F1 | Hamilton: “Ho pensato di aver perso qualcosa”. Ora la prima vittoria Ferrari cambia tutto
Il primo successo in rosso chiude definitivamente i conti con il difficile 2025. Lewis racconta i dubbi, il lavoro svolto durante l'inverno e il ruolo chiave di Vasseur nella rinascita Ferrari. E rivela un retroscena.
Sono passati solo pochi mesi, ma nelle parole pronunciate da Lewis Hamilton dopo il Gran Premio di Spagna c’è un cambiamento che non passa inosservato. Per la prima volta da quando veste il rosso Ferrari, Hamilton parla della Scuderia come della sua squadra. Non è una questione di pronomi, ma di appartenenza. La vittoria di Barcellona ha rappresentato molto più di un successo sportivo: è stata la conferma che la scommessa fatta all’inizio del 2025 aveva un senso, anche dopo una stagione che aveva portato lo stesso Lewis a dubitare di sé.
Dopo il suo primo successo al volante della Ferrari, Hamilton ha voluto abbracciare tutta la squadra. Così emozionato, così felice, lo si era visto solo in occasione del suo primo titolo mondiale, conquistato in Brasile nel 2008, e dodici anni dopo sul circuito di Istanbul, quando eguagliò Michael Schumacher conquistando il suo settimo campionato del mondo.
“Come si trovano le parole giuste per esprimere un'emozione che va oltre ogni immaginazione? – ha esordito nella conferenza stampa post gara – Ho creduto davvero in ciò che questa squadra avrebbe potuto raggiungere, in ciò che avremmo potuto raggiungere insieme”.
Frederic Vasseur, Ferrari, Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“Tutto è iniziato con tanto entusiasmo, ma poi ci sono stati tanti dubbi e tanta negatività che ci hanno accompagnato per tutta la scorsa stagione. In quei momenti sono stato salvato dai miei tifosi, dalla mia famiglia e dagli amici che mi sono stati vicini. Poi è arrivato l’inizio di una nuova stagione, di un nuovo anno con tanti cambiamenti, e questo mi ha permesso di arrivare dove sono oggi. Provo tanta gratitudine e sono davvero molto orgoglioso delle persone con cui lavoro: sono tutti appassionati, umili e gentili. E, sapete, vederli cantare l'inno nazionale oggi è stata... wow, un'emozione incredibile. Semplicemente fantastico”.
Nel ripercorrere le sue 106 vittorie in Formula 1, Hamilton ha sottolineato come tutte siano state speciali, ma alcune occupano un posto particolare nel suo album dei ricordi. Al successo ottenuto a Silverstone nel 2024 (“A suo modo un momento monumentale per me, perché non avrei mai pensato di poter vincere ancora la mia gara di casa”) da ieri si è affiancata anche Barcellona 2026. È stato il giorno di una resurrezione sportiva che, a un certo punto, anche lo stesso Lewis aveva iniziato a mettere in discussione.
“Dopo una stagione difficile finisci per porti delle domande. Ho pensato: ‘Cavolo, forse è vero che quando arrivi a un certo punto perdi qualcosa’. Ma ho dimostrato che non è così. Quel qualcosa ce l'hai sempre, serve solo lavoro, perseveranza e una costante fiducia in te stesso per attingere al tuo io interiore, per mantenerti vivo e continuare a crescere. Fisicamente mi sento benissimo, correre con ragazzi di 19 anni che stanno facendo cose incredibili non è semplice, ma posso dire che mi sento davvero bene”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Bryn Lennon / Formula 1 via Getty Images
Hamilton ha dedicato molte parole anche al lavoro portato avanti dalla Ferrari, sottolineando il cambio di mentalità che ha riportato al centro della scena la voglia di osare. “Quest'anno è tutto incentrato sull'innovazione. Abbiamo portato in pista l’ala davanti allo scarico posteriore, poi l’ala ‘Macarena’, a conferma di un modo di pensare nuovo che chiedevo già l'anno scorso.
Credevo nelle capacità di questa squadra anche sotto questo aspetto, e hanno dimostrato di saperlo fare”.
Non da meno è stato l’aspetto umano. “Quando sono rientrato ai box dopo gare difficili ho sempre trovato una pacca sulla spalla. Mi hanno sempre detto: ‘Non preoccuparti, la prossima volta andrà meglio’. Ho sempre ricevuto un grande supporto. Ma, ovviamente, risultati come questo cambiano tutto e, se c'è una mancanza di fiducia, la restituiscono completamente”.
Lewis ha chiesto di più anche a sé stesso. Ieri ha ammesso di essersi rimboccato le maniche fin dal giorno di Natale, rivelando anche un retroscena inedito. “Lo scorso anno mi sono infortunato proprio qui, a inizio stagione, e ne ho risentito per mesi”. Il riferimento è all’incidente avvenuto durante i test con la SF23 disputati sul circuito di Catalunya alla fine di gennaio, quando Lewis fu protagonista di un’uscita di pista che causò danni importanti alla monoposto e, secondo quanto rivelato ieri, anche al suo fisico.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Clive Rose / Formula 1 via Getty Images
“Ho iniziato il programma di allenamento per la stagione 2026 il giorno di Natale, ed è stato il più duro che abbia mai affrontato. Anche mentalmente mi sono ricostruito per tornare dove ero prima. Ed è fantastico essere dove sono oggi. Probabilmente stasera dormirò con la maglietta rossa che indosso ora”.
Ora Hamilton parla del ‘suo’ team, di una squadra che, come ha sottolineato più volte, ha contribuito a costruire insieme a Frederic Vasseur. “Innanzitutto, non sarei in questa squadra senza Fred. È stato lui a rendere possibile tutto questo e gliene sono incredibilmente grato. Ha continuato a crederci, è stato un buon amico, un ottimo compagno di squadra, un alleato e un vero sostenitore. Alla fine mi ha ascoltato, anche se ho dovuto insistere molto per ottenere alcuni cambiamenti. E lui li ha resi possibili. Gliene sarò eternamente grato, perché senza quei cambiamenti tutto questo non sarebbe successo”.
Sul futuro Hamilton non si è sbilanciato, ma la giornata trionfale di Barcellona ha consolidato una fiducia che alla fine del 2025 sembrava smarrita. “È molto difficile pensare a lungo termine in questo momento. Si tratta semplicemente di affrontare una gara alla volta, una settimana alla volta. Sarò in fabbrica la prossima settimana, parleremo con gli aerodinamici, analizzeremo tutte le novità in arrivo, capiremo quando arriveranno e quale effetto avranno. Se necessario potrò contribuire a correggere la traiettoria nella direzione che riterrò più opportuna. Continueremo a spingere e a divertirci. Perché dobbiamo anche divertirci”.
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