F1 | Haas: auto e materiale fermi a Zandvoort per il caso Uralkali
L'azienda russa ha chiesto ai tribunali olandesi di sequestrare i beni della scuderia al Gran Premio d'Olanda, in attesa del pagamento per la rottura anticipata dell'accordo di partnership.
Nico Hulkenberg, Haas VF-24
Foto di: Andrew Ferraro / Motorsport Images
La Haas non ha potuto portare via le auto e le attrezzature dal Gran Premio d'Olanda perché l'ex title sponsor Uralkali è in ancora attesa di ricevere il pagamento arretrato, che si ritiene ammonti a 9 milioni di dollari. L'azienda russa si è rivolta a un tribunale per sequestrare i beni del team di F1.
Giovedì sera, nella pit lane di Zandvoort, ufficiali giudiziari e polizia hanno valutato auto e attrezzature, dopo che il mese scorso Uralkali ha affermato che la Haas non aveva rispettato la scadenza di luglio per il rimborso di un accordo di sponsorizzazione annullato.
In seguito a un'udienza del tribunale arbitrale svizzero, tenutasi a giugno, è stato stabilito che la Haas avrebbe dovuto rimborsare all'ex title sponsor parte del pagamento della sponsorizzazione per il 2022, prima che l'accordo venisse annullato per via all'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, mentre all'azienda è stata promessa anche una vettura di Formula 1.
Se da un lato il tribunale ha dichiarato che Haas aveva il diritto di rescindere l'accordo, dall'altro ha affermato che la squadra di proprietà americana poteva trattenere solo una parte dei 13 milioni di dollari di sponsorizzazione versati per la campagna.
La Haas è stata quindi condannata a restituire il denaro della sponsorizzazione previsto per il periodo successivo al 4 marzo 2022, data in cui l'accordo è stato annullato. Secondo quanto appreso da Motorsport.com, Uralkali ritiene che non sia stato fatto alcuno sforzo per emettere il rimborso, fino a quando non hanno cercato di sequestrare i beni della Haas a Zandvoort.
Kevin Magnussen, Haas VF-24
Foto di: Simon Galloway / Motorsport Images
La Haas insiste a sostenere che il pagamento è stato effettuato venerdì sera, tanto che il proprietario Gene Haas ha dichiarato domenica pomeriggio che "ora è tutto risolto".
Tuttavia, poiché i fondi sono stati inviati di venerdì, non sono stati depositati su un conto in Medio Oriente a causa del fine settimana e nonostante sia stato concordato che la partecipazione della Haas al Gran Premio d'Olanda potesse svolgersi normalmente, le attrezzature del team non hanno potuto lasciare Zandvoort perché l'ordinanza del tribunale è rimasta in vigore.
Inizialmente, il team americano ha dichiarato di aver inviato il pagamento tramite Medio Oriente per assicurarsi che qualsiasi transazione fosse pienamente conforme alle sanzioni imposte a diverse società russe.
La dichiarazione di venerdì diceva che: "Haas è pienamente intenzionata a pagare a Uralkali tutti gli importi dovuti in base al lodo arbitrale, e non c'è alcuna controversia. Haas ha lavorato con i suoi avvocati per garantire che il pagamento sia conforme a tutte le sanzioni e le normative statunitensi, europee, britanniche e svizzere. Continueremo a lavorare con Uralkali nei prossimi giorni per risolvere definitivamente la questione".
L'azienda russa non ha accettato la questione delle sanzioni come giustificazione per il ritardo del pagamento, affermando che domenica non avevano ancora ricevuto i fondi e che non si aspettavano nemmeno una notifica di deposito a causa del fine settimana. Inoltre, Uralkali è in attesa di un piano logistico per capire come e quando verrà consegnata l'auto di F1 che gli è stata promessa.
Dopo che Nico Hulkenberg e Kevin Magnussen si sono classificati rispettivamente all'11esimo e al 18esimo posto, i camion della Haas non sono potuti partire per Monza, con l'accordo che riceveranno l'ok per andare in Italia quando lunedì arriverà la conferma del pagamento.
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