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F1 | Haas: le novità per Imola decideranno il destino della VF-25

Dopo le difficoltà emerse nelle prime gare della stagione, la Haas introdurrà a Imola il suo primo grosso pacchetto di aggiornamenti, con l’obiettivo di mitigare i problemi di bouncing. Ma le novità attese per la tappa italiana avranno un ruolo cruciale: da esse dipenderà infatti la decisione su se e quanto proseguire lo sviluppo della VF-25.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Alla fine della scorsa stagione, la Haas si era affermata come uno dei team più competitivi a centro gruppo, grazie a una monoposto molto versatile, anche se ancora carente in termini di carico aerodinamico puro. Proprio per colmare questo gap, durante l’inverno gli ingegneri avevano lavorato intensamente su telaio e aerodinamica, con l’obiettivo di compiere un deciso passo avanti.

Tuttavia, l’esordio stagionale si è rivelato un autentico shock. In Australia, la squadra americana si è ritrovata nelle retrovie, alle prese con problemi di bouncing e instabilità aerodinamica nelle curve ad alta velocità – fenomeni non previsti e mai emersi con tale evidenza nei test invernali. Un risveglio brusco e inatteso.

Nonostante la delusione, la Haas ha reagito con freddezza, evitando il panico e concentrandosi sull’analisi dei dati per capire come progredire, in attesa di aggiornamenti mirati a contenere le criticità emerse. I primi interventi tecnici sono arrivati in tempi record già a Suzuka, sotto forma di modifiche al fondo sviluppate senza passare per la galleria del vento, pur di intervenire il prima possibile.

Esteban Ocon, Haas F1

Esteban Ocon, Haas F1

Foto di: James Sutton / Motorsport Images

Le prime novità hanno subito dato segnali incoraggianti, non solo aiutando a contenere il problema, ma confermando anche al team quale fosse la via su cui proseguire lo sviluppo per il pacchetto successivo, quello che arriverà a Imola la prossima settimana, in parte proprio in risposta alle difficoltà incontrate. Novità che avranno un peso importante, perché delineeranno quanto andrà avanti lo sviluppo della VF-25.

Perché la VF-25 appresenta "un'incognita"

“Finché non iniziamo a girare in pista, è piuttosto snervante. Questa è la verità”, aveva ammesso in maniera molto onesta e schietta il Team Principal Ayao Komatsu a Miami, sottolineando come il team stesso non sia in grado di valutare con precisione il potenziale della propria monoposto prima di avere un riscontro diretto dal tracciato. Una situazione figlia della complessità del fenomeno riscontrato.

Sebbene le simulazioni pre-gara possano offrire una stima di dove e quando potrebbe verificarsi il bouncing, i dati virtuali non sono affidabili quanto la pista. È proprio per questo che i primi giri in pista assumono un valore così importante per la Haas. Non è raro che, a inizio sessione o dopo modifiche sostanziali al setup, gli ingegneri chiedano subito via radio ai piloti se avvertono oscillazioni, nel tentativo di cogliere segnali critici.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

Come ha spiegato Komatsu, bastano pochi giri per capire se la monoposto manifesti il bouncing. Tuttavia, questa verifica richiede tempo prezioso, soprattutto nei weekend sprint, dove l’unica sessione di prove libere precede immediatamente le qualifiche. Inoltre, dopo la gara sprint, al momento della riapertura del parco chiuso, non è possibile validare le modifiche di assetto prima di tornare in pista per la qualifica vera e propria.

“Perdiamo una parte del venerdì cercando di capire se il problema si presenta, facendo prove di altezza da terra o di assetto, quando invece dovremmo essere in grado di scendere in pista già in FP1 con una base solida per poi concentrarci su pneumatici e bilanciamento. Ma ci ritroviamo sempre un passo indietro – e questo rende tutto ancora più complicato nei weekend sprint”, ha spiegato Komatsu.

Anche per questo, quindi, non sorprende vedere le due Haas in situazioni profondamente differenti di classifica in determinati appuntamenti, dato che anche piccole variazioni di setup possono avere un peso specifico importante. Haas sta sperimentando molto sul lato del setup e sia Ocon che Bearman, di cui Komatsu ha apprezzato la sensibilità tecnica pur essendo un rookie, si sono messi a disposizione.

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Oliver Bearman, Haas F1 Team

Foto di: Zak Mauger / Motorsport Images

Le novità di Imola saranno decisive per il futuro della VF-25

Un feedback vitale, perché il fenomeno del bouncing, che in passato ha colpito tantissime squadre, tra cui anche i top team, è estremamente difficile da prevedere con queste auto che viaggiano così radenti al suolo. Su asfalti molto lisci, che permettono di abbassare la vettura, il problema tende a ridursi, ma la stessa Haas non ha una comprensione completa del fenomeno.

E non è una sorpresa: la complessità del bouncing è uno dei temi chiave dell’era dell’effetto suolo. “Non direi che abbiamo ancora una comprensione totale. Se così fosse, potremmo essere fiduciosi nel portare, in futuro, una soluzione in grado di eliminare completamente il problema", ha spiegato Komatsu.

“Ci sono alcuni aspetti che comprendiamo, ma non abbiamo piena consapevolezza di ogni singola variabile... Restano dubbi su come si inneschino certe dinamiche. Non abbiamo ancora il controllo completo della situazione. Tuttavia, ogni volta che andiamo in pista, facciamo dei progressi. Se riusciremo a ottenere la costanza che cerchiamo, allora potremo ambire a una presenza stabile nel gruppo di centro classifica.”

Esteban Ocon, Haas F1 Team

Esteban Ocon, Haas F1 Team

Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images

"Penso che la reazione sia stata positiva. Non comprendiamo ancora tutto, ma abbiamo una discreta comprensione che ci permette di migliorare la macchina, come visto a Suzuka. Questo ci dà fiducia che il prossimo pacchetto che introdurremo a Imola dovrebbe almeno andare nella direzione giusta, ma la grande domanda è: sarà sufficiente o no?”.

Proprio il pacchetto di Imola deciderà quale sarà il futuro della VF-25, se proseguire ancora lo sviluppo o se spostare l’attenzione sul 2026, cosa che, ad esempio, la Williams ha già fatto. In casa Haas non è stato ancora deciso quando sarà il momento di concentrarsi totalmente sul prossimo anno, ma verrà fatta una scelta anche sulla base dei riscontri derivanti dagli aggiornamenti introdotti a Imola.

“Non abbiamo ancora deciso. Non è una decisione definitiva, dipenderà da cosa ci daranno le novità di Imola. Quasi tutti i team porteranno novità. E questo dove ci collocherà? Perché al momento, quando arriviamo a un GP, possiamo essere quinti come noni. E questa non è una posizione abbastanza buona”, ha poi aggiunto Komatsu.

“Dopo Imola sapremo se qualcosa è cambiato: siamo arretrati rispetto alla concorrenza? Siamo migliorati? Poi, naturalmente, abbiamo il nostro obiettivo, e quello influenzerà la decisione. Ma è chiaro che questa decisione avrà anche delle ripercussioni sul 2026”.

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