F1 | La Ferrari gioca d'anticipo: in Austria con il motore dotato delle prime modifiche dell'ADUO
La Scuderia si presenta al Red Bull Ring dopo il perentorio successo di Lewis Hamilton a Barcellona, ma a Maranello non vogliono mettere troppa pressione al team che porta il motore 3 evoluto dai primi aggiornamenti concessi dalla FIA. Con l'ADUO2 ci sarà una turbina di nuovo disegno.
Dettaglio tecnico Ferrari SF-26
Foto di: AG Photo
La Ferrari va in Austria forte della strepitosa vittoria di Lewis Hamilton nel GP della Catalunya, un successo che non era nel radar della squadra del Cavallino, ragione per cui a Maranello guardano al futuro immediato con una certa circospezione.
Il pacchetto di aggiornamento aerodinamico che è stato introdotto proprio a Barcellona ha funzionato a meraviglia: la SF-26 ha mostrato il potenziale per battere la Mercedes e interrompere la striscia di sei successi di fila che sembrava inscalfibile.
La Scuderia, quindi, guarda al Red Bull Ring con fiducia, ma senza voler far crescere la pressione sulla squadra, preferendo che sia di nuovo la Stella a essere il punto di riferimento con la rossa pronta a giocare di rimessa se ce ne fosse l’occasione come in Spagna.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Nella Gestione Sportiva, dunque, si raffreddano gli entusiasmi come se Montmelò non debba essere considerato un appuntamento della svolta in questo campionato che sarà giocato sulla capacità di reggere il passo con gli sviluppi, in una battaglia tecnica che si combatte più all’interno delle factory che in pista.
Azzeccare i tempi nell’introduzione delle novità, come è accaduto alla Ferrari a Barcellona dopo la delusione di Monte Carlo, può generare un vantaggio competitivo sulla concorrenza alzando la soglia della competitività.
È importante, quindi, confermare che la Scuderia farà debuttare a Spielberg il motore 3 della stagione: sarà uno 067/6 che beneficerà delle modifiche concesse dalla FIA grazie all’ADUO (Additional Development and Upgrade Opportunities).
La Ferrari ha ottenuto la possibilità di effettuare due sviluppi nel corso della stagione e altrettanti il prossimo anno perché il gap misurato dai commissari tecnici della Federazione Internazionale è stato misurato superiore al 4% rispetto al motore endotermico della Red Bull Powertrains Ford: i dati delle verifiche svolti sul 6 cilindri turbo DM01 dicono che rappresenta il benchmark del Circus.
Enrico Gualtieri, direttore tecnico motori Ferrari
Foto di: Ferrari
I motoristi diretti da Enrico Gualtieri hanno varato un primo intervento grazie al quale contano di ridurre la distanza dall’unità di Brixworth, da tutti (tranne che dalla FIA) considerato il vero punto di riferimento.
Anche in questo campo la Ferrari non vuole generare troppe aspettative e mitiga il lavoro svolto nella camera di combustione grazie alla testata in lega di acciaio che permette di cercare pressioni e temperature che sarebbero impossibili da raggiungere con un motore tradizionale realizzato con leghe di alluminio.
L’aspetto interessante è che questa prima evoluzione di motore arriva dopo aver “capito” nel confronto con gli avversari dove porta il nuovo regolamento con la power unit che genera il 50% della potenza con l’endotermico e altrettanto (o quasi) con l’elettrico.
La combinazione giusta è trovare il perfetto equilibrio fra prestazioni e affidabilità: all’avvio del campionato si è puntato più sulla durata, mentre ora è il momento di cominciare a spremere le performance.
Fusto di carburante Shell: in Austria arriva una nuova benzina
Foto di: AG Galli
Durante l’inverno si era parlato di una possibile guerra sulle benzine dal momento che era stato deciso di lasciare libera la ricerca sui combustibili sintetici a zero emissioni nette. Il tema, pertanto, è finito nell’anonimato perché clipping e super clipping avevano preso il sopravvento e si discuteva solo di batterie.
La Ferrari, dopo aver fatto esperienza sul campo, prova una “magia”: spinge la ricerca del motore... caldo a nuovi limiti mai raggiunti, con un’aria a 110 gradi (contro i 100 attuali) nella fase di alimentazione. Il risultato? Un fluido più compresso che abbinandosi ad una benzina Shell con un più alto valore calorifico permette di bruciare più particelle, rilasciando meno residui per le emissioni.
Se all’avvio del progetto erano state fatte delle scelte di compromesso che hanno facilitato il disegno di alcune soluzioni estreme della SF-26 (radiatori più piccoli con grande permeabilità e intercooler miniaturizzati), ora inizia la fase di evoluzione del 6 cilindri turbo.
Ferrari SF-26: la nuova pancia introdotta a Barcellona
Foto di: Getty Images
La qualità del pacchetto di aggiornamento varato da Loic Serra a Barcellona ha dimostrato che è stato possibile coprire con un’aerodinamica più efficiente e con meno drag il... buco di potenza dello 067/6 dal motore Mercedes. Nel caldo torrido della Spagna i famosi 25 cavalli di differenza sembravano essere scomparsi.
Loic Serra, direttore tecnico Ferrari
Foto di: Ferrari
Ora tocca a Gualtieri e soci (che non sembrano risentire affatto dell’uscita di Wolf Zimmermann) estrarre dalla power unit il pieno potenziale, correggendo poi in corsa alcune scelte di base.
Il turbo “piccolo” è stato una scelta che ha pagato per ridurre il ritardo di risposta dovuto all’assenza dell’MGU-H, ma il vantaggio che si doveva misurare specie in partenza è stato letteralmente “mangiato”. La regola dei 5 secondi aggiunti dalla FIA alla procedura di start per dare modo a tutti i Costruttori di riempire la turbina per motivi di sicurezza ed evitare monoposto piantate in griglia, ha certamente penalizzato la Scuderia.
Con l’ADUO2 che dovrebbe diventare attivo in Olanda o a Monza, la Scuderia porterà un turbo compressore di nuovo disegno: il diametro della girante non cambierà, ma sarà diverso il numero e l’inclinazione delle palette ed è atteso anche uno sviluppo sui materiali. Mercedes e Honda non porteranno motori ADUO: la Ferrari, come l'AUDI già a Barcellona, sarà pronta a giocare d’anticipo...
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