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Analisi
Formula 1 GP dell'Emilia Romagna

F1 | Imola verità: Ferrari e McLaren pronte a sfidare Red Bull?

La Scuderia porta l'evoluzione della SF-24 all'Enzo e Dino Ferrari, mentre la McLaren cerca la conferma in Italia del successo ottenuto a Miami: le due inseguitrici della RB20 hanno chiuso il gap tecnico dalla vettura leader, o il mezzo passo falso di Verstappen in Florida è stato solo un episodio? Imola scioglierà i dubbi...

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Per tanti e differenti motivi il weekend di Imola sarà un crocevia. Nella settima tappa del mondiale 2024 confluiranno molti aspetti che potrebbero ritoccare la scala dei valori in campo che molto probabilmente vedremo fino alla pausa estiva. Il circuito Enzo e Dino Ferrari ha ben poco in comune con il tracciato di Miami, e per questo motivo si presta ad essere una verifica importante dei verdetti emessi due settimane fa negli Stati Uniti.

Il primo, e tra i più attesi, riguarda la McLaren. Lando Norris non ha ‘solo’ vinto il Gran Premio di Miami, insieme a Oscar Piastri ha confermato che la MCL38 (con un corposo upgrade) è stata la monoposto complessivamente più veloce in pista. Non in tutte le condizioni (Verstappen ha conquistato le due pole position del weekend) ma sul ritmo gara Norris ha svettato senza troppi dubbi.

Lando Norris, McLaren

Lando Norris, McLaren

Foto di: Erik Junius

Al termine della corsa statunitense gli avversari si sono posti una domanda che troverà risposta nel fine settimana di Imola. Quanto della performance vista a Miami è stata legata agli aggiornamenti tecnici portati in pista dalla McLaren e quanto, invece, può aver inciso nella performance di Norris un buon adattamento della vettura al layout e alle condizioni della pista?

La versione ‘B’ della monoposto è sembrata aver risolto il problema della velocità massima, ed anche la gestione delle gomme hard utilizzate nella seconda parte del Gran Premio è stata perfetta, a dimostrazione di un maggior carico aerodinamico. Se Imola confermerà quanto visto a Miami, per Norris e Piastri si apriranno scenari molto interessanti.

Lando Norris, McLaren MCL38

Lando Norris, McLaren MCL38

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

I riflettori più potenti saranno però sul box Ferrari, e non potrebbe essere altrimenti visto che la Scuderia porterà in pista i primi importanti aggiornamenti del 2024 assaggiati la scorsa settimana sul circuito di Fiorano. La SF24 ‘rivisitata’ ha (per ora sulla carta) tutti gli ingredienti per essere una svolta nella stagione di Leclerc e Sainz. A Maranello si sono concessi tutto il tempo necessario per valutare con attenzione come migliorare il progetto, considerando anche le qualità di base della vettura che hanno permesso alla Ferrari di iniziare la stagione con un buon trend.

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Charles Leclerc, Ferrari SF-24

Foto di: Davide Cavazza

Gli obiettivi sono chiari. La SF24 finora si è confermata in gara una monoposto con un’ottima gestione degli pneumatici, a scapito di un’accensione delle gomme che richiede più tempo rispetto alla Red Bull. Un aspetto che ha un po' condizionato la performance in qualifica e nelle ripartenze, sia dopo i pit-stop che al termine di un periodo di safety car. Tra i target dell’update c’è anche un miglioramento della performance nelle curve lente, e il timing dell’arrivo degli aggiornamenti sembra perfetto, visto che pochi giorni dopo la Formula 1 farà tappa a Monte Carlo.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Max Verstappen, Red Bull Racing RB20

Foto di: Erik Junius

La Red Bull, come è ovvio che sia, può solo confermarsi. Dopo la gara di Miami la squadra ha confermato una perdita di performance di Verstappen nel secondo stint di gara a causa di un’escursione fuori pista (e contatto con un cono) che ha danneggiato il fondo della monoposto, con conseguente perdita di performance. La domanda a cui dovrà rispondere il weekend di Imola è se davvero si è trattato di un episodio, o se a Miami (come è apparso anche dai team radio di Verstappen) qualcosa nel passo gara con le hard non è andato come previsto.

Il tutto si colloca in uno scenario nuovo, dove al momento la variabile inedita (vista a Miami) è stata la crescita della McLaren. Se non fosse stato per Norris Max due settimane fa avrebbe festeggiato la quinta vittoria stagionale, con o senza cono divelto, ed è proprio questo l’argomento di maggior interesse alla vigilia di Imola. La sera del 9 marzo, al termine del Gran Premio d’Arabia Saudita, la seconda doppietta Red Bull (nell’arco di sette giorni) aveva fatto pensare ad un replay della stagione scorsa.

Due mesi dopo il quadro è un po' diverso, non tanto nella corsa iridata ai due titoli mondiali, quanto nelle possibilità degli avversari a poter puntare ai singoli successi di tappa senza dover sperare in imprevisti o condizioni eccezionali.

McLaren e Ferrari, pur consce di non avere obiettivi iridati, si stanno candidando a qualcosa in più di un ruolo di seconda forza passivo, ovvero senza possibilità di dar fastidio a chi le precede. Il primo acuto è arrivato da Lando Norris a Miami, Imola servirà a capire se è stato un episodio o se ci aspetta (un po' a sorpresa) un campionato un po' diverso rispetto a quanto ipotizzato due mesi fa nella calda serata di Jeddah. E magari, con due squadre pronte a cogliere l’attimo ogni volta che in casa Red Bull non funziona tutto alla perfezione.

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