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Raikkonen e i giovani piloti sono due mondi ormai lontani

La FIA ha organizzato nella sosta pranzo della prima sessione di test a Barcellona una conferenza stampa con tre giovani speranze (Russell, Norris e Albon) e un veterano (Raikkonen). Dall'incontro media è emerso un diverso approccio e George ha avuto una battutaccia irriguardosa nei confronti del finlandese.

I piloti sono schierati sul tracciato per una foto di gruppo

Prima conferenza stampa della stagione 2020. In un format inedito (ospitati su un divano stile talk-show) sono intervenuti Kimi Raikkonen, George Russell, Alexander Albon e Lando Norris. Di fianco, nelle vesti di mediatore, il giornalista Tom Clarkson.

Al netto delle curiosità che tradizionalmente precedono la prima conferenza stagionale, doveva essere un incontro ‘media’ nella norma, con le consuete domande sulle aspettative alla vigilia di un Mondiale che si preannuncia lungo ed intenso.

Domanda dopo domanda, è però emerso un altro aspetto, una sensazione di curiosità, interesse ed anche un pizzico di malinconia.

Da una parte Raikkonen, 40 anni compiuti lo scorso 17 ottobre, dall’altra tre ragazzi di un’altra generazione, tra i 20 ed i 22 anni, con un loro approccio, un loro linguaggio, una capacità sbarazzina di vivere il momento con una spensieratezza tipica di chi sta ancora assaporando la gioia di essere dove si trova.

Non c’è da stupirsi. Quando nel settembre del 2000 Kimi Raikkonen muoveva i primi passi al volante di una Formula 1 sul circuito del Mugello (su invito di Peter Sauber), Norris aveva dieci mesi.

Detta così fa impressione, ma è il modo migliore per sottolineare il salto generazionale. Clarkson ha chiesto ai tre giovani di commentare il feeling alla vigilia della loro seconda stagione in Formula 1, e, dopo battute e risate, quando è stato chiesto a Raikkonen se ricordava la vigilia del suo secondo anno in F1, Russel è entrato deciso: “Bevevi ancora ai quei tempi?”.

Una frase forse fuori luogo, subito lasciata cadere da Kimi, figlia di un approccio scanzonato che a volte sborda oltre la linea di confine del rispetto.

Mentre il resto del gruppo ha continuato a commentare tra battute e analisi la stagione che si appresta ad iniziare e le prospettive in vista del 2021, Raikkonen ha precisato che lui un contratto per il 2021 non ce l’ha ancora, quindi è una problematica che al momento non lo riguarda più di tanto. Il suo futuro? Si vedrà.

Mai come in questo caso si sono visti i vent’anni tra le due generazioni, ma lo sport è anche un contesto in cui ciò che conta è la performance, indipendentemente dai dati anagrafici.

Kimi, a 40 anni, è ancora al suo posto, a conferma di una passione su cui in pochi erano disposti a scommettere, e oggi a Barcellona è emersa la sua determinazione a voler essere ancora sul campo a confrontarsi con avversari, così diversi e così lontani da lui.

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