F1 | Il caso: il quinto motore cambiato senza rotture rientra nel budget cap
La McLaren ha posto il caso per la sostituzione della PU di Verstappen dopo che era stato rotto il parco chiuso per cambiare il setup. Max ha potuto usufruire del cambio dell'unità senza pagare una penalità, ma il team di Milton Keynes dovrà caricare il costo del motore Honda nelle spese della stagione perché il V6 non era rotto.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: Hector Vivas / Getty Images
Dopo le difficili qualifiche di sabato, la Red Bull ha deciso di intervenire sul setup della monoposto di Max Verstappen. Il campione del mondo è così scattato dalla pitlane, e la squadra ne ha approfittato per installare sulla vettura la quinta power unit stagionale (il regolamento ne concede quattro ad ogni pilota per l’intero campionato) evitando di dover scontare ulteriori penalità. La rimonta di Verstappen, conclusa con la conquista della terza posizione, è stata straordinaria.
Nella conferenza stampa del dopo gara, Andrea Stella ha commentato la performance di Verstappen soffermandosi anche sulla scelta Red Bull di installare sulla sua monoposto la quinta power unit stagionale. “Non conosco, ovviamente, il motore Honda, ma per quanto ci riguarda posso dire che la nostra power unit non accusa un calo significativo di potenza legato al progressivo aumentare del chilometraggio.
La penalità da scontare sulla griglia di partenza (10 posizioni per la quinta unità) non è compensata in termini di performance. Tuttavia, ci sono però aspetti del regolamento che rischiano di essere messi in discussione, perché sarà interessante capire se il costo del quinto motore (utilizzato dalla Red Bull) rientra nel cost cap o meno. Se la sostituzione della power unit fosse stata fatta per motivi prestazionali, allora dovrebbe rientrare nel cost cap, ed è per questo che noi non lo faremo”.
Red Bull Racing RB21
Foto di: Shameem Fahath / Motorsport Network
L’utilizzo di una quinta power unit comporta una penalità sportiva, ma non solo. Se il cambio di motore è dovuto a motivi di sicurezza, affidabilità o forza maggiore (ad esempio un danneggiamento durante il trasporto) non ci sono sanzioni ulteriori rispetto alla penalità in griglia. Se però la sostituzione non rientra in questi casi, può essere considerata legata a fini prestazionali.
In tal caso la penalità sportiva resta invariata, ma scatta l’obbligo di inserire il costo della power unit nel cost cap. La cifra varia in base al contratto tra ogni squadra e il proprio fornitore di motori, ma si tratta di un dato noto alla FIA. Secondo diversi addetti ai lavori il costo medio di una power unit completa si aggira tra un milione ed un milione e mezzo di euro. Una somma considerevole nell’economia di una squadra, equivalente a due pacchetti di aggiornamenti aerodinamici.
A rafforzare i dubbi della McLaren ci sono anche le dichiarazioni rilasciate dal team principal della Red Bull, Laurent Mekies. Rispondendo ad una domanda sulla decisione di prendere il via della gara dalla pitlane, Mekies non ha menzionato alcun problema tecnico manifestatosi sulla power unit precedente.
“È sempre positivo montare un nuovo motore – ha spiegato - il nostro programma prevedeva di completare la stagione senza ulteriori cambi di power unit, ma abbiamo colto l'occasione soprattutto perché volevamo intervenire sul setup della monoposto. È difficile dare un numero (in termini di vantaggi garantiti da una PU nuova) ma i margini sono così ridotti da rendere tutto importante”.
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