F1 | Hamilton: “Felice dei progressi fatti. Dare la scia? Non l’ho mai fatto”
Il britannico ha chiuso le qualifiche di Monza al quinto posto che domani, a causa di una penalità, si trasformerà nella decima casella sulla griglia. Al di là del risultato, Hamilton è soddisfatto dei progressi fatti in termini di setup e di fiducia della vettura mentre sul tema della scia a Leclerc ha spiegato che non rientrava nei piani.
A volte i motivi per sorridere vanno cercati al di là del semplice risultato. Il quinto posto ottenuto oggi in qualifica da Lewis Hamilton si trasformerà domani nella decima casella sulla griglia di partenza, a causa della penalità rimediata a Zandvoort per non aver rispettato le doppie bandiere gialle nel pre-gara.
Tuttavia, il britannico ritiene che ci siano motivi per guardare con fiducia al resto del weekend, non tanto per la posizione in griglia o per la rimonta che lo attende, quanto per i progressi compiuti finora, che gli hanno restituito molta più fiducia nella vettura, proseguendo sulla scia positiva della scorsa settimana.
Ieri, dopo le prove libere, aveva spiegato che le modifiche di setup introdotte per la seconda sessione non avevano funzionato come sperato e che il team avrebbe fatto un passo indietro, scegliendo un’altra direzione. Per Lewis, questa si è rivelata la decisione corretta: gli interventi effettuati prima delle qualifiche hanno aiutato, anche se le sensazioni non sono state le stesse provate in FP1.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Philippe Lopez / AFP / Getty Images
“Sono contento dei progressi fatti durante il weekend. Penso ai miglioramenti fatti alla scorsa settimana e a come li abbiamo portati avanti anche in questa. Nel complesso sono abbastanza soddisfatto della macchina”, ha raccontato il sette volte iridato al termine delle qualifiche, rimarcando come, andando oltre il semplice risultato, sia soddisfatto del nuovo approccio e dei progressi fatti sul setup.
“Già in FP1 il feeling era ottimo, credo sia stato il momento in cui la macchina si è comportata meglio. Poi siamo passati alla FP2, abbiamo fatto delle modifiche in vista delle qualifiche e penso che sia stato il massimo che potevamo ottenere”.
Per tentare di sorprendere tutti a Monza, la Ferrari ha adottato un approccio estremamente aggressivo, optando per un’ala posteriore molto scarica, studiata per esaltare ulteriormente le doti di efficienza aerodinamica della SF-25, già uno dei suoi punti di forza. Una scelta che, sui rettilinei, ha effettivamente reso la Rossa molto competitiva, ma che ha comportato lo scotto di un carico insufficiente per difendersi in curva, dove Red Bull e, soprattutto, McLaren si sono rivelate più efficaci.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Philippe Lopez / AFP / Getty Images
Questo è emerso in particolare nel secondo e nel terzo settore, dove i piloti Ferrari hanno accumulato un gap di circa un decimo per ogni intertempo, allontanandosi così dalla prima fila: “Sì, alla fine si tratta di carico aerodinamico. Sei più veloce sul dritto, ma poi nel settore centrale perdi un paio di decimi, e un paio di decimi anche nell’ultimo settore”, ha confermato Hamilton durante le interviste, sottolineando come alla SF-25 mancasse carico.
Il problema di fondo è che, scegliendo un’ala più carica per aumentare la competitività in curva, sarebbe stato poi difficile guadagnare sui rettilinei, rendendo ancora più complicato brillare in qualifica. Sul giro secco, infatti, si può sfruttare il grip offerto dalla gomma nuova, aspetto che solitamente spinge verso assetti più aggressivi; nel caso della Ferrari, però, ciò avrebbe penalizzato eccessivamente l’efficienza.
“Quindi ci manca carico, anche se siamo più rapidi sui rettilinei. Ma se aumentassimo l’incidenza dell’ala, per qualche motivo l’efficienza semplicemente cala: non riusciamo a recuperare quei quattro decimi in quei settori senza perderli poi sui rettilinei. Quindi è una situazione difficile. Sapevamo che avevamo un buon passo, ma che saremmo quarti, quinti o sesti, sapevamo che la situazione sarebbe stata questa”.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Mark Sutton / Formula 1 via Getty Images
Domani Hamilton scatterà dalla quinta fila a causa della penalità rimediata a Zandvoort e, con distacchi così ridotti, non sarà semplice riuscire a sopravanzare gli avversari. Tuttavia, l’ala estremamente scarica della Rossa potrebbe rivelarsi un’arma a suo favore sui rettilinei: l’obiettivo dichiarato del britannico è quello di provare a risalire fino a rientrare tra i primi cinque.
“Beh, ovviamente con la penalità e con tutti così vicini sarà difficile sorpassare. Però abbiamo una buona velocità di punta, quindi spero di riuscire a recuperare un po’ di terreno. Credo che serviranno una buona partenza, un buon primo giro e una buona strategia. Ora ci riuniremo per capire cosa possiamo fare per cercare di ottimizzare tutto.
Uno dei temi più discussi dopo la qualifica è stato quello delle scie. Considerando la penalità che Hamilton avrebbe comunque dovuto scontare, si era ipotizzato che la Ferrari potesse sfruttare il britannico per offrire una scia a Leclerc, così da tentare l’assalto alla pole o, quantomeno, alla prima fila. Il Cavallino, però, ha scelto di non modificare i piani originari e lo stesso Hamilton ha chiarito che, in ogni caso, non avrebbe fornito la scia.
“No, non è qualcosa che ho mai fatto in nessuno degli altri team in cui sono stato e potenzialmente significherebbe sacrificare uno dei piloti. Inoltre, ho già una penalità di cinque posizioni, quindi, in termini di punti, avevo bisogno di essere il più avanti possibile”, ha aggiunto Hamilton.
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