F1 | Hamilton: "Al momento non siamo veloci, ma se troviamo il setup c'è margine da estrarre"
Non è il venerdì più brillante di questa stagione quello di Suzuka per la Rossa, con le due Rosse staccate di oltre sei decimi dalla vetta. Si sente una certa carenza di performance sui rettilinei, ma non è l'unico elemento evidenziato da Hamilton, secondo cui anche sul bilanciamento c'è margine per migliorare.
Non è stato un venerdì particolarmente brillante per la Ferrari: a Suzuka, al momento, la squadra paga non solo un deficit di Power Unit, ma anche qualcosa sul fronte del bilanciamento, che secondo i piloti non è ancora dentro la finestra ideale. Da qui nasce un mix di realismo e fiducia: da un lato la consapevolezza che il gap dalla vetta è piuttosto ampio, dall’altro la convinzione che ci sia margine per riavvicinarsi con il setup.
Osservando i dati del venerdì emerge che l’unico tratto in cui la Ferrari è apparsa realmente superiore ai rivali è il segmento più lento, in particolare il tornantino del settore centrale. Per il resto, Suzuka è una pista che richiede molto sul fronte del deployment, e non sorprende che le power unit Mercedes risultino molto competitive, soprattutto sui rettilinei: è proprio lì che la Rossa accusa il divario più consistente.
Molto dipende anche dal modo in cui avviene la ricarica. Nelle curve veloci del primo settore, per esempio, la Mercedes è risultata la più rapida in assoluto, ma ha pagato due aspetti: la bassa velocità sul rettilineo di partenza e, allo stesso tempo, la carenza di energia in uscita dall’ultima curva. Nel giro di George Russell, per esempio, il limite massimo di ricarica è stato raggiunto molto prima rispetto al compagno di squadra, segno di una gestione non ottimale lungo l’intero tratto.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images
Si tratta quindi di un insieme di fattori, non riconducibili a un singolo elemento, soprattutto su una pista in cui la quantità di energia disponibile è stata ridotta rispetto alle previsioni. Il quadro torna così a somigliare più a quello visto a Melbourne che non allo scenario della Cina, con tutte le implicazioni che questo comporta nella gestione del deployment e nella distribuzione della potenza lungo il giro.
Tuttavia, secondo Hamilton c’è ancora molto da fare sul bilanciamento della monoposto. Anche durante il long run il feeling non era ideale, come detto via radio, con una certa mancanza di fiducia che ha limitato la sua capacità di spingere. Un aspetto particolarmente rilevante su una pista come Suzuka, dove serve un’auto precisa sia in inserimento sia in percorrenza nelle curve a media e alta velocità, e dove ogni incertezza si traduce immediatamente in tempo perso.
“Penso sia qualcosa di simile a ciò che abbiamo già sperimentato qui in passato, ed è un circuito fantastico. In generale la macchina dà buone sensazioni, semplicemente al momento non è abbastanza veloce e credo sia soprattutto una questione di bilanciamento. Dobbiamo lavorare sodo stanotte per capire come possiamo metterla a punto meglio”, ha detto il britannico dopo la sessione.
Lewis Hamilton, Ferrari
Foto di: Sam Bagnall / Sutton Images via Getty Images
“In definitiva si perde molto tempo sui rettilinei: al momento sono quattro decimi fino a curva 1 rispetto alla McLaren. Quindi la parte di deployment incide, sono sicuro che possiamo fare un lavoro migliore per migliorarlo, e poi penso che ci sia ancora più prestazione da estrarre dalla macchina se riusciamo ad azzeccare il setup”, ha aggiunto Hamilton.
In effetti la McLaren sembra aver adottato una gestione dell’energia diversa, puntando: all'ingresso di curva 1 arriva con oltre 15 km/h di vantaggio sulla Ferrari e, in seconda battuta, anche sulla Mercedes. Quest’ultima, al contrario, sembra conservare più energia per gli allunghi del secondo e del terzo settore. Il punto è che la W17 riesce poi a recuperare nel tratto guidato del serpentone, riuscendo così a compensare parte dello svantaggio accumulato in rettilineo.
Uno dei temi più discussi alla vigilia è stato il super clipping, perché con poche staccate realmente significative diventa necessario trovare modalità alternative per recuperare energia. La prima è sfruttare l’MGU‑K nel primo settore, un tratto in cui conta più il grip che la potenza del motore: quando si solleva il piede, la power unit entra in recupero. La seconda è proprio il super clipping sui rettilinei, qualcosa che toglie un po' di fascino a certe curve.
“Il super clipping non è certo ideale. Quando hai super clipping, in pratica la macchina sta ricaricando, e poi arrivi in alcuni punti e devi quasi veleggiare perché non riesci a farla andare. È probabilmente l’aspetto meno piacevole del cambiamento regolamentare. Per il resto la pista è davvero bella in tutte le sezioni ed è sempre fantastica da guidare”, ha detto Hamilton.
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