F1: il GP del Made in Italy un esempio virtuoso per il Paese?

Sfruttare le piattaforme della F1 e della MotoGP per portare nel mondo il marchio del Made in Italy, in un momento difficile per il nostro export a causa della pandemia del COVID-19 è un'iniziativa lodevole. Una volta tanto il nostro Paese coglie un'occasione per fare sistema (proprio nel bel mezzo di una crisi politica!) per dare visibilità a un comparto industriale come quello dell'automotive che nella "Motor Valley" ha il suo cuore pulsante.

F1: il GP del Made in Italy un esempio virtuoso per il Paese?

La Formula 1 come vetrina per rilanciare il Made in Italy anche se si è nel pieno della pandemia da COVID-19. Dal nostro paese parte un’inedita iniziativa che va molto oltre la denominazione del GP dell’Emilia Romagna in programma a Imola il 18 aprile.

Il presidente di Formula 1, Stefano Domenicali, al suo insediamento al vertice del Circus, aveva detto che il mondo dei GP dovrà essere molto flessibile per sapere affrontare le difficoltà di una stagione che si preannuncia difficile come quella 2020.

Ebbene, il Governatore dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, ha preso la palla al balzo cogliendo due grandi obiettivi dopo l’apertura di Liberty Media. Ieri ha firmato un’intesa con il

ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per la realizzazione di una campagna di comunicazione denominata “GP del Made in Italy e dell’Emilia-Romagna” diretta al comparto automotive e ai settori collegati in 26 Paesi prioritari. 

L’iniziativa non si limiterà solo alla F1, ma si estenderà anche agli altri appuntamenti della stagione motoristica della regione Emilia Romagna: parliamo dunque della Moto GP e del Mondiale Superbike a Misano Adriatico e del “Motor Valley Fest”. 

Una volta tanto l’Italia proverà a fare sistema, cercando di portare avanti un’innovativa strategia di comunicazione, non puntando su una semplice sponsorizzazione, ma su un marchio che nel mondo è il più riconosciuto dopo Visa e Coca Cola:
“L’accordo inaugura un’inedita sinergia tra istituzioni, a livello nazionale e regionale, per il rilancio dell’export – ha spiegato Di Maio - . Il nostro obiettivo è quello di potenziare, nell’ambito di un evento di altissimo richiamo internazionale, l’immagine e la competitività dei prodotti e delle tecnologie italiane, attraverso il connubio tra sport e turismo, tra passione per i motori, creatività, bellezza e territorio”. 

Per effetto del COVID-19 le esportazioni italiane stanno subendo un’inevitabile contrazione e, allora, proprio nel momento più difficile della crisi è indispensabile cercare di invertire la tendenza con azioni forti.

E questa volta il nostro Paese, nonostante la profonda crisi politica che lo paralizza, diventa promotore di un’iniziativa che va a sfruttare l’enorme visibilità data dalle più importanti piattaforme del Motorsport (F1 e MotoGP) per rendere, come sottolinea Bonaccini “…lo sport protagonista nella ripresa e nella rinascita del territorio. L’Emilia-Romagna crede in questa opportunità, che diventa volano anche per l’economia”. 

In effetti l’automotive, settore trainante per il comparto della tecnologia, dell’innovazione e della manifattura italiana, ha registrato nel 2019 un fatturato di quasi 50 miliardi di euro e un export di oltre 21 miliardi. Solo in Emilia-Romagna, con la Motor Valley e i suoi marchi iconici (Ferrari, Ducati e Maserati) conta oltre 16mila imprese con più di 66mila addetti. 

Partner dell’iniziativa saranno, oltre al ministero degli Affari esteri e della Cooperazione Internazionale e la Regione Emilia-Romagna, anche l’Ice-Agenzia e l’Apt Servizi Emilia-Romagna.

Stando alle indiscrezioni, Imola per avere un secondo GP di Formula 1 all’Enzo e Dino Ferrari solo sei mesi dopo quello disputato il 1 novembre scorso dovrà sborsare a Liberty Media una cifra valutata in 10 milioni di euro (che potrebbero scendere alla metà se non ci sarà il pubblico, come sembra).

La Regione non avrebbe le risorse per coprire un fee che non è più quello dello scorso anno (si dice che l’Emilia Romagna dovesse contribuire con un milione, ma la cifra effettivamente stanziata sarebbe stata molto minore), ma ha trovato un sostanzioso supporto da parte del Ministero degli Esteri che consente al secondo GP tricolore oltre a Monza di essere nel calendario di F1 come gara di apertura della stagione europea. Un esempio virtuoso che a dire il vero sembra più un’eccezione alla regola…

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