Hamilton: "Mai stato vicino a lasciare la Mercedes"

Il sette volte campione del mondo sollecitato sui due incontri avuti con John Elkann sottolinea che non ha mai mai pensato di lasciare la squadra di Brackley anche se "qualsiasi persona, quando valuta la fase successiva della carriera debba analizzare tutte le opzioni". "La Mercedes penso che questa sia l'unica squadra nella storia di questo sport in cui ti senti davvero un membro della famiglia". "Ho ancora voglia di vincere: sono qui per questo".

Hamilton: "Mai stato vicino a lasciare la Mercedes"

È un Lewis Hamilton a tutto campo quello che si è presentato alla vigilia del weekend in Bahrain. Ha smaltito la ‘sbornia’ da successo seguita al Gran Premio di Turchia, ma non sembra intenzionato ad abbassare la guardia in vista delle ultime tre gare stagionali.

Lewis ha avuto parole di stima per Bottas, ha dribblato abilmente una domanda sulla possibilità di vestire di ‘rosso’, e si dice onorato dalle voci di un’onorificenza che sarebbe in arrivo da parte della famiglia reale Britannica.

Respinge (con garbo) la domanda in cui di ipotizza una sua crescita importante dopo la sconfitta subita da Nico Rosberg nel 2016, mente con meno garbo risponde ad una proposta di Franz Tost.

Su tutto, però, un concetto emerge chiaramente: anche nelle ultime tre gare della stagione l’obiettivo sarà sempre lo stesso, ovvero vincere. Il settimo titolo Mondiale, per ora, non sembra aver intaccato minimamente la fame di Lewis.

Come hai vissuto i giorni successivi la conquista del tuo settimo mondiale?
“Mi sembra di aver finito… adesso. Ho ricevuto davvero molti messaggi e sto cercando di recuperare il ritardo nel rispondere a tutti, probabilmente c’è chi si sta chiedendo per quale motivo non lo abbia ancora fatto. Ho sentito che ci sono state tanti attestati di stima nel Regno Unito, e mi fa molto piacere, l’unica differenza è che quest’anno non ho potuto stare con le persone come nelle precedenti occasioni”.

Ti sono toccate molte interviste?
“Non sono un grande fan delle interviste, ma ne ho fatte diverse e alla fine mi è piaciuto il dialogo con le persone coinvolte. Quando ho terminato ho cercato di passare un po' di tempo con la mia famiglia”.

Hai più volte sottolineato come Bottas non goda del credito che meriterebbe di avere. Quanto ti ha spinto Valtteri nel corso di questa stagione?
“Valtteri è diventato sempre più forte anno dopo anno, quello che i media chiamano Valtteri 2.0. Si vede chiaramente che in ogni stagione alza l’asticella in diverse aree, e in questa stagione ha ridotto molto il divario in qualifica. Questo ha reso le cose molto impegnative, mentre in gara quello che fa la differenza è la costanza di risultati, e Valtteri in alcune occasioni è stato sfortunato pagando problemi di affidabilità".

"Questo ha fatto sembrare il divario più ampio di quello che realmente è, e non bisogna dimenticare contro chi sta guidando, non credo sia proprio facile essere il mio compagno di squadra. Ma non si è mai lamentato, non ha mai fatto polemiche e ha sempre puntato sul suo lavoro, cosa non comune tra i piloti nel paddock. È un approccio che abbiamo in comune”.

Sembra che tu possa ottenere un cavalierato dalla famiglia reale…
“Non rifiuterei mai nulla dalla famiglia reale! Sono cresciuto nel Regno Unito e sono un loro appassionato fan. È molto… surreale sentire che il tuo nome è stato menzionato in Parlamento, è surreale pensare che con tutte le cose che accadono nel mondo hanno un momento per menzionare e riconoscere il lavoro che ho fatto. È sicuramente un'esperienza surreale, ma sarebbe un onore incredibile. Non c'è onore più grande del tuo paese che ti riconosce il lavoro che hai fatto”.

