Raillat: "Alla Mecachrome il motore si fa in 6 mesi"

Il francese, responsabile dei programmi sportivi, non crede a un coinvolgimento della Red Bull

Non ci sono solo Ilmor e AER. C’è anche la Mecachrome che aderisce al bando della FIA per il motore standard. Il marchio francese, da sempre legato alla Renault, si sente pronto a fare il salto in Formula 1 come fornitore del motore a basso costo (6/7 milioni di euro a stagione). Motorsport.com, ha intervistato in esclusiva Jean-Charles Raillat, CEO di Mecachrome Canada e responsabile delle attività sportive del Gruppo.

La Mecachrome si candida all'alimentazione del motore in Formula Uno dal 2017. Che cosa hanno oggi in termini di risorse tecniche e umane per consentire a voi stessi di pensare questo progetto può essere eseguito in così poco tempo?
“Ci siamo aggiudicati un paio di mesi fa la fornitura dei motori della GP3 che avrà un V6 atmosferico di 3,4 litri, mentre nel 2017 daremo alla GP2 un V6 Turbo. Il bando della FIA per la F.1 chiede una cilindrata massima di 2,5 litri. La base del nostro motore è assolutamente compatibile con la richiesta della FIA. In termini di risorse e capacità, Mecachrome è in grado di concepire e industrializzare un motore in 6 mesi. Per cui la finestra di pianificazione è ancora aperta per noi”.

Partiamo dall’analisi di GP3 e GP2: quanti motori serviranno a stagione?
“La pianificazione della GP2 Series prevede 26 vetture in pista e circa 10 per i test, quindi stiamo parlando di qualcosa come 36 motori. Il numero è quasi equivalente per la GP3, che avrà fra 24 e 27 vetture in pista e circa 10 per i test. Quindi si parla di una fornitura di 70-80 motori in una stagione per entrambi i campionati”.

Quali squadre di F.1, oltre a Red Bull Racing e Toro Rosso, potrebbero essere potenziali clienti del motore standard e quanti team clienti sarebbero necessari per rendere il vostro progetto finanziariamente solido, visto che la FIA vuole contenere i costi a 6/7 milioni di euro a stagione?
“Per noi forse è più facile che per altri stare nei parametri della FIA perché disponiamo di una base che è già pronta. Comunque, servono almeno due squadre perché il progetto funzioni dal punto di vista finanziario, rispettando i dettami della FIA. Quindi due squadre, quattro vetture: questa è la nostra valutazione”.

Il tender della FIA era sufficientemente chiaro? In cosa vi diversificherete da AER e Ilmor che hanno espresso interesse al motore standard?
“Il bando è molto chiaro. Abbiamo risposto senza ambiguità. Ciò che forse differenzia Mecachrome è che abbiamo a che fare con la Formula 1 da molto tempo. Abbiamo gestito un sacco di programmi importanti in parallelo. L’anno scorso Renault riforniva quattro squadre: noi gestivamo quelle forniture, mentre supportavamo in contemporanea GP2 e GP3. Siamo abituati a questi impegni e abbiamo le necessarie risorse umane e tecniche. Siano in grado di garantire un servizio completo dalla nascita del progetto fino all’assistenza in pista”.

Dove si trovano le vostre strutture? Avete dei banchi prova?
“Tutte le strutture Motorsport sono a Aubigny-sur-Nere nel centro della Francia. In passato avevamo altri siti, perché non siamo stati impegnati in F.1 solo con Renault. Abbiamo prodotto componenti anche per Ferrari, Mercedes, BMW, Toyota e Honda... Al fine di mantenere la necessaria riservatezza, i progetti erano sparsi in siti diversi e ognuno aveva i propri clienti. Oggi tutto è concentrato a Aubigny dove c’è un banco che è specificamente dedicato a Renault Sport F1”.

