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Non è stato il weekend che sognava Lewis Hamilton. Su uno dei suoi tracciati preferiti, il Ferrarista non è riuscito a trovare il ritmo sperato, sia sul giro secco che durante la gara, dove ha provato anche qualcosa di differente partendo con la hard. Tuttavia, il focus è altrove, al fatto che alla SF-25 manchi carico rispetto agli avversari.

Lewis Hamilton, Ferrari

In passato, Suzuka è spesso stato uno dei fortini di Lewis Hamilton, uno dei suoi tracciati preferiti grazie ai lunghi curvoni e le sequenze ad alta velocità che esaltavano certe caratteristiche delle sue Mercedes e del suo stile di guida.

Ma con la Ferrari l’inizio è stato leggermente diverso, perché questo fine settimana in Giappone non ha restituito grandi soddisfazioni, complice una qualifica e una gara sottotono rispetto al compagno di box. Il sette volte iridato ha infatti concluso solo al settimo posto, staccato di tredici secondi da Leclerc, non essendo mai stato realmente “della partita”.

Al termine delle qualifiche, Hamilton aveva spiegato di aver puntato su un assetto che sperava potesse dare maggiori benefici in gara rispetto a quello del monegasco, dovendo anche girare più alto sulla base di quanto successo in Cina.

Lewis Hamilton, Ferrari, Isack Hadjar, Racing Bulls Team

Lewis Hamilton, Ferrari, Isack Hadjar, Racing Bulls Team

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Un’ammissione dei problemi della Rossa, ma in questo weekend hanno un po’ pesato anche le sue difficoltà nell’estrarre ancora il massimo dalla SF-25 nelle curve veloci in cui serve totale fiducia in fase di ingresso, aspetto che in realtà si era già visto sia a Shanghai che a Melbourne. La scommessa a livello di setup, però, non ha pagato come sperato e anche la scelta di partire sulla hard non ha funzionato.

Su una pista dove la track position è fondamentale e sorpassare un rivale è piuttosto difficile, non solo perché serve un delta di performance consistente, ma anche perché vi è una sola zona DRS, Hamilton ha scelto di puntare su qualcosa di differente a livello strategico, partendo con la hard nella speranza di una Safety Car che, però, non è mai entrata.

“Alla fine, ovviamente, non c’è stata alcuna Safety Car, per cui non ha fatto molta differenza. Credo che la media fosse decisamente migliore per l'inizio della gara, soprattutto in queste condizioni più fredde”, ha raccontato Lewis al termine della corsa.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Hamilton è stato autore di uno dei pochi sorpassi della gara, con il DRS su Isack Hadjar, che nonostante l’ottima performance al sabato su una Racing Bulls molto consistente sul giro secco, sul passo gara non aveva lo stesso ritmo del Ferrarista. È chiaro che, però, ciò non basta e alla fine il settimo posto è solo una magra consolazione.

Il passo chiaramente non è stato al livello di quello dei rivali, anche nei confronti della Mercedes, tanto che nel secondo stint Andrea Kimi Antonelli, tra l’altro con la hard rispetto alla media di Hamilton, è riuscito ad allungare mantenendo un ritmo inarrivabile per la Rossa #44. Lewis ha patito sia al sabato che alla domenica un bilanciamento non perfetto, con tanto sottosterzo e, soprattutto, un posteriore che comunque tendeva a muoversi, in una gara che si è giocata molto sul consumo delle gomme al retrotreno.

“Il mio ritmo, oggi era il massimo che potevo fare. Non avevo nient'altro. Questo fine settimana ho faticato con il posteriore della vettura che è stato sotto le aspettative e ovviamente la posizione in qualifica è fondamentale. Penso che probabilmente sarei stato superato dalle Mercedes anche se fossi partito più avanti. Spero che la prossima gara mi permetta di avvicinarmi in qualche modo”.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Clive Mason/Getty Images

“Le Mercedes sono più veloci di noi, ecco perché le abbiamo viste così vicine a Charles. Al momento hanno più passo di noi. Quando ero dietro Antonelli, era molto più veloce in alcune parti del circuito. Non riuscivo a seguirlo”.

Al termine delle qualifiche, Hamilton aveva ammesso che probabilmente Leclerc era andato un po’ oltre il limite della vettura, riuscendo a raccogliere il massimo risultato dalla SF-25. Il monegasco è poi stato in grado di mantenere quella quarta posizione nonostante la pressione messa dalla Mercedes nel primo stint, anche se poi sul finale Russell è riuscito comunque a ripotarsi sotto il secondo e mezzo.

Leclerc è stato autore di un weekend molto solido e, forse, anche in questo caso come per Verstappen la track position ha dato un vantaggio ma, al netto di questo discorso, Hamilton spera che arrivino dei miglioramenti concreti nelle prossime gare per estrarre ulteriore performance dalla vettura che, per ora, crede rappresenti la quarta forza in pista.  

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Philip Fong - AFP - Getty Images

“Spero davvero che nella prossima gara vedremo dei cambiamenti positivi, visto che nelle prime tre gare c'è stato un po' di deficit tra entrambi i lati del garage su alcuni elementi della vettura. Da parte mia, c'è stato qualcosa che non ha funzionato, quindi è bello sapere che, con quello che avevo, è il miglior risultato che posso ottenere”, ha aggiunto Hamilton.

“Sarà interessante. Spero solo di essere un po' più vicino, credo che al momento siamo chiaramente la quarta squadra più veloce, e credo che siamo un po' lontani dagli altri in termini di prestazioni e carico aerodinamico, quindi abbiamo un po' di lavoro da fare per colmare il divario”.

“Progrediremo lentamente con la vettura. Sarà interessante vedere quando gli altri riceveranno gli aggiornamenti per la stagione. Abbiamo molto lavoro da fare per riuscire a colmare il divario con le vetture di vertice, che probabilmente hanno 3 o 4 decimi su di noi, quindi abbiamo molto lavoro da fare”.

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