Lo scorso anno hai avuto due incontri con John Elkann, e recentemente hai affermato di non essere stato abbastanza ‘allineato’ con i tempi. È stato il momento più vicino in cui sei arrivato a lasciare la Mercedes? E supponendo che il tuo prossimo accordo sia l'ultimo in F1, significa che il capitolo Ferrari è chiuso per il resto della tua carriera?
“Per prima cosa non sono mai stato vicino a lasciare la mia squadra. Credo che sia giusto che un pilota, ma in generale qualsiasi persona, quando valuta la prossima fase della carriera debba analizzare tutte le opzioni".

"Non so se il nostro tempismo fosse o meno allineato... semplicemente non era destinato ad accadere e non ne sono infastidito. Sono orgoglioso e grato per il viaggio che ho fatto con Mercedes, ancora una volta penso che questa sia l'unica squadra nella storia di questo sport in cui ti senti davvero un membro della famiglia".

"Ci sono tanti grandi professionisti che sono stati qui tutta la vita, diventando una parte del marchio Mercedes, sei una parte dell’evoluzione e ti includono nella famiglia per sempre. La lealtà - che ho anche tatuato - è un valore molto, molto importante per me”

Perché è così importante per te continuare a vincere anche in queste ultime tre gare considerando che hai già fatto bottino pieno?
“Penso che questo sia ciò per cui esistiamo, altrimenti perché saremmo qui? Questo è ciò per cui lavoriamo, questo è ciò per cui lavora ogni singola persona che è tornata alla sua occupazione durante quest’anno molto difficile, abbiamo ancora del lavoro da fare, abbiamo ancora miglioramenti da apportare, e nel weekend di gara siamo ancora pronti ad accettare la sfida dei nostri avversari, imparando e sviluppando".

"È un viaggio per cercare di migliorarsi, non è una cosa facile da fare quando hai avuto il successo che abbiamo avuto noi come squadra, ma tutti nel team amiamo questa sfida, ci piace come ci unisce. E per il resto è nel mio DNA, è così che sono… cablato. Adoro la sfida di arrivare a tre gare in cui la pressione è diversa ma il focus è sempre lo stesso: come possiamo estrarne un po’ di più? Saranno weekend che ci consentiranno anche di provare qualcosa da poter usare l’anno prossimo”.

Ti vedremo osare di più su alcuni aspetti come il set-up?
“Mi piacerebbe farlo, ma ai nostri ingegneri non piace fare troppi esperimenti in questo senso. Avremo a disposizione il nuovo pneumatico Pirelli, che tutti cercheranno di capire, e per me sarà una novità a meno che non sia la stessa gomme che ho guidato a Portimao…mmm…sono un po’ preoccupato ma forse domani sarò sorpreso e troverò la gomma molto buona, lo spero!”.

Confermi che il Mondiale 2016 alla fine sia stato quello che ti ha fatto crescere di più?
“Non direi più o meno di qualsiasi altro anno. Ogni anno cresci, anche se è vero che alla fine nei periodi negativi finisci con l’imparare di più. Credo che in ogni singola stagione c’è stata una curva d’apprendimento significativa, e sono contento per l’opportunità di crescere che ho avuto nel corso degli anni”.

Franz Tost ha dichiarato che i piloti non dovrebbero guadagnare più di 10 milioni all'anno e che dovrebbero essere felici di avere l’opportunità di guidare queste monoposto. Qual è la tua opinione su un eventuale tetto salariale?
“Chi ha detto questo?”

Franz Tost
"Chi è?"

Il team principal di AlphaTauri, Franz Tost...
“Ohhhh, OK.”

La tua opinione?
“Credo che i piloti siano i protagonisti naturali di questo sport, sono sotto i riflettori, promuovono i marchi, e la loro reputazione aiuta a migliorare la percezione dello sport nel mondo. Se guardiamo altri sport ci sono limiti salariali, penso che nella NFL o alla NBA, ma in questi contesti gli atleti possiedono la loro immagine in molte aree, quindi hanno la possibilità di usarla per i fini che vogliono, mentre nel nostro sport l'immagine del pilota è controllata (dal team)".

"Non sono personalmente contrario ad un tetto, ma non è neanche una mia decisione. Penso alle prossime generazioni che stanno arrivando in Formula 1 e non vedo perché dovrebbero essere limitati nei loro ingaggi se poi portano un valore aggiunto importante. Penso che sia uno sport multimiliardario e dovrebbero essere ricompensati per quello che portano”.

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