Hamilton: "Amo gli U.S.A. Qui ho sempre fatto bene"

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Giacomo Rauli
Di: Giacomo Rauli
22 ott 2015, 18:13

Lewis ha il primo match point della stagione: può cogliere il terzo titolo mondiale già questa domenica

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Il vincitore Lewis Hamilton, Mercedes
Il vincitore Lewis Hamilton e Nico Rosberg, Mercedes
(da sx a dx): Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 e Sergio Perez, Sahara Force India F1 nella Conferenza

Lewis Hamilton era tra i sei piloti chiamati per la consueta conferenza stampa che fa da vigilia ai Gran Premi di Formula 1. Questa volta il due volte campione del mondo arriva ad Austin sede del Gran Premio degli Stati Uniti, con la consapevolezza di poter cogliere il terzo iride della carriera, che sarebbe il secondo consecutivo dopo quello vinto l'anno passato. 

"Sono molto contento di essere qui, sono entusiasta. Il luogo e il tracciato sono stupendi, mi diverto sempre molto negli Stati Uniti. Qui si sono sempre svolte grandi gare, Sono moto contento di correre in questo fine settimana, anche perché, su questa pista, ho sempre potuto contare su monoposto molto performanti", ha affermato Lewis.

"Mi piace viaggiare ovunque nel mondo, non solo negli Stati Uniti, ma ho parecchi amici qui, ci sono molte cose da fare e l'America ha molte cose da offrire. Inoltre mi piace molto la musica prodotta qui. E' anche per questo che mi piace passare del tempo in questo stato".  

Per concludere il proprio intervento, Hamilton ha parlato di un possibile accrescimento del brand F.1 negli Stati Uniti, paese molto legato al Motorsport, ma con un pubblico non coinvolto in larga scala per il Circus iridato come invece avviene in Europa e in altri paesi: "La Formula 1 non è così accessibile a tutti negli Stati Uniti. Prendete il basket o il football americano. Tutti possono praticare questi sport e trovare infrastrutture idonee praticamente ovunque. E' più difficile invece per quanto riguarda il karting, che avvierebbe i bambini al motorsport. Per raccogliere maggior successo e avere più visibilità, la Formula 1 potrebbe affiliarsi in qualche modo ai brand NFL o NBA, in modo da avere più appeal anche negli Stati Uniti. E' solo una mia idea, non sono certo io che devo pensare e discutere di queste cose".

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