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F1 | Hadjar continua a stupire, ma Racing Bulls ha fatto un netto salto di qualità

Hadjar si sta rivelando una delle sorprese del 2025, grazie a prestazioni costanti e solide, ma da Barcellona è emerso anche un altro tema, ovvero il deciso salto di qualità fatto dalla Racing Bulls nelle curve veloci. Progressi che si erano visti già altrove, ma in Spagna, dove 12 mesi fa iniziarono i problemi, si è vista una conferma importante.

Isack Hadjar, Racing Bulls Team

Isack Hadjar, Racing Bulls Team

Foto di: Steven Tee / LAT Images via Getty Images

È stato uno dei volti più silenziosi tra i debuttanti, un dato quasi inusuale considerato il personaggio, ma in questo primo terzo di stagione Isack Hadjar si sta rivelando una delle sorprese più interessanti e concrete della griglia. Mentre i riflettori erano puntati altrove, il francese si è fatto strada a suon di risultati e prestazioni solide, prendendosi sempre più la scena e, passo dopo passo, il ruolo di riferimento in Racing Bulls.

I suoi risultati non stanno solo riportando alla luce il talento che Hadjar aveva già mostrato nelle categorie propedeutiche, dove si era fatto notare per la velocità, ma confermano anche l’intuizione di Helmut Marko. Infatti, al di là dell’infelice uscita in Australia, Marko aveva intravisto in lui un potenziale da coltivare, mettendolo sullo stesso piano di altri esordienti a cui erano state riservate maggiori attenzioni.

Un ingresso quasi in punta di piedi, ma in cui Hadjar ha dimostrato grande sostanza. Basti pensare che il francese è andato a punti in ben cinque delle nove gare finora disputate, con la prima top 10 arrivata su una pista insidiosa per i debuttanti come Suzuka, dove non aveva mai girato prima. Ma forse, ancora più impressionante, è quanto ha mostrato nell’ultimo triple header, con tre gare su tre a punti.

Isack Hadjar, Racing Bulls

Isack Hadjar, Racing Bulls

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images via Getty Images

Su tre tracciati molto diversi, il pilota della Racing Bulls ha evidenziato lampi di talento: il sesto posto in qualifica a Monaco, la bella prestazione a Imola, dove senza episodi forse avrebbe potuto raccogliere qualcosa in più, e la solidità messa in mostra a Barcellona.

“È una sensazione fantastica, non tanto per i punti in sé, quanto per aver fatto una buona gara. E ultimamente stiamo facendo delle belle gare, quindi sì, sono molto felice”, ha raccontato Hadjar dopo il bel settimo posto in Spagna. Una prestazione solida, ma che evidenzia anche un altro tema: i progressi compiuti quest'anno dalla Racing Bulls.

Il confronto con 12 mesi fa mette in mostra i progressi

Esattamente dodici mesi fa, la tappa di Barcellona rappresentò una sorta di spartiacque per la stagione della scuderia faentina. Dopo un avvio di campionato promettente, la Racing Bulls si presentò in Spagna con diverse novità tecniche, che però non diedero i riscontri sperati, tanto che fu parzialmente accantonato già dalla gara successiva.

Isack Hadjar, Racing Bulls

Isack Hadjar, Racing Bulls

Foto di: Andy Hone / Motorsport Images

Quello spagnolo fu uno dei weekend peggiori dell’intera stagione per il team italiano, ma mise anche in evidenza un secondo aspetto, ovvero quanto la VCARB01 dovesse migliorare nelle curve veloci. La monoposto era infatti molto competitiva nei tratti lenti, ma alle alte velocità o nei lunghi curvoni mancava carico aerodinamico, un problema che si sarebbe ripresentato anche nella seconda parte del 2024.

