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Formula 1 GP di Monaco

F1 | Haas festeggia 150 GP: “Molti pensavano che non ce l’avremmo fatta"

Nel fine settimana del Gran Premio di Monaco, la Haas festeggerà il raggiungimento dei 150 Gran Premi in Formula 1. Un traguardo storico per il giovane team, di cui Gunther Steiner ha ripercorso i passi più importanti, a partire dallo scetticismo attorno al progetto prima del debutto nel 2016. Una scommessa vinta, che la squadra spera di celebrare a Monte Carlo conquistando un'altra top ten.

Nico Hulkenberg, Haas VF-23

A causa delle avverse condizioni meteo che hanno colpito la regione nelle ultime settimane, Formula 1 e FIA hanno deciso di cancellare il Gran Premio dell’Emilia-Romagna, spostando avanti di sette giorni il ritorno delle vetture in pista. Una scelta di buon senso e di rispetto, condivisa anche da quei team che trovano le proprie radici in quella regione, tra cui Ferrari, AlphaTauri e Haas.

Per la Haas, il Gran Premio dell’Emilia-Romagna avrebbe rappresentato un’occasione importante, quella di festeggiare i propri 150 Gran Premi in Formula 1 davanti al “secondo” pubblico di casa, dato che la squadra di Kannapolis in realtà ha profondi legami con l’Italia. Parte del centro operativo si trova a Maranello, mentre Dallara, altra realtà della Motor Valley, contribuisce alla realizzazione della vettura.

Le celebrazioni per questo traguardo sono quindi state rimandate di una settimana, quando verrà disputato il Gran Premio di Monaco. Alla guida di questo progetto ci sono due figure chiave: Gene Haas, il proprietario, e Gunther Steiner, Team Principal. L’ingegnere italiano, con un lungo passato nella massima categoria, ha giocato un ruolo chiave nella fondazione della squadra, divenendo un punto cardine.

Esteban Gutierrez,  Haas VF-16

Esteban Gutierrez, Haas VF-16

Photo by: Sutton Images

Da quel lontano 2016, anno di debutto nel mondiale, sono passati molti anni, con momenti di gioia immensa e situazioni più complesse da affrontare e gestire: dalle emozioni per i punti al debutto alla lotta per il quarto posto nel mondiale costruttori nel mondiale 2018, passando per l’incidente di Romain Grosjean nel 2020 e le vicende legate agli sponsor, senza dimenticare la storica pole position in Brasile nel 2022.

“Non lo sapevo, me lo hanno detto! Non sono una persona che guarda alle statistiche, ma siamo arrivati a 150 GP. Se si pensa che siamo anche il team più giovane, penso sia qualcosa. È strano da ammettere, ma il tempo è volato. Ci sono stati alti e bassi, ma è come vanno le cose. Penso che sia stata, e che sia ancora, una bella avventura, continuiamo ad andare avanti”, ha spiegato Steiner, al podcast della Formula 1.

“Mi è rimasto impresso il momento in cui siamo scesi in pista a Melbourne nel 2016, perché molti dicevano che non ce l'avremmo fatta. Ce l'abbiamo fatta, siamo ancora qui e questo mi rende orgoglioso per tutta la squadra. Abbiamo ottenuto dei punti nella nostra prima gara, cosa che non era mai accaduta prima nella storia della Formula 1. Per me significa molto fondare una squadra, è un sogno per molti fondare una squadra e ho potuto farlo grazie a Gene Haas che ci ha permesso di farlo. Ora siamo in una buona posizione e cerchiamo solo di diventare sempre più forti, e lo faremo".

Pole man Kevin Magnussen, Haas F1 Team, festeggia con il team

Pole man Kevin Magnussen, Haas F1 Team, festeggia con il team

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

Come ha raccontato Steiner, al tempo il progetto Haas era avvolto da una nube di mistero, in parte perché i precedenti con le squadre entrate negli anni precedenti non erano idilliaci, in parte per lo scetticismo sulle modalità usate per il progetto, con una profonda collaborazione con Ferrari e Dallara. Una scelta che alla fine è andata in porto regalando anche diverse soddisfazioni, tanto da portare il team a lottare per il quarto posto nel mondiale costruttori nel 2018. Nonostante un periodo complesso, come quello vissuto nel 2020 e 2021, sacrificato per concentrare i propri sforzi sui nuovi regolamenti, la squadra americana ha saputo risalire la china.

