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F1 | Hamilton: "Oggi mi mancava tanta potenza. Spero in un motore nuovo per Miami"

Non è stata una domenica da ricordare per il sorriso quella di Hamilton che, dopo essere salito momentaneamente in zona podio sfruttando una SC al momento giusto, ha speso la seconda metà della corsa guardando negli specchetti per poi concludere al sesto posto. Il britannico ha lamentato una perdita di potenza per buona parte della corsa.

Lewis Hamilton, Ferrari

Non si è chiusa con un sorriso la giornata di Lewis Hamilton, rallentata da alcuni problemi di potenza alla Power Unit che, a suo avviso, lo hanno penalizzato soprattutto nel secondo stint. È in quella fase che ha provato a difendere il podio dagli attacchi di Charles Leclerc e George Russell, dopo aver beneficiato della Safety Car.

Un aspetto che lo ha portato a definire la sua corsa quasi terribile, proprio perché più che poter guardare avanti è stato costretto a spendere buona parte della seconda metà di gara controllando gli specchietti, anche per il duello con Lando Norris che è costato la quinta posizione.

“È stato un weekend nella media per me. In gara ho faticato con la potenza, per qualche motivo per me è andata così. Ho dovuto difendermi per tutto il tempo. Gli altri tutti intorno a me sembravano avere più potenza oggi, quindi devo cercare di capire la mia gara. Che il mio motore sia giù o altro, devo capirlo”, ha raccontato il britannico dopo la corsa.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Alastair Staley / LAT Images via Getty Images

“Nel complesso, è stato tutto abbastanza terribile, alla fine, perché ero terzo e ho solo iniziato ad andare indietro. Devo capire dove stavo perdendo tutta quella potenza. Ho avuto davvero una grossa mancanza di potenza soprattutto nel secondo stint, ma in realtà per la maggior parte della gara. Fin dall’inizio non riuscivo a tenere il passo degli altri proprio per questa mancanza di potenza”.

Osservando i dati, nella prima parte di gara non emerge una differenza marcata nelle velocità di punta: le variazioni dipendevano soprattutto da dove e come veniva sfruttata l’energia e dalla velocità di percorrenza in alcuni tratti, come la Degner. Chiaramente, trovandosi nel gruppo, nel primo stint a Hamilton era stato chiesto di gestire le gomme per allungare la finestra e attendere un’occasione favorevole.

Pur non mostrando un degrado particolarmente elevato, complice anche il poco graining riscontrato per tutto il fine settimana, l’idea di tenere in vita gli pneumatici per allungare lo stint rappresentava comunque una tattica sensata. La scelta diventava ancor più logica nel momento in cui i rivali iniziavano a marcarsi a vicenda sul timing del pit stop, convergendo sulla hard per coprire un eventuale undercut.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images

È vero che quest’anno non sono mancati duelli e battaglie in pista, ma spesso si sono rivelati il risultato della gestione della batteria: sorpassi e contro‑sorpassi che, alla fine, non modificavano realmente la situazione di classifica. Come in passato, sorpassare a Suzuka resta complicato a meno di un delta prestazionale significativo tra due vetture, e oggi il gruppo è rimasto compatto per lunghi tratti.

La strategia di Hamilton ha dato i suoi frutti e, sfruttando la Safety Car per l’incidente di Oliver Bearman, il Ferrarista è risalito fino al quarto posto. Alla ripartenza ha poi superato Russell, che aveva raggiunto immediatamente il limite di ricarica e si è ritrovato senza strumenti per difendersi. Da quel momento in poi, però, per l’inglese del Cavallino è iniziato un lungo stint passato soprattutto a controllare gli specchietti.

Nella prima parte di questo secondo stint è comunque riuscito a mantenere un buon passo, restando a lungo entro il secondo da Oscar Piastri. Una distanza che gli permetteva di sfruttare la modalità di sorpasso per recuperare più energia da spendere sugli allunghi. Quando però ha iniziato a perdere contatto dall’australiano della McLaren, la situazione è cambiata: senza il traino e con meno possibilità di ricarica, è diventato inevitabilmente più vulnerabile.

Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes

Charles Leclerc, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari, George Russell, Mercedes

Foto di: Andy Hone/ LAT Images via Getty Images

Alle sue spalle si è riavvicinato il compagno di squadra, mentre Hamilton via radio lamentava un calo di potenza rispetto a Leclerc. Dal muretto gli hanno spiegato che, in realtà, nelle curve Lewis era più rapido, e che la differenza sui rettilinei dipendeva dal fatto che il monegasco, avvicinatosi fino a rientrare sotto il secondo, poteva attivare la modalità di sorpasso.

A una decina di giri dal termine, Hamilton ha subito in sequenza i sorpassi prima del compagno di team e poi di Russell, sostanzialmente sempre negli stessi punti in curva 1. Parando dopo la corsa, Hamilton ha evidenziato questa difficoltà sui rettilinei

“Avevo fatto uno [primo] stint davvero buono nella gestione delle gomme, poi però non avevo il passo per restare agganciato. Non è mai divertente quando stai solo cercando di tenere la macchina. E quando ho montato le gomme fresche, comunque non riuscivo a stare al passo. In termini di potenza, non riuscivo proprio a restare davanti agli altri. Sono confuso, devo capire il perché”.

Lewis Hamilton, Ferrari

Lewis Hamilton, Ferrari

Foto di: Lars Baron / LAT Images via Getty Images

“Charles oggi aveva più potenza di me. Siamo sulla stessa macchina, quindi devo capire perché. Ha fatto un buon lavoro per arrivare terzo. Ma sì, mi mancava potenza da qualche parte. Ma non capisco perché".

Non è un mistero che la Rossa pecchi di potenza pura rispetto ai rivali, soprattutto lato termico, il che ha un peso maggiore in qualifica dove si ricerca il limite. Questo permette alla Mercedes di spostare il punto di derating, raggiungendo anche velocità di punta più alte. Ora ci sarà un mese di pausa e c’è da discutere su quando verranno effettuati i rilevamenti e quando scatterà l'ADUO, essendo saltate due gare, ma è chiaro che poi servirà tempo per sviluppare e introdurre i pezzi. 

La speranza è che prima o poi arrivino cavalli per spingere le ambizioni Ferrari, anche se è piuttosto irrealistico che arrivino già in Florida per la prossima tappa lato endotermico, mentre si potrà lavorare per migliorare le mappature di gestione dell'ibrido: “Non so quanto si possa fare in un mese, ma speriamo di avere un motore nuovo entro Miami. Poi vedremo cosa si riuscirà a fare, ma oggi ci mancava davvero tanta potenza”, ha detto Lewis.

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