Non a caso, nella seconda metà dello scorso campionato, la Racing Bulls si trovò a fare i conti con problemi di sviluppo che ne rallentarono la crescita. La squadra riuscì a ritrovare la giusta direzione solo verso la fine del mondiale, non senza difficoltà, dovendo recuperare anche quanto perso nella fase centrale del campionato.

Tuttavia, grazie a un eccellente lavoro invernale, il team ha iniziato il 2025 mostrandosi subito efficace. Non a caso, due mesi fa parlavamo di una Racing Bulls come sorpresa di questo inizio mondiale, ancor più della Williams, che nel 2024 era stata penalizzata soprattutto dal peso della vettura, dai ritardi nello sviluppo e dai numerosi incidenti, elementi che avevano "nascosto" il reale potenziale della monoposto.

Pos team

Tempo quali

spagna 2024

Tempo quali

spagna 2025

delta
1 Racing Bulls 1'12"985 1'12"252 –0.733s
2 Williams 1'13"153 1'12"641 –0.512s
3 Mercedes 1'11"701 1'11"848 +0.147s
4 Aston Martin 1'12"128 1'12"284 +0.156s
5 McLaren 1'11"383 1'11"546 +0.163s
6 Ferrari 1'11"731 1'12"045 +0.314s
7 Alpine 1'11"857 1'12"199 +0.342s
8 Red Bull  1'11"403 1'11"848 +0.445s
9 Sauber 1'12"227 1'12"756 +0.529s
10 Haas 1'12"310 1'13"074 +0.764s

Le ultime tre gare — Imola, Monaco e Barcellona — hanno evidenziato due aspetti per la scuderia di Faenza: la capacità di mantenere le qualità nei tratti lenti, eredità delle vetture degli anni precedenti, e il netto miglioramento nelle curve rapide, frutto del lavoro degli ingegneri in inverno. 

Osservando il confronto tra i tempi in qualifica in Spagna dello scorso anno e quelli di questa stagione, balza all’occhio come la Racing Bulls sia la squadra che ha compiuto i maggiori progressi, proprio perché fu a Barcellona che, dodici mesi fa, iniziarono i problemi. Un salto in avanti addirittura più ampio di quello della Williams, che non ha mai fatto delle curve lunghe il proprio punto di forza.

Il progresso è ancora più evidente analizzando i dati telemetrici: al di là del miglioramento complessivo, spiccano i passi avanti nelle curve ad alta velocità, come in curva 9 (dove si registrano 10 km/h in più), ma anche in curva 13, generalmente da affrontare in pieno, e in curva 14, dove Hadjar ha dovuto sollevare il piede dall’acceleratore in misura minore.

Confronto telemetrico Racing Bulls 2024-2025 Spagna

Confronto telemetrico Racing Bulls 2024-2025 Spagna

Foto di: Gianluca D'Alessandro

Non è solo più semplice, ma anche versatile

Si tratta di un miglioramento già emerso in diversi appuntamenti e che avrebbe potuto portare a risultati ancora migliori nelle prime gare, se non fosse stato per alcuni errori strategici che hanno inciso in modo significativo sull’esito finale, come in Australia e in Cina. La VCARB02 ora non è solo una vettura più semplice da leggere per i piloti, ma anche decisamente più consistente dove lo scorso anno la sua progenitrice mostrava qualche carenza. 

Inoltre, non va dimenticato che la scuderia ha perso un pilota esperto come Yuki Tsunoda, che sulla VCARB aveva trovato quella fiducia e quegli automatismi che non ha ancora ritrovato in Red Bull, elemento che ha pesato sui risultati del team.

Ma è chiaro che i tecnici siano riusciti a compiere un netto passo in avanti che, soprattutto, regala alla vettura una maggiore versatilità. Lo si era già intravisto in Cina, in Giappone e in Arabia Saudita, tappe in cui la VCARB02 aveva il potenziale per entrare in zona punti, ma l'ultimo triple header è una conferma che il team sembra aver imboccato una solida traiettoria di crescita.

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