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F1 | Haas: nuovi flap anteriori e il tirante dei bargeboard ha funzione aerodinamica

La Haas lavora di fino e ha introdotto diversi aggiornamenti: i flap anteriori sono statit ridisegnati, mentre nell’area dei bargeboard è stato riposizionato in una posizione più inclinata l'elemento verticale sostenuto da un nuovo tirante, non più in metallo bensì in carbonio, che assume anche una funzione aerodinamica.

Dettaglio Haas VF-26

L’ultima settimana di test è spesso quella in cui emergono le novità tecniche più significative, e anche in casa Haas sono arrivati aggiornamenti interessanti. Tra questi spicca una piccola modifica in una delle aree che diventeranno centrali per il lavoro delle squadre nel corso della giornata.

La novità più vistosa riguarda i flap dell’ala anteriore. Il mainplane e la zona esterna restano invariati, con quel disegno peculiare che distingue la Haas dai rivali e conferma la propensione del team a soluzioni originali. A cambiare, qui a Sakhir, sono invece i flap mobili: il profilo è stato completamente ridisegnato, con una zona centrale più pronunciata. 

Anche il profilo del flap nella parte inferiore è ora leggermente più appiattito, eliminando le forme sinuose viste sia a Barcellona sia nel primo test in Bahrain. Una modifica sottile, ma indicativa del lavoro di affinamento che la squadra sta portando avanti sull’ala anteriore.

Dettaglio Haas VF-26

Dettaglio Haas VF-26

Foto di: Haas F1 Team

L’altro elemento interessante riguarda il cosiddetto “bargeboard”. Non si tratta dei bargeboard visti con i regolamenti pre‑2022, ma di una soluzione concessa dalla FIA subito dopo le gomme anteriori per gestire le turbolenze generate dagli pneumatici. Nelle intenzioni della Federazione, questi elementi devono lavorare in modalità in‑wash, cioè spingere verso l’interno le turbolenze per non sporcare la scia e permettere così alla vettura che segue di restare più vicina.

È anche per questo che il regolamento 2026 limita in modo significativo la possibilità di indirizzare verso l’esterno il flusso che passa attorno alla gomma, come invece avveniva fino al 2021. L’obiettivo è ridurre al minimo quei fenomeni aerodinamici negativi che rendono più difficile per il pilota che segue restare vicino e tentare l’attacco.

Il punto è che, per gli ingegneri, convogliare verso l’interno le turbolenze “sporche” sarebbe controproducente per il funzionamento della vettura: l’obiettivo naturale è spingerle ai lati, lontano dal corpo macchina. Per come sono scritti i regolamenti, questa diventa una sfida tutt’altro che semplice, ma non impossibile da interpretare.

Dettaglio Haas VF-26

Dettaglio Haas VF-26

Foto di: Haas F1 Team

Alcuni team, ad esempio, hanno scelto di utilizzare questi elementi per “sparare” le turbolenze verso l’alto attraverso numerosi soffiaggi, nel tentativo di trovare il miglior compromesso possibile. Sulla Haas, quest’area è rimasta sostanzialmente invariata rispetto allo scorso test, fatta eccezione per un dettaglio molto interessante che conferma quanto le squadre stiano lavorando anche sui particolari più minuti.

L’elemento verticale principale è stato riposizionato rispetto alla scorsa settimana. Pur mantenendo dimensioni e forme molto simili a quanto visto a Barcellona e nel primo test di Sakhir, ora è stato leggermente traslato, assumendo una posizione decisamente più inclinata verso l’esterno.

L’altro elemento interessante è il tirante ridisegnato. Non c’è più l’elemento metallico visto nei test precedenti, ma un profilo in carbonio che funziona come una piccola ala. Una soluzione simile si era già vista sulla Red Bull, dove il tirante era addirittura sagomato con una chiara funzione aerodinamica per gestire i flussi.

Il tirante in metallo aveva sicuramente un impatto aerodinamico minore, ma è interessante osservare come i team stiano iniziando a sfruttare anche questi elementi, nati in teoria per ridurre le vibrazioni dei bargeboard, con una funzione aerodinamica sempre più evidente. Un altro segnale di quanto la ricerca del dettaglio stia diventando centrale in questa fase di sviluppo.

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