La Renault prepara il rientro in F.1 in modo ufficiale: la Mecachrome sarà sempre un fornitore del gruppo francese in materia di motori?
“Siamo molto considerati. La Renault ha una forte voglia di tornare in F.1, anche se nulla è stato ufficializzato. Sono disposti a rimettere il loro nome sulle testate e quel motore si chiamerà Renault”.

Ma ci saranno due propulsori distinti? La power unit Renault e il motore stadard Mecachrome, progettati con regole diverse o sarà Renault Sport F1 a considerare l'utilizzo dei motori Mecachrome, con il marchio Renault?
“Renault Sport F1 avrà la sua power unit. Le attuali specifiche FIA sul motore standard non hanno nulla a che fare con i propulsori usati finora. Il mondiale di F.1 resterà una sfida fra Costruttori. E aiuteremo la Renault a vincere, proprio come accade dal 1983”.

La FIA sceglierà un solo fornitore del motore standard o lascerà un mercato aperto?
“Finora, la FIA voleva valutare l’interesse per questo tipo di progetto: AER, Ilmor e ora Mecachrome aderirebbero, Cosworth no. Se la FIA andrà avanti, ci sarà un'altra fase con una consultazione per chiarire le condizioni dei contratti e dei costi. Ma sembra abbastanza chiaro che non ci sarà un solo candidato in lizza, ma dovrà esserci un solo fornitore. L'investimento è pesante prima che un motore possa essere montato su una monoposto e non ci sono 40 vetture in griglia”.

Si aspetta una certa resistenza da parte della Strategy Group F1, che è influenzato dai Costruttori che difenderanno le attuali power unit?
“Non credo che i Costruttori siano dei rivali. Noi semplicemente non produrremmo lo stesso tipo di motore. A mio parere c’è solo il rischio di un calo d'immagine della F.1, con due propulsori diversi: questo potrebbe essere un problema. Il campionato sarà sempre orientato verso le scelte dei Costruttori: perché dovrebbero ammettere che un produttore di motori indipendente possa fornire unità diverse in un campionato che è pensato per i Costruttori?”.

Avreste mai prodotto una power unit?
“No, l'investimento necessario è colossale”.

Pensate di vincere il bando?
“E' difficile da dire. Abbiamo tutti i requisiti tecnici e finanziari. Ma anche la Ilmor ha un bel nome. Erano e sono una grande azienda. Ma prima di diventare una partita tra i fornitori indipendenti, sarà un gioco tra chi vorrà l'introduzione o meno dei motori standard”.

Avete parlato con delle squadre di F.1 interessate al motore standard per fare lobbying affinché il progetto non venga bocciato?
“Non ancora. Ma sarebbe il caso se la FIA dovesse potare avanti l’idea. L'introduzione di un tale motore sarà molto complicato”.

La Red Bull potrebbe essere interessata al vostro motore?
“L'obiettivo della FIA è di salvare i due team più piccoli, quelli che hanno i maggiori problemi finanziari. Red Bull potrebbe essere tentata un progetto del genere, ma sarei sorpreso se puntassero sul motore standard”.

Qual è la posizione di Mecachrome sui tempi? L’obiettivo è salvare due squadre della griglia o avete un piano a largo respiro?
Stiamo guardando a un progetto sul lungo periodo. Servono due squadre e un programma con una durata di almeno 3 anni. Queste sono le raccomandazioni che abbiamo fatto alla FIA. Per i team entrare in F.1 è sempre più difficile se non sono un Costruttore o se hanno un budget limitato. C’è bisogno di offrire soluzioni utili a restare nel Circus con possibilità eque”.

Fino a quando potrete aspettare un’eventuale chiamata?
“Non oltre il mese di febbraio 2016. Penso che la data valga per tutti i potenziali fornitori. Andare oltre sarebbe tecnicamente complicato e finanziariamente rischioso”.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Motore Mecachrome
Sub-evento Presentazione
Articolo di tipo Intervista