F1 | In Messico è già effetto Verstappen: ora l'olandese è dato per favorito
A microfoni aperti nessuno si azzarda a esprimere pareri, ma appena si passa off-record la musica cambio e nel paddock si è diffusa l'opinione che l'olandese sia il grande favorito in questo finale di stagione. Non è tanto sfiducia nei confronti della McLaren, nonopostocompetitiva, quanto la capacità di Norris e Piastri di reagire a super-Max.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Mark Thompson / Getty Images
Nel paddock dell’autodromo Hermanos Rodríguez l’attività è frenetica. Gli allestimenti sono quasi completati, il materiale giunto da Austin ha preso forma. Nessuno aveva messo in conto di arrivare al Gran Premio del Messico con la classifica del mondiale piloti ancora aperta anche per un pilota che non guida una McLaren.
C’è di più, parlando con molti addetti ai lavori, prende sempre più forma la convinzione che alla fine sarà Max Verstappen a piazzare la zampata. A microfoni accesi tutti si limitano a sorridere, ma quando la conversazione diventa off-record è un fioccare di previsioni, opinioni ed anche spiegazioni.
Curiosamente, non è tanto il gap in classifica ad essere considerato il maggior ostacolo che attende Verstappen, quanto il non potersi permettere alcuna battuta d’arresto. Il che si traduce nella necessità di non commettere errori (sia da parte di Max che della squadra) ma anche nel dover sperare di non imbattersi in circostanze sfortunate, che si possono materializzare in un contatto alla prima curva o imprevisti indipendenti dal proprio operato. Per il resto c’è una larga convinzione che Verstappen possa proseguire la sua cavalcata sui ritmi post-pausa estiva, ovvero tre vittorie e due secondi posti nelle ultime cinque gare.
La RB21 di Max Verstappen in allestimento nei box
Foto di: Ronaldo Schemidt / AFP via Getty Images
Per i media olandesi Max è diventato il favorito, ma non è solo questione di passaporto. “La McLaren si gioca moltissimo qui in Messico – ha commentato una figura di spicco di una squadra fuori dai giochi – se Max farà centro anche questo weekend la vedo dura per Oscar e Lando, non tanto per i punti, quanto per la pressione che comporta avere il fiato sul collo di un avversario così ingombrante”.
Per quanto riguarda il fine settimana, Verstappen gode anche del favore dei numeri. Nessuno ha vinto come lui sul circuito Hermanos Rodríguez, al suo primo successo del 2017 sono seguite le vittorie nel 2018, 2021, 2022 e 2023. I 2.240 metri di altitudine non sono mai stati un problema per la power unit Honda e sulla forma Red Bull non c’è molto da aggiungere.
Oscar Piastri, McLaren
Foto di: Kym Illman / Getty Images
Ma, ovviamente, quando si è chiamati ad una rimonta che non concede spazio alla minima sbavatura, i rischi ci sono. Un ingegnere ha ricordato la gara messicana dello scorso anno, quando Verstappen fece incetta di penalità, scontando venti secondi e scivolando in un’anonima sesta posizione finale.
“Se sfilerà al comando vedremo probabilmente una gara alla Max – ha commentato – ma se dovesse trovarsi ai ferri corti non sai mai cosa aspettarti, un colpo di genio o una manovra al limite. E nella situazione in cui si trova oggi, non può permettersi alcuna penalità”.
Lando Norris, McLaren
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
È curioso notare come i due piloti in testa al mondiale (con margine) siano indicati come un tandem in difesa. La performance di Norris nella gara di Austin ha confermato che in termini di potenziale la MCL39 è ancora una monoposto vincente, nonostante non sia stata ‘aggiornata’ come la vettura rivale. Ma l’aspetto tecnico sembra quasi passare in secondo piano, la variabile ‘Verstappen’ sta sovrastando tutto.
“Non mi stupisce – ha concluso una persona che vanta un’esperienza trentennale in Formula 1 – perché gara dopo gara il confronto si sta dirigendo sempre più verso la… zona-Max. Più si avvicineranno alla stretta finale e maggiore sarà il vantaggio a favore di Verstappen, l’habitat caratterizzato da una pressione enorme lo ha conosciuto e gestito nel 2021, per poi cementare la sua esperienza gli anni successivi. Se il tandem McLaren vuole avere delle chance, deve chiudere i giochi prima, tra Las Vegas e Doha, altrimenti per loro sarà molto dura”.
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