Hamilton regala il titolo alla Mercedes con Vettel secondo

La Stella è campione Costruttori grazie alla penalizzazione di Raikkonen. Ottimo il terzo posto di Perez

La Mercedes sperava di festeggiare il titolo del mondiale Costruttori a Sochi come l'anno scorso, ma la squadra di Brackley ha dovuto sospendere la celebrazione, perché con Kimi Raikkonen al quinto posto i conti ancora non tornano. Almeno fino a quando il ferrarista non verrà punito dal collegio dei commissari sportivi per un attacco kamikaze su Valtteri Bottas all'ultimo giro. Poi è arrivata la penalizzazione di mezzo minuto al finnico e i "tedeschi" hanno potuto dare sfogo alla loro gioia.

Lewis Hamilton dopo aver evocato ieri Sebastian Vettel per ridare vita ad una sfida ruota a ruota simile a quella fra Nigel Mansell e Ayrton Senna dei bei tempi andati, si porta a casa la 42esima vittoria e affianca proprio il campione tedesco nella graduatoria di tutti i tempi al terzo posto.

L'inglese sgomina Nico Rosberg che con il mesto ritiro esce dalla scena per il mondiale: Lewis potrebbe chiudere la partita per il terzo titolo già ad Austin, ma ora i conti dovrà farli con Sebastian Vettel che, con il posto d'onore, sale al secondo posto della graduatoria piloti (staccato di 66 punti!).

Hamilton non ha dovuto nemmeno portare un attacco al poleman, perché il tedesco ha dovuto arrendersi con l'acceleratore rotto che in staccava restava pericolosamente aperto. Quella di Nico è stata un'illusione: forse solo lui poteva pensare di riaprire un mondiale che è già marchiato all'insegna del britannico.

A colpire non è tanto la prestazione delle W06 Hybrid (quando voleva Lewis era in grado di girare un secondo più veloce di tutti), quanto il fatto che non sono più le corazzate che ci avevano abituato essere. Velocissime, ma non più così affidabili da permettere anche ai team clienti di concludere sei Gp con la stessa power unit.

Nico Rosberg ha fatto i conti con l'ammortizzatore del pedale dell'acceleratore che si è rotto, mentre Lewis Hamilton ha dovuto rallentare nel finale per un sospetto problema all'ala posteriore: quando la Ferrari sa essere consistente, la Mercedes rivela quelli che possono essere i suoi limiti di affidabilità. E lo sfregio di Sebastian Vettel che ha strappato il giro più veloce a Lewis, quando le monoposto erano ormai con i serbatoi vuoti, proprio nel momento in cui la freccia d'argento doveva difendersi, mostra che il tedesco si prepara a sfidare l'anno prossimo il britannico faccia a faccia.

Sebastian centra un altro secondo posto che riconosce quello che è il suo valore assoluto e fa ripiegare Nico Rosberg al ruolo di migliore seconda guida una volta per tutte. Un altro aspetto da segnalare è il fatto che la SF15-T ha mostrato il suo lato migliore mentre montava le gomme meno morbide, segno che a Maranello cominciano a capire come vanno sfruttate. Informazioni molto utili per mettere in cantiere una Rossa in grado di sfidare le Mercedes.

Se Vettel ha esaltato, Kimi Raikkonen ha deluso: il finlandese ha alternato delle dormite (ma cosa pensava durante le ripartenze quando ha creato un buco da chi lo precedeva) ad eccessi agonistici. L'entrata su Valtteri Bottas all'ultimo giro è stata degna di un principiante che non sa valutare la distanza dall'avversario. Giusti i trenta secondi che gli sono stati rifilati dai commissari sportivi. Il finlandese ha subito molti attacchi (durissimo, ma corretto quello di Sebastian). Diciamo che la sua cosa migliore è stata la partenza: uno scatto micidiale che lo ha portato dal quinto posto al terzo. Poi una gara da dimenticare, alla quale ha contribuito anche il muretto che ha sbagliato il richiamo al pit stop con un giro di ritardo.

