F1 | La FIA spinge i V8 con ibrido, e-fuel e trasmissione uguali per tutti
Il presidente della FIA, Ben Sulayem, ancora prima che parta il regolamento 2026 torna alla carica per la semplificazione dei motori con diverse parti in comune. L'idea è di abbattere i costi e disporre di unità più semplici e leggere. Ne sta parlando con i Costruttori e la FOM per cercare di anticiparne l'introduzione.
Il motore V10 della Ferrari
Foto di: Franco Nugnes
La generazione di motori attesa al debutto la prossima stagione ha già stabilito un record. Senza aver percorso un solo chilometro, e con largo anticipo rispetto alla data d’esordio (fissata il prossimo gennaio), le nuove power unit continuano ad essere oggetto di discussioni.
Gli allarmi sono in realtà suonati da tempo, la FIA (su spinta di alcune squadre) ha anche provato una correzione in corsa delle linee guida, proponendo il ritorno a motori V10 aspirati, ma è stato impossibile trovare la maggioranza di consensi indispensabile in questi casi per rimettere mano ai regolamenti.
Fa parte del gioco che qualche produttore di power unit (poco convinto della bontà del progetto che tra qualche mese dovrà portare in pista) possa provare in qualche modo a forzare la mano, ma in questo caso è il presidente della FIA a portare avanti una campagna per liberarsi il prima possibile della nuova generazione di motori.
Mohammed ben Sulayem, Presidente FIA
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images
Secondo Mohammed Ben Sulayem ci sono buoni motivi per mettere sul tavolo un drastico cambio di direzione che dovrebbe puntare su motorizzazioni più semplici, leggere ed economiche, grazie all’introduzione di diverse componenti standard.
L’idea è anche quella di anticipare i tempi previsti dai regolamenti in vigore, secondo il presidente della FIA sarebbe possibile pianificare il passaggio ad una motorizzazione V8 nel 2029 o 2030, anticipando la conclusione del prossimo ciclo tecnico (di cinque anni) che entrerà in vigore la prossima stagione. In un’intervista rilasciata alla testata The Race, Ben Sulayem ha descritto uno scenario abbastanza chiaro che presto sarà proposto a squadre e produttori di motori.
“Ora hanno capito, sia le squadre che i PUM (i costruttori che progettano e realizzano le power unit) sanno che non possiamo andare avanti con questi motori – ha commentato -. È stato rimosso l’MGU-H nel 2026, abbiamo cambiato il rapporto di compressione, il carburante e la pressione di sovralimentazione, ma alla fine abbiamo bisogno di un motore nuovo, che sia molto più leggero, con fornitore unico per la parte ibrida-elettrica, un fornitore unico di carburante, e aggiungo anche un fornitore unico per la trasmissione. Serve il supporto della FOM e delle squadre, ovviamente, proporremo la nostra idea e vedremo se la accetteranno. Credo che lo faranno, si tratta di buon senso”.
Sono argomentazioni spinose, quella toccate da Ben Sulayem. Al di là della volontà di passare ad una motorizzazione più semplice ed economica, il mondo della Formula 1 è sempre stato restio ad accettare forniture uniche di materiale tecnico.
Ci sono dei precedenti, come la centralina elettronica unica adottata nel 2008 (fornita da McLaren Electronic Systems), ma la tendenza è quella di tutelare il proprio patrimonio tecnico. Una via più percorribile sarebbe l’imposizione di materiali più economici, ma si tratta comunque una partita non semplice da portare avanti con squadre e fornitori di motori.
La scatola del cambio della Ferrari: diventerà uguale per tutti?
Foto di: Giorgio Piola
"La nostra missione è ridurre i costi – ha ribadito il presidente FIA – le power unit attuali costano tra 1,8 e 2,1 milioni di dollari, ma possiamo immaginare motori che costino un quarto e che siano un quarto meno complessi”. Tra le possibilità valutate dalla Federazione Internazionale c’è il mantenimento di una parte ibrida, ma solo per il 10% della potenza complessiva del motore. La riduzione delle batterie è ritenuta una via indispensabile per arrivare all’auspicato calo di peso.
Per riuscire nel suo piano Ben Sulayem è consapevole che dovrà ottenere il consenso di una larga maggioranza dei Costruttori di power unit, ovvero l’unico modo per apportare delle modifiche sostanziali al regolamento in vigore fino al termine del 2030.
“Ne stiamo discutendo con alcuni motoristi– ha concluso – siamo in una fase in cui noi proponiamo delle idee e loro ne offrono altre. Ma anche qualora non dovessimo riuscire ad ottenere il supporto che vorremmo, potremo dire di averci provato. La FIA non perderà mai, comunque vada. Alla fine, tra qualche anno, il regolamento tornerà comunque nelle mani della Federazione Internazionale. La nostra non è una sfida, ma la volontà di fare una cosa giusta e di buon senso”.
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