Il GP del Qatar sarà un demolition derby?

Le prove libere del venerdì hanno dimostrato che la pista di Losail mette a dura prova la resistenza delle monoposto: per evitare i tagli gli organizzatori hanno messo dissuasori che hanno causato molti danni. Ma l'appuntamento di Doha può inasprire anche il dualismo fra Mercedes e Red Bull. Verstappen e Hamilton sono stati coperti, ma tireranno fuori gli artigli domani...

Il GP del Qatar sarà un demolition derby?

La Formula 1 è arrivata in Qatar portandosi dietro la lunga coda di valutazioni e domande emerse al termine del weekend di Interlagos. A distanza di cinque giorni dalla conclusione del fine settimana brasiliano le monoposto sono tornate in pista, e al termine delle due sessioni di prove libere che hanno rotto il ghiaccio con il circuito di Losail, ci sono state più conferme che sorprese. In questa prima giornata di prove la Mercedes ha ribadito la sua superiorità in termini di resa sui rettilinei, chiudendo la sessione FP2 con Valtteri Bottas davanti a tutti.

Nel box adiacente la Red Bull ha reinterpretato un copione visto più volte, ovvero un inizio di weekend con una monoposto ben bilanciata ma che diventa meno stabile nel momento in cui diventa evidente la necessità di trovare velocità di punta. La RB16B si difende bene nell’ultimo settore, ma mediamente paga alla Mercedes un paio di decimi sia nel T1 che nel T2. Ma a fine giornata il pilota meno soddisfatto è stato Lewis Hamilton, che ha rimediato sette decimi da Verstappen (leader nella sessione FP1) e quattro da Bottas nel turno serale.

“Non sono a posto – ha dichiarato Lewis – e sento di essere ancora lontano dal massimo della performance. Avrò del lavoro da fare stasera perché la performance non è quella che vorrei, fortunatamente oggi abbiamo completato un buon numero di giri, e spero che l’analisi dei dati possa venirci incontro per fare luce su ciò che serve”.

A conferma di una giornata ‘no’ per Hamilton c’è un dato molto chiaro: nel terzo settore della pista è stato più lento di Bottas quattro decimi.

Ovviamente non è la prima volta che il campione del mondo descrive un venerdì poco positivo, e nella maggior parte dei casi precedenti il sabato mattina la musica è stata molto differente. E la giornata di domani rischia di avere un ruolo cruciale in vista della gara di domenica. Secondo molti piloti (e Verstappen e tra questi) la sbornia di sorpassi visti ad Interlagos saranno un ricordo lontano nei 57 giri in programma domenica. “L’impressione è che sarà molto più difficile seguire un avversario”, riferendosi alla perdita di carico, cruciale nei curvoni veloci.

La qualifica rischia di avere un ruolo molto più importante rispetto allo scorso weekend, ed in quest’ottica c’è un po' di apprensione nel box Red Bull. “La gomme soft non ha funzionato in modo perfetto – ha commentato Verstappen – ma è anche vero che abbiamo concluso la nostra prima giornata in assoluto su questa pista, quindi abbiamo molte cose ancora da capire”.

Max, che ha concluso la sua giornata precedendo Hamilton di 0”072, ha rimediato tre decimi dal leader Bottas e due dalla sorpresa (neanche tanto inattesa) Gasly.

I riflettori puntati sul tandem Hamilton-Verstappen hanno fatto passare in secondo piano l’ottimo inizio di weekend di Bottas, autore del giro più veloce di giornata e della simulazione di gara più convincente. “Mai visto Valtteri così rilassato – è stato il commento del responsabile delle operazioni in pista Mercedes, Andrew Shovlin – sta facendo davvero un ottimo lavoro per la squadra e ne siamo ben contenti. Credo che una volta pianificato il suo futuro con un contratto a lungo termine abbia trovato la serenità che cercava”.

Sia al termine della sessione FP1 che nel turno serale Pierre Gasly ha occupato la seconda posizione, un piazzamento di grande portata che in quest’occasione è stato confermato anche dalla seconda AlphaTauri, con Yuki Tsunoda costantemente nella top-10. C’è chi sussurra che la Honda utilizzi il venerdì i piloti AlphaTauri per valutare una modalità più spinta della power unit, ma osservando gli onboard (soprattutto del francese) la monoposto sembra comunque ben bilanciata. I 5.380 metri di Losail non si sono confermati, almeno oggi, altamente selettivi, visto che i primi quattordici piloti al termine della FP2 sono racchiusi in meno di un secondo, ma c’è chi mette in guardia: aspettiamo domani.

Track limits? Il problema sono i cordoli!

Mentre ci sono ancora molti punti interrogativi su quello che sarà il rendimento delle monoposto in qualifica e soprattutto in gara (la strategia potrebbe anche essere a due soste) al termine della prima giornata di prove i piloti hanno capito che non c’è molto da scherzare con i cordoli di Losail. Alla vigilia del weekend la FIA aveva reso nota la presenza di sensori in cinque curve del circuito (4, 12, 13 e 14 e 16) ma i giri ‘tagliati’ dai commissari sportivi sono stati in realtà molti meno del previsto.

Questo perché a far desistere i piloti sono stati gli stessi cordoli, che hanno causato un numero di danni non indifferente a chi ha deciso di tagliarli. Il bollettino, oltre a una serie di alette e pezzi di bargeboard, vede un’ala anteriore per Hamilton, Verstappen e Norris, un fondo per Giovinazzi e addirittura la scocca per Mazepin, un danno quest’ultimo che ha impedito al pilota della Haas di essere in pista nella sessione FP2.

Prima della seconda sessione di prove libere, la direzione gara ha lasciato ai piloti la libertà di poter salire sui cordoli, a patto di restare sempre a contatto almeno con una ruota con la parte viola dipinte all’esterno delle curve sotto osservazione. L’argomento ‘track limit’ sarà comunque oggetto di discussione nel drivers briefing, poiché i punti di vista dei piloti non sono tutti allineati.

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