F1 | Hamilton, errore d'ala: ha sbagliato regolazioni andando nella direzione opposta a Leclerc
Non è stata una gara particolarmente semplice per il britannico del Cavallino che, al di là del secondo posto perso con il pit stop sotto Safety Car, ha faticato nel primo stint per una regolazione errata sull'ala fatta prima della corsa che ha indotto troppo sottosterzo. Lewis ha così faticato a trovare ritmo dovendo ribilanciare la vettura.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: James Sutton / LAT Images via Getty Images
Dopo i timori della vigilia, con gli ingegneri che al giovedì avevano stimato in circa sei decimi il possibile gap sui rettilinei, il weekend della Ferrari ha preso una piega del tutto inattesa, sorprendente anche per i piloti. Già dal venerdì, infatti, Lewis Hamilton ha firmato una splendida pole position. Ma più della prima posizione in sé, la notizia davvero rinfrancante era ritrovare una Rossa così competitiva.
Per il britannico non è arrivata la vittoria, né nella sprint né nella gara lunga, ma il suo weekend offre diversi spunti interessanti, perché curiosamente ha seguito un andamento opposto, anche nelle scelte, rispetto al compagno Charles Leclerc. Quest’ultimo è stato bravissimo a imporre subito un ottimo ritmo nei primi giri, a prendere il largo e a costringere Andrea Kimi Antonelli alla rimonta.
Già al termine delle qualifiche del sabato, Hamilton aveva spiegato di non aver ritrovato le stesse sensazioni del giorno precedente, tanto da non essere riuscito a migliorare il tempo registrato nella sprint qualifying, pur senza aver apportato modifiche radicali alla monoposto. In parte le condizioni avevano cambiato la pista, perché sabato le folate di vento erano molto più forti e questo altera inevitabilmente il bilanciamento.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Manuel Eletto
Le difficoltà si sono ripresentate anche la domenica, soprattutto nel primo stint, durante il quale ha faticato a mantenere il ritmo del compagno di squadra, scivolando a circa dieci secondi nel momento della sua sosta. Tuttavia, su questo fronte c’è un aspetto molto curioso: alcune scelte fatte prima della gara hanno introdotto un sottosterzo particolarmente fastidioso da gestire.
“Charles ha fatto un ottimo lavoro oggi. E tutta la magia che avevo venerdì è semplicemente svanita nel corso del weekend" - ha raccontato Hamilton dopo la corsa -. "Per quanto riguarda il bilanciamento, ho notato che Charles aveva aumentato il carico all’anteriore rispetto alla qualifica, aggiungendo ala, mentre io sentivo la macchina molto sovrasterzante con le impostazioni del differenziale che avevamo. Così ho tolto ala e, di conseguenza, all’inizio della gara ho avuto un sottosterzo enorme”.
Sebbene sia vero che le monoposto siano in condizioni di parco chiuso dopo le qualifiche, con interventi di setup molto limitati, prima della corsa i piloti hanno comunque la possibilità di regolare l’incidenza dell’ala anteriore. È un’operazione comune, e i giri effettuati prima di schierarsi in griglia servono proprio a valutare questi aspetti in base alle condizioni della pista e del vento.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
Mentre Leclerc ha ulteriormente caricato l’anteriore, Hamilton ha seguito la strada opposta nel tentativo di ritrovare stabilità al retrotreno, togliendo carico all’avantreno per ristabilizzare il posteriore che aveva avvertito troppo nervoso. Una scelta che però non ha pagato, perché sin dai primi giri, soprattutto con la vettura piena, Lewis ha iniziato ad accusare un forte sottosterzo, segnale che insieme ai suoi ingegneri era stato sovrastimato quanto carico togliere all’anteriore.
“Mi mancava completamente l’avantreno. Abbiamo valutare troppo al ribasso [quanto carico avere] l’ala anteriore. Ed è una responsabilità mia e del team di ingegneri”, ha aggiunto poi Lewis, confermando di aver imboccato una direzione errata. In effetti, per tutto la prima parte del primo stint, Hamilton si è lamentato del sottosterzo, faticando a far girare la macchina non solo nei tratti lenti, come la 3 e la 4 dove serve tanta rotazione, ma anche in quelli più rapidi, come la Stowe e Copse.
Il punto è che perdere tempo nelle curve più rapide, come la Copse, ha due conseguenze. La prima è il tempo perso in quel tratto; la seconda è che ciò che si lascia in percorrenza ci si trascina poi anche verso la sequenza di Maggots, Becketts e Chapel, ampliando in modo significativo il deficit.
Come aveva evidenziato Pirelli dopo aver raccolto i dati al termine dei long run del venerdì e della sprint del sabato, avere troppo sottosterzo andava solamente a generare stress, tanto che a un certo punto Hamilton aveva quasi sentito la creazione di graining: “Quello che abbiamo visto è che il sottosterzo in realtà stressa troppo l’avantreno. Non genera temperatura, ma ti rende più soggetto ad aumentare l’usura. Quindi, dal punto di vista degli pneumatici, credo che non valga la pena mettere la vettura su un assetto tendente al sottosterzo”, aveva spiegato il direttore di Motorsport Pirelli, Dario Maraffuschi, al sabato dopo le qualifiche.
Confronto in gara Hamilton - Leclerc a Silverstone
Foto di: Gianluca D'Alessandro
Dopo essere stato sorpassato da Antonelli, in una fase in cui era già in evidente difficoltà, Hamilton ha provato a modificare il bilanciamento lavorando insieme agli ingegneri sulle regolazioni disponibili sul volante, intervenendo quindi su differenziale e freno motore, così come sul modo di affrontare alcune curve. In parte è riuscito a mitigare la situazione, tanto che i tempi hanno progressivamente ricominciato a scendere, fino a riportarsi, seppur in modo non costante, su valori vicini a quelli del compagno di squadra.
“Non riuscivo nemmeno a far girare la macchina fino a metà del primo stint, quando sono riuscito a farla girare un po’ meglio con qualche modifica al diff, ma a quel punto il gap era già enorme. Poi i cinque secondi al pit stop, e da lì è stato solo un problema dopo l’altro”.
Un lavoro che non ha risolto completamente i problemi, tanto che prima del pit stop dai box era stato suggerito di aggiungere almeno 4/5 click all’anteriore, segnale che il bilanciamento fosse effettivamente troppo spostato verso il posteriore. La penalità e il ritrovarsi poi in mezzo al traffico hanno fatto il resto, perché Hamilton si è trovato a duellare con Max Verstappen e George Russell.
Solo dopo il pit stop del britannico e il sorpasso sull’olandese, Hamilton è riuscito a girare davvero in aria pulita e i suoi tempi sono infatti migliorati in modo deciso, allineandosi a quelli del compagno di squadra. A quel punto, però, Leclerc non aveva più alcuna necessità di forzare, complice il problema accusato da Antonelli.
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