F1 | Hamilton: “Vogliamo battere la Mercedes, ma vincere grazie alle circostanze non ci interessa”
Lewis conferma i progressi compiuti dalla Ferrari e il ruolo avuto nello sviluppo della SF-26, ma invita alla prudenza: la Mercedes resta il riferimento tecnico. Il sette volte iridato ha inoltre confermato il passaggio ai freni Carbon Industries avvenuto a Suzuka.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images
È un Hamilton molto diverso da quello visto nel 2025. I risultati ottenuti negli ultimi due Gran Premi hanno proiettato Lewis al secondo posto nella classifica generale e nel ruolo di primo avversario della Mercedes, una posizione che probabilmente non era così scontata a inizio stagione ma che, tutto sommato, non gli dispiace.
Quando però il discorso si sposta sulla possibilità di piazzare la zampata, magari anche a breve termine, Hamilton si conferma molto prudente e, soprattutto, traccia una linea molto chiara: potrebbe arrivare una vittoria favorita dalle circostanze, ma non è certo quello l'obiettivo della Ferrari.
“Credo che sarà difficile battere la Mercedes. Stiamo lavorando per concentrarci su noi stessi e cercare di migliorare, e spero che questo sia solo l'inizio. Veniamo da un anno difficile, ma in questa stagione abbiamo visto cambiamenti davvero positivi e penso che stiamo andando nella giusta direzione. Non è finita qui, abbiamo ancora molto lavoro da fare e dobbiamo migliorare ulteriormente. Spero che arriveremo pronti per uno scenario del genere. Ma siamo qui per vincere, siamo qui per riuscirci grazie alle nostre prestazioni e meritandocelo, ed è questo il nostro obiettivo”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Erik Junius
“È stata una prima parte di stagione fantastica – ha proseguito – ovviamente poteva andare meglio, ma credo che finora sia stata un'esperienza davvero positiva. L'armonia tra me, il mio team personale e la squadra è migliore. Ci è voluto un anno per conoscerci a fondo e ora siamo più allineati che mai, questa è un'ottima base sulla quale costruire il futuro. C'è ancora molto lavoro da fare e ampi margini di miglioramento, ma per quanto riguarda la motivazione del team, tutti sono estremamente appassionati. Tornando in fabbrica, non ho mai visto un amore e una passione per la squadra come quelli che vedo oggi. Si tratta di incanalare tutta questa energia e indirizzarla nella giusta direzione, ed è quello che cerco di fare”.
Sul passo avanti compiuto da quando ha preso in mano la SF-26, Hamilton non ha dubbi. È una questione che passa anche dalle linee guida seguite nello sviluppo della monoposto, un aspetto che nel caso della SF-25 non lo aveva coinvolto direttamente.
“Lo scorso anno ho guidato una monoposto che ho ereditato, sulla quale non avevo alcun controllo. Ora sono passato a una macchina sulla quale ho avuto voce in capitolo: ci sono elementi della vettura che ho richiesto e il team mi ha ascoltato, e questo è stato fantastico. È il risultato della collaborazione di moltissime persone che hanno contribuito al progetto. Ogni singola persona in questa squadra ha qualcosa da offrire e il mio obiettivo, quando sono arrivato, era incoraggiare tutti a dare il massimo e a migliorarsi. Possiamo sempre crescere, me compreso. Quest'anno sono arrivato con una mentalità migliore, una condizione migliore e un approccio migliore. Quindi sì, è una combinazione di tutti questi fattori”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bloxham / LAT Images via Getty Images
Hamilton ha lasciato Monaco con un podio importante e dal peso specifico elevato, ma resta il fatto che su una pista dove la power unit incide meno sulla prestazione la Mercedes ha comunque dettato il passo. “Credo che sia soltanto una questione di carico aerodinamico – ha ribadito –. A Miami abbiamo portato un pacchetto di aggiornamenti sul quale il team ha lavorato duramente, mentre la Mercedes non ha introdotto novità tecniche ed è riuscita comunque a vincere facilmente. Nel weekend successivo è stato il loro turno di portare aggiornamenti, un pacchetto che vale quattro o cinque decimi, ma le caratteristiche del circuito non ne hanno evidenziato completamente il potenziale. Poi siamo arrivati a Monaco e, quando mi trovavo dietro alle Mercedes, ho potuto vedere quanto prima riuscissero ad accelerare e quanta più deportanza avessero in curva. Questo è semplicemente carico aerodinamico”.
Hamilton ha infine confermato di essere passato ai dischi freno Carbon Industries a partire dal Gran Premio del Giappone.
“Era una cosa che chiedevo da tempo. Analizzo sempre ogni elemento della nostra vettura e cerco di capire come migliorarla. In questo caso la scelta dipende dalle preferenze e dalle sensazioni del pilota. Entrambi abbiamo testato questa soluzione in pista e alla fine Charles non l'ha voluta, preferendo quella che utilizzava già. Successivamente ha cambiato idea, ma per me non fa alcuna differenza. Non è un singolo fattore a fare la differenza e il mio obiettivo è dare un contributo che migliori l'intera squadra, e Charles fa parte di questo progetto”.
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