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F1 | Hadjar: "Non vorrei andare in Red Bull ora. Ma nel 2026 sì. Ecco perché"

Il rookie del momento parla del suo presente e il suo futuro: vuole andare in Red Bull, ma nel 2026, quando potrà contribuire a sviluppare una monoposto totalmente nuova, senza doversi abituare a una situazione già fissata come sta avvenendo ora con Tsunoda sulla RB21.

Isack Hadjar, Racing Bulls

Isack Hadjar, Racing Bulls

Foto di: Piotr Zajac / NurPhoto via Getty Images

"Dopo la gara Marko era soddisfatto. Quando è soddisfatto, significa tanto". Isack Hadjar potrebbe aver messo il sigillo sul suo passaggio in Red Bull nel 2026 con il podio strepitoso ottenuto la settimana scorsa a Zandvoort, sede del Gran Premio d'Olanda.

Non è un segreto che il parigino di Racing Bulls sia tra i petali più pregiati che compongono la rosa di candidati per il sedile occupato oggi da Yuki Tsunoda. Sebbene Isack sia un esordiente, sino a ora ha impressionato tutti per carattere, velocità e costanza. Il podio di Zandvoort non è stato altro che la classica ciliegina sulla torta.

Sin da inizio stagione, Hadjar s'è sentito porre domande legate a un suo possibile passaggio in Red Bull già quest'anno. La stessa domanda gli è stata fatta oggi a Monza, sede del Gran Premio d'Italia, ma la sua risposta è stata la stessa di qualche mese fa: no.

L'obiettivo di Hadjar, infatti, è sì quello di andare in Red Bull, ma dal 2026, quando la monoposto sarà completamente nuova e si potrà darle una direzione preferita, proprio perché nata da poco e bisognosa di sviluppo.

Isack Hadjar, Racing Bulls

Isack Hadjar, Racing Bulls

Foto di: Gabriele Lanzo / Alessio Morgese / NurPhoto via Getty Images

"All'inizio dell'anno mi è stato chiesto se mi sentissi pronto per correre in Red Bull quest'anno. E la risposta è ancora no, perché non vedo motivo di farlo adesso. Ma nel 2026 è una questione diversa, perché sarà un inizio completamente nuovo per il team. Non ci sarà la questione legata alla seconda monoposto come invece c'è ora. Si tratterà di una macchina completamente nuova per tutti. Ci troveremo in una fase dove si potrà indirizzare la macchina nella giusta direzione. Dunque no, non credo che oggi il secondo sedile della Red Bull sia da considerare".

"Sicuramente il pensiero di poter essere promosso in Red Bull esiste. E' qualcosa che ho in testa. Mancano 9 gare alla fine e in queste posso dimostrare di saper fare un ottimo lavoro. Certo, se dovessi iniziare a essere battuto da qui alla fine della stagione non sarebbe una buona cosa".

"Non ho problemi pensando alla pressione di correre in un top team o lottare per il vertice. Voglio correre per il team migliore. E' solo questo che voglio davvero. Però, al momento, almeno per quanto mi riguarda non ho ancora parlato con Marko o Mekies per il 2026. Credo che i primi discorsi possano avvenire in breve tempo, ma non sto pensando a quello".

"Se dovesse succedere di diventare compagno di squadra di Verstappen, mi adatterei comunque a una macchina, quella 2026, che sta ancora cambiando. Ma almeno sarei là. Dunque non dovrei abituarmi a una monoposto già fatta e finita", ha concluso il parigino di Racing Bulls.

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