F1 | Il mercato è già finito: dietro ai rinnovi di Hamilton e Russell c'è la vera partita di Verstappen
Lewis e George hanno già ottenuto il rinnovo esercitando le opzioni previste dai rispettivi contratti. Intanto le voci che accostano Verstappen alla McLaren sembrano inserirsi in una strategia negoziale che negli ultimi anni ha sempre rafforzato la posizione del campione olandese nei confronti della Red Bull.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
Non ci sarà alcun comunicato ufficiale. I posti più ambiti del mercato piloti sono già stati assegnati, ma senza annunci né immagini con strette di mano. Il motivo è semplice: nella maggior parte dei casi non sono stati firmati nuovi contratti, bensì esercitate opzioni previste da accordi già esistenti. Dal punto di vista legale non c'è nulla di nuovo da comunicare, e di conseguenza non arriverà alcuna conferma formale.
È stato così per Lewis Hamilton, che disponeva di un'opzione a suo favore in grado di garantirgli la terza stagione con la Ferrari. Il sette volte campione del mondo ha rispettato le clausole di performance previste dall'accordo sottoscritto nel gennaio 2024, facendo scattare automaticamente il rinnovo.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: James Sutton / Formula 1 / Formula Motorsport Ltd via Getty Images
Lo stesso meccanismo è entrato in funzione anche in Mercedes. Dopo il Gran Premio di Barcellona la squadra di Brackley ha esercitato l'opzione prevista sul contratto di George Russell, assicurandosi così la prosecuzione del rapporto anche nel 2027. Russell disputerà la sua sesta stagione con la Stella e, per il terzo anno consecutivo, farà coppia con Kimi Antonelli.
George Russell, Mercedes
Foto di: Simon Galloway / LAT Images via Getty Images
A differenza di dodici mesi fa, la decisione di confermare Russell non è stata influenzata dalla possibile disponibilità sul mercato di Max Verstappen. Proprio nel momento in cui lo scenario avrebbe potuto favorire un assalto al quattro volte campione del mondo, Toto Wolff (che ha inseguito Verstappen per oltre dieci anni) ha scelto di non modificare un equilibrio che oggi sta garantendo alla Mercedes il massimo risultato possibile.
La voci su Verstappen servono solo a… Max
Curiosamente, proprio mentre Mercedes e Russell definivano la prosecuzione del loro rapporto hanno iniziato a circolare indiscrezioni su un presunto interesse della McLaren nei confronti di Verstappen. È un copione già visto. Ogni volta che la stagione arriva al punto in cui le clausole presenti nel contratto di Max potrebbero consentirgli di liberarsi dalla Red Bull, riaffiorano puntualmente voci che lo accostano a un'altra squadra.
Negli ultimi anni era toccato alla Mercedes, oggi che a Brackley non esistono più sedili disponibili, il ruolo è passato alla McLaren. Che tra le parti ci sia stato un contatto è verosimile, ma rientra nella normalità del mercato. I team raccolgono informazioni, così come fanno i manager dei piloti, per avere sempre un quadro completo delle opzioni disponibili. E quando il nome sul tavolo è quello di Verstappen, nessuna squadra resta indifferente.
Chi trae il maggiore vantaggio da questo meccanismo, però, è sempre Max. Era già accaduto durante i precedenti avvicinamenti con Mercedes, quando le indiscrezioni rilanciate dai media avevano rafforzato la posizione negoziale del suo manager, Raymond Vermeulen, consentendogli di ottenere dalla Red Bull condizioni economiche sempre più favorevoli, fino ad arrivare allo stipendio più alto mai visto nella storia della Formula 1.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Per questo è difficile non guardare con un certo sospetto alle indiscrezioni sull'interesse della McLaren, emerse proprio nel momento ideale. Tre settimane fa Verstappen, suo padre Jos e Vermeulen hanno incontrato in Austria Chalerm Yoovidhya, azionista di maggioranza della Red Bull, e Mark Mateschitz, figlio del fondatore dell'azienda. Il clan Verstappen conosce perfettamente il proprio peso contrattuale, costruito non soltanto sulle prestazioni che Max continua a garantire in pista.
Dopo aver perso quasi tutte le figure chiave del ciclo vincente culminato nei sei titoli mondiali conquistati tra il 2021 e il 2024, la Red Bull non può permettersi di perdere anche il proprio uomo simbolo. Oggi Verstappen rappresenta il volto della squadra molto più di qualsiasi altra persona tra gli oltre 1.500 dipendenti del gruppo. Una sua uscita avrebbe un impatto devastante sulla credibilità del nuovo progetto tecnico e sportivo nato dopo gli addii di Christian Horner, Adrian Newey e Helmut Marko.
I primi a esserne consapevoli sono i vertici della Red Bull, che operano nella sede di Fuschl am See, vicino a Salisburgo. Per questo motivo è difficile immaginare che il prossimo accordo con Verstappen assomigli ai contratti tradizionali. Più che una semplice firma, sarà la conferma del potere negoziale raggiunto da un pilota che oggi può permettersi di dettare condizioni irraggiungibili per chiunque altro nel paddock. Condizioni che oggi può offrirgli solo la Red Bull.
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