Sul podio è salito meritatamente Sergio Perez che regala il terzo podio alla Force India: il messicano pensava di aver visto svanire un sogno nel finale perché se non ci fosse stato Raikkonen avrebbe concluso quinto. Perez si merita il terzo posto per aver saputo gestire la VJM08 specie quando era andata in crisi con le gomme anteriori. L'esperienza lo ha reso un passista maturo che ha cancellato la sua fama di duro.

La Williams raccoglie il quarto posto di Felipe Massa, mentre avrebbe meritato un posto d'onore con Valtteri Bottas. Il finlandese avrebbe meritato di finire dietro ad Hamilton visto che ha dovuto fare dei bei sorpassi per rimediare all'ennesimo pit stop lento della squadra di Grove. Valtteri ha ragione ad avere il muso lungo per essere finito nelle barriere grazie a Kimi, ma dei tanti ritiri ha beneficiato il brasiliano che è risalito ai piedi del podio dopo uno start dalla 15esima piazza, dopo una pessima qualifica.

La sensazione è che la Williams non sappia sfruttare tutto il potenziale della FW37, una monoposto molto incostante che cambia troppo il suo comportamento da una pista all'altra.

Senza infamia e senza lode la prestazione di Daniil Kvyat con la Red Bull Racing: il russo porta nel carniere un sesto posto che muove la classifica, ma Daniel Ricciardo, fino al ritiro per un problema alle sospensioni, era stato molto più ficcante e combattivo. Daniil certamente ha sentito la tensione della gara di casa e un clima poco sereno all'interno del team che è costretto a pietire un motore alla Renault per non restare fuori dal Circus.

Positiva la gara di Felipe Nasr con la Sauber: il braslliano porta punti pesanti alla squadra svizzera, mentre Marcus Ericsson è rimasto invischiato nell'incidente al primo giro con Nico Hulkenberg. Nasr con una lucida tattica di gara (ha ritardato al massimo il pit stop) si era arrampicato fino al secondo posto dietro a Lewis Hamilton.

Anche Pastor Maldonado può trarre un sospiro di sollievo: il venezuelano ha portato la Lotus all'ottavo posto, mentre Romain Grosjean ha sbriciolato un telaio contro le barriere in uno strano incidente: il francese ha perso il controllo della E23 mentre era già in accelerazione, quasi avesse avuto uno scompenso di natura elettronica che ha scomposto la monoposto e lo ha sparato di fianco contro le barriere.

La top ten è stata completata dalla McLaren: a Woking possono festeggiare il nono posto di Jenson Button ma non il decimo di Fernando Alonso. Lo spagnolo al 250esimo Gp è stato penaizzato di cinque secondi per cui retrocede all'undicesimo posto per avere superato i limiti della pista. La notizia positiva è che sembra raggiunta l'affidabilità minima per concludere le corse, quella negativa è data dalle prestazioni del motore Honda che sono ancora imbarazzanti specie sul dritto.

La Toro Rosso acchiappa un punto con Max Verstappen (nonostante l'olandese abbia fatto un testacoda al primo giro), mentre con Carlos Sainz è stata costretta al ritiro per il cedimento del freno anteriore sinistro. Lo spagnolo si è girato e poi, in un eccesso di generosità, ha cercato di ripartire sbattendo con l'ala posteriore contro il rail non potendo più contare sui freni. Sainz jr meritava di arrivare in fondo dopo il terribile incidente di ieri: è stato dimesso in serata dall'ospedale e oggi l'iberico era al suo posto nell'abitacolo della STR10 completamente ricostruita. La squadra romagnola ha utilizzato la stessa scocca che si è schiantata nelle barriere, segno che si è fatto un grande lavoro in funzione della sicurezza.

Resta il dubbio di cosa sia successo all'interno della ruota sinistra, facendo balenare il dubbio che anche il crash di ieri possa avere avuto la stessa genesi. Il Gp di Russia va in archivio avendo divertito il pubblico dell'Est, ma non è bello aver saputo che sui tetti delle tribune c'erano dei cecchini armati di tutto punto...

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio di Russia
Circuito Sochi Autodrom
Piloti Lewis Hamilton , Sebastian Vettel
Articolo di tipo Gara