F1 | Gualtieri: "Discutiamo con la FIA, la questione motori non è finita"
Il direttore tecnico dell'area motori, a margine della presentazione della Ferrari SF-26, spiega che il caso della power unit Mercedes è tutt'altro che chiuso e nei prossimi giorni ci saranno incontri per trovare una soluzione. Enrico sottolinea il grosso lavoro di integrazione fatto nella squadra grazie ad una collaborazione molto aperta.
Enrico Gualtieri - Ferrari Technical Director Power Unit
Foto di: Ferrari
Enrico Gualtieri, direttore tecnico dell’area motori, prima di entrare nelle questioni che tengono banco in materia di power unit (rapporto di compressione e benzine) ha voluto sottolineare quali sono state le difficoltà per entrare nella nuova era della F1 che introduce un propulsore elettrico che ha quasi la stessa potenza di quello endotermico.
“Siamo solo all'inizio di un nuovo percorso. Per quanto riguarda la power unit il regolamento 2026 introduce una serie di cambiamenti importanti. In realtà, le tre più importanti sono: primo, l'aumento della potenza elettrica, attraverso solo una MGU-K; secondo, l'introduzione di un carburante sostenibile al 99% e, terzo, l'eliminazione dell'MGU-H, per cui torniamo a un motore turbocompresso standard”.
Enrico Gualtieri, direttore del reparto motore Ferrari
Foto di: Ferrari
“Queste importanti novità hanno richiesto un approccio diverso nella filosofia con cui progettare la power unit. Ci siamo concentrarci sul motore a combustione interna affinché possa essere più efficiente, perché i limiti del flusso di energia saranno un punto chiave nello sviluppo. D'altro canto, anche il sistema ibrido ha subito enormi cambiamenti non solo in termini di design, per cui la sua funzionalità sarà importante dello sviluppo”.
Gualtieri ci tiene a mettere in evidenza un aspetto che può contraddistinguere la Ferrari che realizza tutta la SF-26 nella stessa factory...
“Il propulsore è diventato sempre più e, sicuramente mai come prima, una parte più integrata del cambiamento architettonico complessivo del veicolo. Ogni aspetto della vettura è stato perfettamente integrato dopo un duro lavoro che si è concretizzato in una collaborazione sempre più stretta tra il team del propulsore, quello del telaio, la squadra in pista, l'ingegneria e, anche il pilota con i suoi consigli dalla pista”.
A dispetto di quanto a volte viene raccontato da fuori, emerge una Scuderia molto unita e la SF-26 che vedremo in pista sarà l’espressione di un team che vuole cancellare con il lavoro e, si spera, con i risultati le delusioni recenti.
Charles Leclerc, Ferrari SF-26
Foto di: Federico Basile | AG Photo
Ancora a motori spenti è montata la polemica sulla power unit Mercedes che potrebbe avere un grosso vantaggio tecnico potendo incrementare il rapporto di compressione a caldo, mentre le verifiche della FIA avvengono a temperatura ambiente...
“Stiamo ancora affrontando l'argomento insieme alla FIA. Stiamo discutendo con loro. Ieri c’è stata una riunione tecnica e ne avremo un’altra nei prossimi giorni, quando si riunirà il Comitato Consultivo per le Power Unit. Quindi l'argomento è ancora sul tavolo. Confidiamo fermamente che la questione verrà gestita nel modo corretto, esaminando le procedure e la governance previste dal regolamento. Confidiamo fermamente che si possa procedere nei prossimi giorni o settimane”.
La FIA consente ai Costruttori che fossero in difficoltà di effettuare uno o due aggiornamenti di motore se le prestazioni fossero troppo inferiori a chi detta il passo...
“L’ADUO offre delle opportunità di sviluppo durante la stagione. È un nuovo processo per la FIA, come lo è per i Costruttori. Penso che sia un nuovo processo utile, al quale ci dovremo abituare con un po’ di tempo. Ovviamente resteremo in contatto con la FIA nel caso emergessero dei dubbi, per il momento va bene così”.
Dettaglio della Ferrari SF-26
Foto di: Ferrari
Quali sono state le principali difficoltà riscontrate con l’adozione dei biocarburanti?
“Useremo dei carburanti sostenibili avanzati: posso dire che non si tratta di un grande cambiamento in termini di composizione finale. In definitiva, la benzina dovrebbe essere progettata quasi come prima, perché alla fine ciò che conta saranno le molecole e le proprietà che queste molecole potranno raggiungere e in qualche modo implementare. Quindi... l'appetito del motore non cambierà molto rispetto a come eravamo abituati prima”.
"Il vero grande cambiamento rispetto al passato è che il carburante ora deve rispettare delle restrizioni nella catena di approvvigionamento, nella scelta delle materie prime per motivi di sostenibilità. Questo è un ulteriore punto da considerare, che si aggiunge alla ricerca delle prestazioni e dell'efficienza che abbiamo sempre cercato in un carburante. Si tratta di qualcosa che ha cambiato il modo in cui noi e i fornitori di benzina abbiamo definito quale deve essere la corretta progettazione di una benzina”.
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