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F1 | La Ferrari esce da Monza battuta, ma promossa

Il secondo posto di Charles Leclerc nel GP d'Italia testimonia un'altra sconfitta nei confronti di Max Verstappen, ma la rossa nel "tempio della velocità" è tornata a mostrare una soglia di competitività che sembrava sparita nelle ultime gare. Scopriamo come a Maranello hanno ribaltato una situazione difficile su un tracciato non propriamente adatto alla F1-75. C'è chi ritiene che sia mancata un po' di cattiveria per cercare di rendere più difficile la vittoria Red Bull, ma la rossa esce dallo stato confusionale.

Charles Leclerc, Ferrari F1-75

Ferrari battuta, ma promossa. Contro questo Max Verstappen c’è poco da fare: la Red Bull dell’olandese ne aveva di più e non deve sorprendere che abbia collezionato la quinta vittoria consecutiva, ma la F1-75 non esce stritolata dal GP d’Italia, come era accaduto nelle ultime gare.

Il secondo posto di Charles Leclerc, guardando le facce di Maranello non ha il sapore di una sconfitta. La rossa a Monza ha deciso di rischiare e si è portata a casa la pole position nel “tempio della velocità” con Charles Leclerc su un impianto che premia più l’efficienza che il carico aerodinamico.

Charles Leclerc e George Russell festeggiano sul podio di Monza

Charles Leclerc e George Russell festeggiano sul podio di Monza

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

La power unit 066/7 è stata spremuta come non mai (chi ha fatto le rilevazioni fonometriche a bordo pista parla di 1.024 cavalli) e, per non avere sorprese in gara, i motoristi di Gualtieri si sono tenuti una quindicina di cavalli nel taschino. La strategia era azzeccata e ha funzionato. Così come ha funzionato il pacchetto da minimo carico: ala posteriore con due profili quasi piatti e un solo elemento della beam wing per combattere quel maledetto drag che si paga sul dritto.

La Ferrari ha scaricato la vettura ed è diventata velocissima sui rettilinei, mentre la Red Bull ha giocato una partita al contrario: sapendo di disporre delle velocità massime, ha cercato un po’ più di downforce del solito per salvaguardare le gomme ed evitare la possibile usura.

I tifosi della Ferrari festeggiano il secondo posto di Leclerc

I tifosi della Ferrari festeggiano il secondo posto di Leclerc

Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images

Alla fine hanno avuto ragione ancora una volta a Milton Keynes, ma c’è chi sostiene che a Maranello, una volta estremizzato il pacchetto per Monza, non siano stati… cinici nel cercare quella vittoria che, invece, poteva essere alla portata del Cavallino.

Charles Leclerc è l’espressione di chi la pensa in questo modo: il monegasco era sinceramente deluso e non aveva il volto di chi stava festeggiando una piazza d’onore, ma quello di chi masticava amaro per una sconfitta. Il principino si era fatto la bocca all’idea di ripetere il successo del 2019 e ieri quando aveva dato appuntamento ai tifosi per la corsa ci credeva fermamente, perché aveva valutato la rossa capace di sfidare la Red Bull.

Charles Leclerc, Ferrari F1-75, effettua il primo pit stop in regime di VSC

Charles Leclerc, Ferrari F1-75, effettua il primo pit stop in regime di VSC

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

I critici sostengono che l’allungamento della vita di Mattia Binotto nel ruolo di team principal da parte del presidente, John Elkann, può aver tolto alla squadra quella cattiveria che magari si sarebbe vista se Monza fosse rimasta una gara da lascia o raddoppia.

Ciascuno adesso ci mette il suo carico sul tavolo, ma il GP d’Italia insegna che la Ferrari ha interrotto lo “stato confusionale” che l’ha accompagnata dall’Ungheria in poi e sembra una squadra che è tornata agguerrita sul tracciato meno favorevole alle caratteristiche della F1-75.

Carlos Sainz, Ferrari F1-75

Carlos Sainz, Ferrari F1-75

Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images

Lo dimostra anche la strepitosa rimonta di Carlos Sainz dalla 18esima posizione del via. Insomma sarebbe stato possibile vedere due rosse sul podio: la maldestra gestione della safety car dal giro 47, ha paralizzato l’ascesa del madrileno che aveva nel mirino la Mercedes di George Russell.

La Scuderia non ha tradito le aspettative dei 350 mila tifosi che si sono dati appuntamento allo Stradale nel weekend: ci ha provato nella gara di casa a mettere nel sacco un Verstappen che è in corsa per qualsiasi record ed è parso chiaro fin dalle prime battute che il passo del monegasco era leggermente inferiore a quello della Red Bull.

“Abbiamo cercato di cambiare strategia – ha ammesso Binotto – perché a parità di stint saremmo usciti battuti perché oggettivamente Max aveva un po’ meno usura delle gomme. L’unico modo per girare la gara a nostro favore era sfruttare la VSC anticipando il pit”. La mossa è stata giusta, peccato che la neutralizzazione sia stata tolta proprio mentre Charles stava attraversando la pitlane a 80 km/h e gli avversari avevano già ricominciando a spingere a fondo sull’acceleratore, facendogli perdere sette/otto secondi.

Charles Leclerc, Ferrari F1-75 in bagarre con George Russell, Mercedes W13 alla prima Variante dopo il via

Charles Leclerc, Ferrari F1-75 in bagarre con George Russell, Mercedes W13 alla prima Variante dopo il via

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

Sarebbe cambiato qualcosa? Probabilmente no, ma un Charles più vicino avrebbe forse messo una diversa pressione a Max che si è permesso il “lift and coast” per rientrare nella soglia dei consumi. Nelle prossime tre settimane che precedono Singapore ci sarà tempo e modo per analizzare i dati di Monza chiarendo i dubbi se la fiammata nel GP d’Italia è l’inizio di una ripresa o l’episodio frutto di un tracciato così diverso da tutti gli altri.

Leclerc è stato davanti a Russell e Sainz ha tenuto a distanza Hamilton: sulla carta la Ferrari non deve temere il ritorno delle Mercedes. Se il Cavallino riesce a esprimere con regolarità il suo potenziale, non ci sarà storia. E non lo dicono solo i numeri…

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