F1 | I piloti spingono per una revisione dei punti sulla licenza
Le penalità rimediate da Kevin Magnussen a Miami, che lo hanno portato a soli due punti da una squalifica, hanno riaperto il dibattito sulle modalità di assegnazione delle sanzioni sulla licenza. Logan Sargeant e Sergio Perez hanno lanciato un appello per una revisione del sistema di punti di penalità, sottolineando come sia poco equilibrato.
Nelle ultime settimana la questione punti sulla licenza è tornata a farsi sempre più viva, dato che Kevin Magnussen ha toccato quota dieci, a soli due punti da un’eventuale squalifica per una gara. Il sistema fu adottato qualche anno fa in modo che, al di là delle sanzioni in pista, i piloti fossero coscienti che un comportamento errato reiterato nel tempo potesse portare a una squalifica.
Il sistema, chiaramente, non è perfetto, ma rappresenta un tentativo per calmare gli animi dei piloti in pista ed evitare atteggiamenti fin troppo aggressivi oppure errori ripetuti. Infatti, i piloti ricevono punti di penalità in aggiunta alle sanzioni sportive se gli steward lo ritengono necessario un incidente, con un massimo di dodici punti accumulabili in un periodo di dodici mesi.
Oltre quella cifra, scatta una sanzione importante, ovvero la squalifica per un Gran Premio, lasciando il team costretto a trovare un sostituto. Il caso Magnussen ha però destato una certa preoccupazione tra i piloti, riaprendo il tema in merito a quanti punti di penalità sulla patente dovrebbe corrispondere un determinato incidente.
Kevin Magnussen, Haas VF-24
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
Ovviamente il tema non si limita al solo pilota danese della Haas, che in questo momento è quello più a rischio, ma anche ad altri corridori, tra cui Logan Sargeant. L’americano è stato punito con due punti di penalità durante il GP di Cina essendo stato ritenuto colpevole di aver commesso un'infrazione in un periodo di Safety Car. Di fatto, Sargeant avrebbe superato Nico Hulkenberg nonostante sulla linea SC 1, quella che viene presa come riferimento, il pilota della scuderia di Grove si trovasse leggermente dietro il tedesco della Haas.
Dato il margine estremamente ridotto, per Sargeant sarebbe stato sostanzialmente impossibile capire dalla vettura se sulla linea della SC 1 fosse dietro o davanti a Hulkenberg, dovendo così affidarsi alla propria squadra per avere un quadro più chiaro della situazione. Il problema è che anche la Williams ha avuto dei problemi e dei ritardi nella ricerca delle immagini, facendo scattare la penalità per Sargeant.
A rimetterci è stato proprio Sargeant che, incolpevole, non solo ha dovuto scontare una sanzione, ma si è anche visto aggiungere due punti sulla patente, solo uno in meno del massimo assegnabile dalla FIA. Di fatto, assegnare due punti per una situazione del genere rappresenta una sorta di squilibrio nel sistema, dato che con tre punti generalmente vengono sanzionati gli incidenti più importanti. La stessa Williams ritiene che, con le infrazioni di guida più gravi che alle volte non vengono punite con punti patente, o solo con un basso quantitativo, il sistema sia diventato una "barzelletta".
Quando gli è stato chiesto da Motorsport.com se ritenesse che il sistema dovesse essere cambiato, Sargeant ha risposto: "Penso che la mia [in Cina] sia stata estremamente frustrante.
Logan Sargeant, Williams FW46
Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images
"La penalità è una cosa. Ricevere punti di penalità per quello che è stato, è stato un po' uno scherzo . Credo che nel corso del fine settimana accadano cose ben peggiori per le quali si viene semplicemente rimproverati. In qualifica mi è capitato che qualcuno rallentasse davanti a me, facesse quasi un incidente e non succedesse nulla in termini di sanzione. Ma poi quando taglio la linea della SC nello stesso momento di un altro, senza nemmeno poterlo vedere, ti becchi due punti di penalità e penso che non sia una bella direzione da prendere".
Prima del Gran Premio di Miami, Perez era in testa alla classifica dei punti di penalità. Il messicano ha sottolineato come, al di là del discorso sanzione, ora il calendario sta diventando sempre più lungo, per cui anche pochi punti sulla patente possono davvero fare la differenza: "Penso che già le penalità, a volte, abbiano conseguenze importanti. Ma aggiungere dei punti di penalità, e dato che ora abbiamo più gare, è qualcosa che sicuramente dovrebbe essere preso in considerazione e rivisto".
"Ogni incidente, se si vedono tutti i punti che ogni pilota riceve, ci sono molti punti che probabilmente sono oltre il limite, ma la regola è quella. Ma speriamo che in futuro si possa rivedere la questione".
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments