Hamilton: l'arrivo alla Mercedes valutato come un suicidio

La stampa britannica nel 2012 aveva bollato il trasferimento di Lewis alla Stella. Il pilota inglese era stato accusato di aver fatto una scelta commerciale puntando a un contratto che valeva 100 milioni di sterline. Nessuno credeva che potesse iniziare un ciclo di successi impressionante al quale ha contribuito in prima persona. In realtà è una grande dote vedere laddove gli altri non guardano, meritandosi l'abitacolo della monoposto vincente come faceva Fangio.

Hamilton: l'arrivo alla Mercedes valutato come un suicidio

Chi vuole sminuire i trionfi di Lewis Hamilton mette sul piatto la solita considerazione: “Con la Mercedes sono capaci tutti”. Era il 28 settembre 2012 quando fu annunciato ufficialmente il contratto triennale che sanciva l’ingresso di Hamilton nella squadra con la quale otto anni dopo sarebbe arrivato al vertice della storia della Formula 1 per numero di vittorie.

Quel giorno, soprattutto per i media inglesi, fu impossibile accettare una conseguenza della decisione presa da Lewis, ovvero lasciare la McLaren.

“Il suicidio di una carriera”, “100 milioni di sterline per Hamilton”, “Scelta commerciale”, “Hamilton passa dal team numero 1 al numero 4”. Così fu commentata la decisione di Lewis, che a quattro anni dal suo primo (e in quel momento unico) titolo Mondiale, sembrava aver imboccato una via gratificante sul fronte economico, ma senza alcuna prospettiva sportiva per tornare ad essere ciò che era stato, ovvero un campione del Mondo.

“Dalla Mercedes ha ottenuto più libertà nella gestione della sua immagine e delle sue iniziative personali – commentava una prestigiosa firma britannica – in McLaren non gli era possibile. Per il resto è difficile pensare ad altro, visto che nelle ultime tre stagioni la Mercedes ha vinto una gara rispetto alle 16 della McLaren”.

E ancora: “Hamilton non sa molto della storia delle corse e, quindi, non può imparare dagli errori commessi da altri piloti. Forse la Mercedes ce la farà e Hamilton tra qualche anno ci sembrerà intelligente, ma temo che quella fatta da Lewis sarà una mossa simile a quella di James Hunt quando andò alla Wolf, a quella di Emerson Fittipaldi quando passò alla sua squadra, a quella di Jacques Villeneuve quando sposò la BAR o allo sfortunato passaggio di Niki Lauda alla Brabham”.

Queste erano anche le valutazioni di molti degli addetti ai lavori nel paddock: Hamilton era andato a soldi e, probabilmente, pensava già alla sua vita post-Formula 1, a gettare le basi per altre attività, cosa che in McLaren (con Ron Dennis) non poteva fare come avrebbe voluto.

Nessun accenno ad una visione tecnica e sportiva, alla possibilità che dietro la scelta di Lewis ci fosse un tornaconto economico ma non solo quello.

La capacità di guardare oltre è d’altronde una delle doti che distinguono gli ottimi piloti dai campionissimi. La storia insegna che Juan Manuel Fangio è sempre stato micidiale sia in pista che fuori, sapendo individuare in anticipo quale sarebbe stata la miglior vettura per la stagione successiva. Cambiò cinque squadre e vinse altrettanti Mondiali, un maestro in quello che oggi si chiama ‘timing’ ma che all’epoca era indicato come fiuto.

Non deve essere stato facile per Hamilton nel 2012 provare ad immaginare anche solo una minima parte di ciò che sarebbe stata in grado di fare la Mercedes, e oggi (sempre per chi ama sminuire l’operato di Lewis) è facile definire la scelta come ‘fortunata’.

Accadde lo stesso con Fangio, additato dagli avversari come un argentino che andava forte, ma anche con una gran dose di fortuna che gli ha permesso di essere sulla vettura giusta al momento giusto.

Coincidenze? Vedere laddove gli altri non vedono non è detto che sia questione di buona sorte, anche se nel caso di Lewis ha potuto contare su un Cicerone d’eccezione, ovvero quel Niki Lauda che, parlando la sua stessa lingua, seppe toccare le corde giuste.

“La storia racconta che non si lascia una squadra vincente in F1 – concluse nel 2012 un giornalista britannico al termine di un lungo commento sulla scelta di Hamilton - a meno che non sia per andare in un altro team che ha dimostrato di saper vincere…”.

Una considerazione che in quel momento suonava ironica, ma di ironia nel percorso di Lewis ce n’è stata poca. Semplicemente, la storia gli ha dato ragione.

condivisioni
commenti
Ricciardo: "2020 bello per me. Non mi divertivo così da anni"
Articolo precedente

Ricciardo: "2020 bello per me. Non mi divertivo così da anni"

Prossimo Articolo

Ferrari: Shwartzman e Fuoco nei test di Abu Dhabi

Ferrari: Shwartzman e Fuoco nei test di Abu Dhabi
Carica commenti
Podcast F1 | Bobbi: "Leclerc, errore per 3-4 km/h di troppo" Prime

Podcast F1 | Bobbi: "Leclerc, errore per 3-4 km/h di troppo"

Le Prove Libere del GP dell'Arabia Saudita ci parlano di un Lewis Hamilton e della Mercedes in forma, con Verstappen solo quarto. Ma l'errore pesante di giornata è della Ferrrari di Leclerc, che ha perso la sua SF21 in una delle tante curve veloci del tracciato di Jeddah

Video F1 | Piola: "Jeddah veloce con troppe curve cieche" Prime

Video F1 | Piola: "Jeddah veloce con troppe curve cieche"

Andiamo a commentare le prime prove libere del GP d'Arabia Saudita in compagnia di Giorgio Piola e Franco Nugnes. Il tracciato di Jeddah, che non spicca per selettività, si prefigura come potenzialmente ricco di safety car

Formula 1
3 dic 2021
Video F1 | Piola: "Jeddah ad alto rischio con ali scariche" Prime

Video F1 | Piola: "Jeddah ad alto rischio con ali scariche"

Viviamo l'antipasto del Gran Premio dell'Arabia Saudita in compagnia di Franco Nugnes e Giorgio Piola. La prima volta della F1 a Jeddah sarà su un tracciato cittadino ultra-rapido, con medie previste superiori ai 250 km/h e con i muretti ben presenti ai bordi della pista

Formula 1
2 dic 2021
Il nemico invisibile contro cui ha lottato Lewis Hamilton Prime

Il nemico invisibile contro cui ha lottato Lewis Hamilton

Per il sette volte campione del mondo la lotta per il titolo del 2021 si sta rivelando davvero dura. Verstappen è un rivale feroce e alcuni fattori esterni hanno condizionato la rincorsa all'ottavo iride del pilota Mercedes.

Formula 1
1 dic 2021
Video F1 | Ceccarelli: "Alla ricerca della performance psico-fisica" Prime

Video F1 | Ceccarelli: "Alla ricerca della performance psico-fisica"

Un atleta è come una macchina: ogni componente deve essere perfettamente funzionante per rendere al meglio. In questa nuova puntata di Doctor F1, Franco Nugnes e il Dott. Riccardo Ceccarelli di Formula Medicine affrontano l'importanza dell'allenamento psico-fisico.

Formula 1
1 dic 2021
Red Bull | Gli errori da evitare per conquistare il titolo Prime

Red Bull | Gli errori da evitare per conquistare il titolo

Negli ultimi due appuntamenti la Red Bull ha subìto la superiorità Mercedes, ma il team di Milton Keynes è sembrato non riuscire a sfruttare appieno il potenziale della RB16B. A Jeddah e Abu Dhabi sarà fondamentale non commettere gli stessi errori.

Formula 1
30 nov 2021
La top 10 delle Williams più famose della storia Prime

La top 10 delle Williams più famose della storia

Williams è una delle squadre più leggendarie della Formula 1, in cui ha una storia ricchissima. Come tributo a Sir Frank Williams, tristemente scomparso all’età di 79 anni, Motorsport ripercorre la storia del marchio attraverso le 10 monoposto più importanti.

Formula 1
29 nov 2021
Pit Stop in F1: ecco come nascono le soste da 3 secondi Prime

Pit Stop in F1: ecco come nascono le soste da 3 secondi

Il tempismo al limite delle capacità umane in cui i meccanici di Formula 1 riescono a completare un pit stop è uno degli aspetti più interessanti del circus iridato. Ecco come si arriva a tali risultati

Formula 1
29 nov 2021