F1 | La FIA chiarisce le regole: vietata la frenata asimmetrica
La Federazione Internazionale ha riscritto l'articolo 11.2.1 grazie all'unanimità delle squadre: "È vietato qualsiasi sistema o meccanismo che possa produrre sistematicamente o intenzionalmente coppie frenanti asimmetriche su un dato asse”. Qualcuno stava pensando alla simulazione delle quattro ruote sterzanti?
Dettaglio tecnico della McLaren MCL38
Foto di: Giorgio Piola
Le attuali monoposto a effetto suolo hanno una tendenza endemica: il sottosterzo che si manifesta a bassa velocità all’ingresso in curva. Tutte le squadre stavano studiando delle soluzioni per ridurre questo comportamento che impatta molto sulla durata delle gomme e sul tempo sul giro.
Una volta tanto la FIA è intervenuta prima che la questione potesse diventare scottante: la Federazione Internazionale ha pubblicato il 31 luglio una variazione normativa del Regolamento Tecnico 2024 all’articolo 11.2.1 in materia di freni: “L’impianto frenante deve essere progettato in modo che, all’interno di ciascun circuito, le forze applicate alle pastiglie dei freni siano della stessa entità e agiscano come coppie opposte su un determinato disco del freno. È vietato qualsiasi sistema o meccanismo che possa produrre sistematicamente o intenzionalmente coppie frenanti asimmetriche su un dato asse”.
La variazione regolamentare di una norma che è in vigore è passata grazie all’approvazione unanime delle dieci squadre, segno che non c’era alcun team che avesse già provato un qualcosa che potesse permettere una frenata asimmetrica. La FIA aveva lasciato un buco interpretativo con la formulazione del vecchio articolo e con la nuova stesura chiude qualsiasi lettura “maliziosa”.
Terzo pedale della McLaren MP4-13 nella versione 1998
Foto di: Giorgio Piola
Evidentemente c’era chi, in qualche modo, voleva rispolverare in maniera più moderna un geniale concetto che la McLaren aveva adottato sulla MP4-13 grazie a un’idea brillante di Steve Nichols introdotta nel 1997 e bocciata all’inizio della stagione 1998. La squadra di Woking aveva introdotto un terzo pedale che permetteva il Selective breaking.
Di che si trattava? Oltre al pedale dell’acceleratore e del freno, c’era un terzo elemento più piccolo che il pilota poteva attivare con il piede sinistro: sull’asse posteriore era possibile stabilire una ripartizione della frenata asimmetrica grazie alla quale la ruota interna veniva rallentata di più, favorendo un più facile inserimento in curva.
Il Selective braking, quindi, simulava le ruote posteriori sterzanti: la McLaren aveva utilizzato questo sistema nelle ultime tre gare vincenti del 1997 e si era presentata a inizio 1998 con un concetto evoluto che la FIA aveva bocciato dopo il GP d’Australia a seguito del reclamo presentato da diverse squadre dopo la doppietta di Mika Hakkinen e David Coulthard.
La Federazione Internazionale, questa volta, è riuscita a intervenire in maniera preventiva…
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