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F1 | La FIA detta i criteri per entrare nei GP ai nuovi team

Mohammed Ben Sulayem ha mantenuto la promessa: a inizio anno aveva detto che la FIA avrebbe definito un processo per selezionare le eventuali squadre interessate a entrare in F1 dal 2026. La Federazione Internazionale ha varato i criteri che aggiungono la sostenibilità alle rigorose analisi finanziarie, tecniche e sportive prendendo in contropiede le dieci squadre attuali e Liberty Media.

Mohammed bin Sulayem, Presidente della FIA e Stefano Domenicali, Amministratore Delegato della Formula 1

Dalle parole ai fatti. La FIA ha formalmente aperto il processo per l'ingresso di nuovi team in Formula 1 nei prossimi anni. Il presidente Mohammed Ben Sulayem all'inizio di quest'anno aveva chiesto ai membri dell’organo di governo di valutare quali dovessero essere i criteri per aprire il Circus a nuove squadre: la Federazione Internazionale venerdì ha pubblicato un comunicato nel quale si spiega quali sono i criteri di ammissibilità.

La FIA ha ufficializzato che valuterà il potenziale dei nuovi team sulla base di "rigorose analisi finanziarie e tecniche" nonché " su criteri di sostenibilità e impatto sociale positivo".

Non basterà, quindi, dimostrare di avere adeguate capacità tecniche, né garantire sufficienti risorse economiche, né assicurare una necessaria esperienza nel Motorsport: i team candidati, infatti, dovranno anche essere in linea con i piani di sostenibilità che porteranno la F1 a essere carbon neutral dal 2030.

Ben Sulayem ha commentato: “La crescita e l’appeal del Mondiale di Formula 1 sono a livelli senza precedenti. La FIA ritiene che ci siano le condizioni per consentire ai team interessati, che sono in linea con i criteri di selezione, di esprimere un interesse formale a partecipare al campionato“.

“Per la prima volta, come parte delle condizioni di selezione, chiediamo ai candidati di illustrare in che modo sapranno rispondere ai parametri di sostenibilità della FIA e come possano avere un impatto positivo sulla società attraverso lo sport”.

“Il processo rappresenta una logica estensione dell’accettazione positiva del regolamento sulle Power Unit di F1 2026 da parte dei Costruttori di motori, che ha attratto l’Audi in Formula 1 e ha creato l’interesse di altri potenziali partecipanti“.

Il presidente FIA all'inizio dell'anno ha detto di volere valutare le nuove richieste dei team, spingendo Andretti Global a rendere pubblici i propri piani strategici annunciando la potenziale partnership con Cadillac Racing in rappresentanza del Gruppo GM interessato a un ingresso in F1.

Se le ambizioni di Andretti hanno entusiasmato la FIA, non si può dire altrettanto per quanto riguarda le attuali squadre in F1, né il promotore Liberty Media.

I Costruttori attuali e la FOM vogliono capire quali potranno essere i vantaggi dopo l’ingresso nei GP di un nuovo team di F1. L’idea di dividere la torta dei proventi con un nuovo team, diluendo i guadagni non piace affatto.

La FIA, dunque, è passata all’azione senza una preventiva discussione con gli attuali protagonisti del Circus e Liberty Media, lanciando una sfida che mostra una visione del futuro che è dettata in modo unilaterale dal legislatore, mentre la governance della F1 si regge su una triangolazione dei tre attori in commedia. A questo punto aspettiamo le reazioni…

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