspettarci in Austria, lo stesso. Quindi dobbiamo gestire quel livello di frustrazione da parte di tutti nel team. Ma penso che siamo tutti tranquilli, tutti impegnati ad avere una seconda metà di stagione migliore dopo l’estate, e vedremo se riusciremo a farlo”.

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