F1 | La FIA non si aspetta che nel 2026 ci sia un team dominatore. Ecco perché
Secondo Nikolas Tombazis, responsabile tecnico del settore monoposto della FIA, non pensa che con il nuovo regolamento tecnico possa ripresentarsi una situazione simile al 2014 o con un team dominatore. Le power unit più semplici e con più restrizioni dovrebbero scongiurare questo scenario.
Lewis Hamilton, Mercedes W05, lotta con Nico Rosberg, Mercedes W05
Foto di: Steve Etherington / Motorsport Images
In Formula 1 a (quasi) ogni cambio di regolamento tecnico sorge sempre il sospetto che un team possa iniziare la stagione con un vantaggio talmente ampio da rendere vano ogni tentativo di competizione da parte degli avversari.
Questo lo abbiamo potuto apprezzare nel 2014, quando Mercedes si presentò al via dell'era delle power unit con un margine tale sulla diretta concorrenza da potersi godere il duello interno per il titolo Piloti tra Lewis Hamilton e Nico Rosberg, senza avere nemmeno per un secondo il dubbio di poter anche solo entrare in lotta con qualcuno per quello Costruttori.
Un margine tale che, oggi, la Formula 1 vuole e spera di scongiurare, al pari di quanto McLaren sta facendo quest'anno, negli ultimi mesi di un regolamento tecnico destinato ad andare in pensione.
Nel Paddock c'è chi parla di una Mercedes ancora davanti a tutti, proprio come capitò 11 anni or sono con l'avvento delle unità motrici ibride. Questa volta, però, la FIA - per voce del suo responsabile tecnico del settore monoposto - ha voluto chiarire di non aspettarsi divari comparabili con quelli del 2014, quando fu proprio Mercedes a sbaragliare la concorrenza facendo molto meglio di tutti.
"Non credo che ci troveremo in una situazione in cui un singolo costruttore avrà un vantaggio così grande come nel 2014", ha dichiarato Nikolas Tombazis ai microfoni di Motorsport.com.
Rendering dell'auto F1 2026 FIA
Foto di: FIA
Il gruppo tecnico di lavoro della FIA avrebbe voluto semplificare ulteriormente regole e power unit in modo tale da scongiurare ulteriormente la possibilità che qualche costruttore potesse avvantaggiarsi molto sul resto della concorrenza. Sulla sua strada, però, ha trovato forte resistenza.
"E' vero, i motori non sono ancora così semplici come avremmo voluto. Avremmo voluto andare oltre quello che siamo riusciti a fare, ma abbiamo incontrato molta resistenza alla semplificazione delle norme. Quindi ci sono cose che avremmo voluto rendere ancora più semplici, ma sono comunque più semplici rispetto alla generazione attuale di power unit".
Nel 2026, oltre al propulsore termico che sarà alimentato da carburante sostenibile, rimarrà la MGU-K a fare da surplus di energia, accollandosi anche quello che in questo momento viene fatto dalla MGU-H. Quest'ultima, infatti, sarà vietata proprio dal 1 gennaio del prossimo anno.
"Le nuove power unit non avranno la MGU-H e ci sono alcune cose che hanno limiti più stretti. Per questo non pensiamo che i divari possano essere così grandi come quelli visti nel 2014".
Vantaggi netti no, ma i divari non saranno certo esclusi. Tombazis ha ricordato come nel 2026 entrerà in F1 Cadillac (con power unit Ferrari). "Avremo nuovi team in arrivo e all'inizio di un nuovo ciclo c'è sempre il rischio che ci siano delle divergenze iniziali".
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