F1 | La FIA chiarisce: il nuovo sistema antistallo previene pericoli al via e non aiuta chi parte male
Nikolaz Tombazis, responsabile tecnico della divisione monoposto della FIA, ha spiegato come il nuovo sistema antistallo studiato nelle riunioni di Londra per la F1 non darà alcun vantaggio a chi non parte bene, ma a chi ha difficoltà oggettive e può innescare situazioni pericolose al via.
Griglia di partenza
Foto di: Lars Baron / Getty Images
Nei weekend di Miami e Montreal la FIA valuterà il nuovo sistema di sicurezza introdotto sulle monoposto per evitare che, in fase di partenza, una monoposto resti ferma sullo schieramento. Tra le caratteristiche delle power unit 2026 c’è quella di non poter più contare sull’aiuto del sistema MGU-H, presente nella prima generazione di motori ibridi. Per questo, e per la natura dei turbocompressori, è aumentata la possibilità che una monoposto possa avere uno spunto al via particolarmente deficitario o, nei casi peggiori, ritrovarsi ferma sulla griglia
La FIA ha analizzato, insieme ai rappresentati delle squadre e dei motoristi, la possibilità di introdurre un sistema in grado di garantire un supporto del motore elettrico nel caso in cui la partenza risulti problematica. Al momento è stato deciso che la soluzione verrà valutata nei Gran Premi di Miami e del Canada e, se darà esito positivo, potrà essere introdotta in via definitiva.
Come ormai accade spesso, non sono mancate ipotesi secondo cui il sistema potrebbe rappresentare un aiuto per le squadre che nelle prime gare della stagione hanno evidenziato problemi in partenza, con tanto di gerarchie tra possibili beneficiari e i team penalizzati. A fare chiarezza è stato Nikolas Tombazis: rispondendo a motorsport.com, il direttore tecnico della FIA ha spiegato come e quando entrerà in funzione la novità.
“Il sistema è pensato per sopperire a partenze molto brutte che rischiano di innescare situazioni pericolose – ha spiegato Tombazis – è bene chiarire che un pilota autore di una partenza non ottimale non potrà contare su un aiuto da parte di questo sistema. Per intenderci, sarebbe sicuramente entrato in funziona sulla monoposto di Lawson al via del Gran Premio d’Australia, ma non nel caso dell’avvio di Verstappen a Shanghai. Per chi parte semplicemente male, tutto resterà invariato”.
Il responsabile tecnico della Federazione è poi entrato nel dettaglio. “Verrà monitorato il movimento della monoposto nel primo secondo dopo lo spegnimento dei semafori, verificando l’accelerazione. Se emergerà una situazione è pericolosa, scatterà l’aiuto elettrico, che servirà a garantire che la vettura si muova dalla propria posizione in griglia. Non lo farà alla stessa velocità delle altre, ma sarà comunque sufficiente per evitare che diventi un ostacolo fermo o estremamente lento per chi sopraggiunge alle sue spalle”.
Tombazis ha inoltre chiarito che tutto è stato condiviso con le squadre, e che sono stati proprio i team a giudicare eccessiva una delle ipotesi iniziali dalla FIA. “In un primo momento avevamo suggerito l’introduzione di un drive-through al termine del primo giro per il pilota supportato dal sistema. Il tutto, ovviamente, per scongiurare che possa esserci un vantaggio subdolo a favore di un pilota partito male. Tuttavia, i rappresentanti delle squadre, all’unanimità, hanno ritenuto la misura superflua, poiché il sistema, per come è concepito, non può offrire alcun beneficio prestazionale”.
“L’obiettivo è esclusivamente quello di prevenire situazioni pericolose – ha concluso Tombazis – come si vedrà, nel caso in cui il sistema venga attivato, la monoposto interessata sarà visibilmente più lenta rispetto alle altre”.
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