F1 | Il curioso caso della penalità di Bottas a Miami: colpa di un... pulsante premuto male
A Miami, Cadillac mostra progressi tecnici ma paga ancora l’inesperienza, che si nota anche da un caso curioso, ossia la penalità del finlandese. Bottas è stato infatti penalizzato per aver superato di quasi 10 km/h la velocità consentita in pit lane a causa di un difetto di risposta del pulsante sul volante che attiva il limitatore.
Lontano dalle prime posizioni si consumano comunque battaglie che meritano attenzione, come quella tra Aston Martin, ancora frenata dai problemi di Power Unit che ne limitano in modo evidente le performance, e Cadillac, l’ultima arrivata in griglia. Due realtà con obiettivi e ambizioni profondamente diverse, ma che oggi si ritrovano a lottare nello stesso fazzoletto di pista.
Nel suo percorso di crescita, a Miami la squadra statunitense ha introdotto numerose novità tecniche per aumentare il carico aerodinamico in ogni zona della vettura, il punto in cui la nuova MAC‑26 mostra oggi le maggiori carenze rispetto ai rivali. C’è però un aspetto curioso che non riguarda gli aggiornamenti, ma che rappresenta comunque un’area di miglioramento: la motivazione della penalità inflitta a Valtteri Bottas.
Il finlandese, che ha poi concluso la corsa in diciottesima posizione, è stato penalizzato anche da un drive through inflitto per aver superato il limite di velocità in pit lane. Le linee guida prevedono infatti che l’entità della sanzione venga definita in fasce, a seconda di quanto il pilota abbia ecceduto il limite consentito.
Valtteri Bottas, Cadillac Racing
Foto di: Guido De Bortoli / LAT Images via Getty Images
A Miami, Bottas ha superato il limite di velocità di ben 9,5 km/h, rientrando così nella fascia tra 6 e 15 km/h per cui la sanzione prevista non è una piccola penalità di 5 o 10 secondi, ma direttamente un drive through, cioè un passaggio in pit lane senza possibilità di fermarsi. Una penalità che il finlandese ha spiegato essere la conseguenza di un… pulsante premuto male che ha ritardato l'ingresso del limitatore.
Come per altri componenti della vettura, Cadillac non produce internamente il proprio volante e non ha scelto di appoggiarsi a Ferrari, come invece fatto da Haas. Per costruire una maggiore indipendenza in ottica futura, la squadra statunitense si affida invece a fornitori esterni che modificano un telaio base adattandolo alle esigenze della F1, ed è in attesa di una versione aggiornata.
“Ho premuto il pulsante del pit limiter, ma a quanto pare non abbastanza forte. Ci manca ancora un po’ di feedback su alcuni pulsanti, quindi è un altro errore su cui stiamo lavorando”, ha spiegato Bottas.
“È un problema noto, semplicemente non abbiamo ancora i nuovi pulsanti. Speriamo nel prossimo GP. Ma sì, è una di quelle cose che possono capitare quando inizi come nuova squadra”.
Valtteri Bottas, Cadillac Racing
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Non è la prima volta che Cadillac si imbatte in problemi legati al volante in questa stagione. Già in Australia lo stesso pilota finlandese era stato costretto al ritiro a causa di un guasto proprio a quel componente, segnale che l’area necessita di aggiornamenti urgenti. In Florida, però, la situazione è stata leggermente diversa: a generare la penalità non è stato un guasto strutturale, ma la risposta dei pulsanti.
Per evitare pressioni accidentali, i pulsanti del volante sono generalmente piuttosto duri da azionare e, in alcuni casi, protetti da una sorta di cornice pensata proprio per impedire che il pollice scivoli altrove. Può sembrare un dettaglio marginale, ma anche su questi aspetti si lavora molto: per un team alla sua prima stagione in Formula 1 che si affida a un fornitore esterno, non è semplice individuare subito la soluzione ideale.
Parlando proprio di controllo qualità, Bottas ha spiegato che, sebbene gli aggiornamenti introdotti a Miami abbiano funzionato, Cadillac sta ancora faticando con la qualità produttiva di alcune parti, che ha generato delle inconsistenze. È un problema già sperimentato anche da altri team, in particolare sull’ala anteriore, dove piccole differenze tra un’unità e l’altra possono tradursi in variazioni sensibili di performance.
Il punto, più che eliminare del tutto quelle differenze, è ridurre al minimo le disparità per assicurarsi che tutte le unità abbiano prestazioni simili: “Penso che stiamo ancora faticando un po’ con la qualità di certi componenti. Non ogni pezzo che montiamo sulla vettura è identico, quindi c’è un po’ di mancanza di consistenza, ma nel complesso stiamo migliorando”.
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