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F1 | La FIA rigetta la richiesta di revisione della McLaren sulla penalità di Norris

La squadra di Woking ha provato a dimostrare che i commissari avevano sbagliato la loro interpretazione, perché ritiene che Norris avesse già completato il sorpasso Verstappen e che poi è stato Max a portare largo Lando per riprendesi la posizione. Non avendo alcuna nuova prova da presentare, però, la richiesta di revisione è stata respinta.

Lando Norris, McLaren MCL38, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Lando Norris, McLaren MCL38, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Il collegio dei commissari sportivi in servizio la scorsa settimana ad Austin ha respinto la richiesta di revisione presentate dalla McLaren in merito alle penalità inflitta a Lando Norris nel Gran Premio degli Stati Uniti. Come previsto dal regolamento sportivo, per poter procedere alla revisione di un caso la parte interessata (in questo caso la McLaren) deve fornire un elemento nuovo e significativo che non era a disposizione dei commissari sportivi nel momento in cui hanno preso la decisione.

Norris è stato penalizzato (con cinque secondi da aggiungere al suo tempo di gara) per aver superato Max Verstappen percorrendo la via di fuga della curva 12. La sanzione ha fatto scivolare Norris dal terzo posto ottenuto sotto alla bandiera a scacchi alla quarta posizione finale, a beneficio di Verstappen.

La lettura dell’episodio portata dalla McLaren si è basata sul ruolo di Norris nel momento in cui le monoposto sono transitate all’apice della curva 12. Secondo la squadra inglese Lando, non sarebbe stato l’attaccante (nei confronti di Verstappen) bensì il difensore, avendo superato (poco prima della frenata) la Red Bull numero 1.

La McLaren non vede l'azione di Verstappen come una difesa, ma come un attacco per riconquistare la posizione persa pochi metri prima, cambiando lo scenario. Il regolamento sportivo Formula 1 recita che il pilota che attacca con successo ma finisce nella via di fuga deve rinunciare alla propria posizione per non trarne vantaggio. Secondo la lettura della McLaren, Verstappen era di fatto dietro Norris, sia in staccata che in uscita dalla curva 12, quindi non vi è stato alcun cambiamento di posizione.

Lando Norris, McLaren MCL38, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Lando Norris, McLaren MCL38, e Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

L’udienza, durata mezz’ora, si è tenuta nella serata di Città del Messico, alla presenza di Andrea Stella e Randeep Singh in rappresentanza della McLaren, del responsabile FIA Nikolas Tombazis, del direttore sportivo della Red Bull Jonathan Wheatley e del collegio dei commissari sportivi (collegati in videoconferenza) in servizio la scorsa settimana ad Austin.

L'elemento nuovo e rilevante, indispensabile per poter aprire una procedura di revisione, per la McLaren è che il collegio dei commissari sportivi ha commesso un evidente errore di giudizio non tenendo conto del fatto che Norris aveva già superato la vettura di Verstappen prima dell’ingresso in curva. Invece, gli steward hanno affermato che era Norris ad attaccare in questa situazione. La punizione quindi non è giustificata.

La tesi non è stata però accolta dalla FIA, che in una comunicazione ufficiale ha spiegato così la sua decisione: “La McLaren sembra sostenere che la conclusione degli steward secondo cui ‘la vettura 4 (Norris) non era a livello con la vettura 1 (Verstappen) all'apice’ della curva 12 sia da considerare un errore, poiché la vettura 4 aveva sorpassato la vettura 1 prima dell'apice e che questo errore sia da considerare un nuovo elemento. Questo è insostenibile poiché una richiesta di revisione viene presentata per correggere un errore commesso nel prendere una decisione. Qualsiasi nuovo elemento, per essere considerato tala, deve dimostrare tale errore”.

Secondo la Federazione Internazionale un presunto errore nella motivazione della sentenza non può essere utilizzato come elemento nuovo per giustificare una revisione, bensì deve esserci un nuovo elemento che dimostri un errore. In questo caso, però, non c’erano nuove prove che permettessero una diversa visione della scena. Interpretare diversamente la scena in base alle prove esistenti non è quindi un elemento nuovo. A causa della mancanza di nuove prove, la richiesta di riesame del caso è stata quindi respinta.

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