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F1 | Jo Bauer ha ispezionato a Città del Messico il sistema Red Bull!

Il responsabile dei commissari tecnici della Federazione Internazionale è andato subito nel box della Red Bull per fare un controllo del sistema per modificare l'altezza del T-tray contestato negli Usa. E' possibile che abbia tolto il sigillo FIA per lasciare lavorare la squadra di Milton Keynes liberamente nelle prove libere.

Dettaglio splitter Red Bull Racing RB20

Foto di: Giorgio Piola

Il caso T-trail non è chiuso. Jo Bauer, responsabile dei commissari tecnici della FIA, è andato nel box della Red Bull non appena la squadra di Milton Keynes ha aperto il garage, perché i meccanici hanno iniziato la preparazione della RB20 in vista del GP del Messico.

Il tedesco ha voluto ispezionare personalmente il telaio della Red Bull, chiedendo al meccanico del team campione del mondo di mostrargli il sistema che è stato duramente contestato durante il weekend degli Stati Uniti.

La McLaren ritiene che in passato la Red Bull abbia cambiato l’altezza dello splitter in regime di parco chiuso fra le qualifiche e la gara, facendo un’azione vietatissima dal regolamento e che dovrebbe essere sanzionata trattandosi di frode sportiva.

Red Bull: l'evoluzione del T-Tray e la speciale chiave necessaria a cambiare l'altezza dello splitter

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Foto di: Giorgio Piola

La squadra di Woking ha ottenuto informazioni molto precise dai tecnici che recentemente avevano lasciato Milton Keynes per rinforzare lo staff di Andrea Stella. E fra questi c’è anche il direttore tecnico, Rob Marshall. La McLaren non è riuscita a portare alla FIA delle prove della regolazione vietata, per cui non sono stati presi provvedimenti retroattivi che, altrimenti, avrebbero colpito Max Verstappen e Sergio Perez.

La FIA, però, negli Stati Uniti è intervenuta per bloccare il sistema Red Bull con un sigillo che impediva qualsiasi modifica dell’altezza del T-tray della RB20. È pensabile che Jo Bauer sia intervenuto proprio per togliere il punzone e lasciare che il team di Milton Keynes possa effettuare le prove libere (in Messico ci sono tre turni) liberamente, prima di bloccare nuovamente l’aggeggio con un altro sigillo.

Il sistema Red Bull, va ricordato, è perfettamente legale: i disegni CAD della soluzione sono stati caricati sul server della FIA perché, trattandosi di parti Open Source, devono essere visibili e copiabili da tutte le squadre. A Motorsport.com risulta che la Ferrari abbia valutato il concetto, ma sarebbe stato bocciato a causa del peso eccessivo (circa 2 kg).

Viene da pensare che portarsi in macchina un peso aggiuntivo solo per fare delle regolazioni di altezza dello splitter veloci nelle prove libere non avrebbe senso, avvalorando la tesi di chi va sostenendo che in passato possa esserci stato un comportamento della Red Bull fuori dalle regole.

“Provare retroattivamente cosa è successo esattamente in precedenza è difficile – ha ammesso Nikolas Tombazis, capo tecnico della FIA nel settore monoposto - e non pensiamo di avere la capacità per indagare cosa possa essere successo in due anni.  Quando decidiamo di portare una questione all'attenzione degli steward o del tribunale vogliamo avere delle prove per cui ci possiamo basare solo sul sentito dire o sulle speculazioni. Siccome la soluzione non è illegale, crediamo che la nostra azione corretta sia stata di garantire a tutti che non ci siano furbate in corso”.

Nicholas Tombazis, capo tecnico FIA del settore monoposto

Nicholas Tombazis, capo tecnico FIA del settore monoposto

In McLaren sostengono che la Federazione Internazionale potrebbe sentire le persone coinvolte nel caso, interrogandole. Ma Tombazis non considera la FIA come un Tribunale…
“Beh, dobbiamo sempre considerare che abbiamo a che fare con degli esseri umani. Abbiamo a che fare con situazioni mutevoli, con persone legate a lealtà vecchie e nuove lealtà. Non è nostra intenzione arrivare all’uso della macchina della verità o a sottoporre a degli interrogatori con le luci puntate in faccia o cose simili. Non è quello che vogliamo: ho lavorato in diverse squadre e assunto tecnici da altri team. A volte c’è la tendenza nel voler spifferare cosa uno faceva in precedenza, ma ho capito che a volte bisogna interpretare questi commenti con molta attenzione. E non si può semplicemente costruire delle accuse solo su alcuni commenti di questo tipo”.

Per la FIA il caso andrà sgonfiandosi, mentre i team continuano a soffiare sul fuoco delle polemiche. In attesa che in Brasile la Red Bull modifichi il suo sistema, Jo Bauer provvederà a montare un altro sigillo anche in Messico subito dopo le qualifiche.

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