“Non è qualcosa a cui pensi [arrivare ai 150 GP]. Puoi iniziare un business che durerà cinque anni, ma nel motorsport è diverso, chiaramente devi avere un piano ma non ho mai visto qualcosa [nel motorsport] andare come era stato pianificato. Se guardiamo indietro di cinque anni, nessuno avrebbe mai pensato che la F1 sarebbe arrivata a questi livelli ora. Quando abbiamo iniziato semplicemente pensavamo ‘proviamoci’. Gene [Haas] aveva già un team in Nascar, amiamo le corse e abbiamo provato questa avventura, credo che nessuno potesse prevedere cosa sarebbe successo in cinque anni”, ha aggiunto Steiner.

In questo avvio di campionato Haas è andata a punti in ben tre occasioni su cinque gare, un bel bottino considerando quando sia complessa la lotta per la top ten, soprattutto dopo l’inserimento di Aston Martin tra i top team di vertice. Per Haas un bel modo di festeggiare i 150 Gran Premi nella massima categoria sarebbe proprio quello di continuare questa striscia positiva andando a punti.

Nico Hulkenberg,  Haas F1

Nico Hulkenberg, Haas F1

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

“Punti, puntiamo ai punti. Quest’anno è molto difficile raccogliere punti. Penso che a Monaco molto si decida il sabato, quindi speriamo di avere un buon venerdì, con le vetture pronte su un buon set-up. Poi il sabato si tratta di rimanere fuori dai guai e dal traffico, riuscire a mettere insieme un buon giro”.

“Con le velocità con cui giri a Monaco, non puoi permetterti di pensare ed essere distratto dalle altre vetture in pista, è uno degli elementi più importanti. Penso che possiamo fare un buon weekend, poi la gara è sempre complessa, al momento sembra che verrà a piovere, ma le previsioni continuano a cambiare. Vediamo cosa possiamo fare, ma sarà fondamentale la qualifica”, ha spiegato il Team Principal.

Steiner ha analizzato anche l’avvio di campionato dei suoi due piloti, in parte contrapposto. Nei primi appuntamenti del mondiale, Kevin Magnussen ha faticato a trovare il giusto feeling con la vettura, mancando di quella fiducia necessaria per ben figurare soprattutto in qualifica: dopo un intenso lavoro sia con gli ingegneri che al simulatore, il danese ha trovato un set-up che ha garantito un miglior bilanciamento.

Kevin Magnussen, Haas F1 Team, con il suo ingegnere di pista

Kevin Magnussen, Haas F1 Team, con il suo ingegnere di pista

Photo by: Andy Hone / Motorsport Images

“Devo dire che all’inizio della stagione ha faticato con il bilanciamento della vettura, non riusciva a trovare il giusto feeling. Ma a Miami è rimasto molto soddisfatto, è contento. Ora sa come iniziare il weekend dal punto di vista del set-up e, dopo Miami in particolare, ha trovato più fiducia. Speriamo che possa essere veloce anche a Monte Carlo, perché lì è una questione soprattutto di fiducia con la vettura”.

Al contrario, Nico Hulkenberg è sembrato subito più a suo agio con la monoposto, per quanto chiaramente non abbia nascosto che ci sia ancora un po’ di “ruggine” da togliere dopo tre anni passati come pilota “part-time”. Ciononostante, Steiner si è detto soddisfatto del rendimento del tedesco in questo avvio di stagione.

“Per Nico [Hulkenberg] tornare alla guida dopo tre anni passati come pilota part-time, mi aspettavo che tornasse forte, ma mi aspettavo che trovasse quella fiducia più tardi nella stagione. Invece sono rimasto sorpreso di quanto sia stato veloce sin dall’inizio. Non so se ha raggiunto il picco [in termini di performance] o se ha ancora del margine, ma penso che stia facendo un buon lavoro. È piacevole lavorare con lui, Chiede tanto, ma nel modo giusto, può sempre spiegarti perché chiede qualcosa”.

 

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