La Red Bull senza motore è stata messa all'angolo?

In attesa del contratto di fornitura Ferrari, Newey deve fermare la nascita della RB12. Cosa dirà Mateschitz?

E se a rimetterci lo zampino fosse Christian Horner? Il team principal della Red Bull Racing ha spinto per la rottura del contratto con la Renault per la fornitura della power unit francese nel 2016 sebbene ci sia ancora l’accordo per un anno. Carlos Ghosn, plenipotenziario dell’alleanza Renault-Nissan ieri ha tuonato dal Salone di Francoforte: “La Renault non sarà più fornitrice di motori di F.1”.

Insomma il marchio della Losanga o tornerà a essere Costruttore a pieno titolo, rilevando la Lotus o se ne andrà dal Circus. Il presidente, quindi, ha chiuso la porta in faccia a un possibile ripensamento degli uomini di Milton Keynes che, almeno a oggi, sono ancora senza certezze per il prossimo campionato…

La Mercedes ha chiuso la porta in faccia a Dietrich Mateschitz dopo che il board della Stella a tre punte e, soprattutto, il marketing avevano steso tappeti rossi alle due squadre dei “bibitari”. L’operazione, infatti, aveva vantaggi economici (oltre 50 milioni di euro per la doppia fornitura) e ancor più strategici: i tedeschi potevano contare sulla grande capacità di comunicare fra i giovani della Red Bull per far conoscere il proprio brand a un pubblico nuovo.

L’hanno spuntata Toto Wolff e Niki Lauda che hanno sempre messo in rilievo come l’operazione nascondesse più svantaggi (sportivi), di vantaggi (promozionali e commerciali). Ai due austriaci non sembrava vero poter dare uno schiaffone agli uomini Red Bull Racing, nonostante ci sia stato il personale intervento di Bernie Ecclestone perché l’affare venisse concluso per il bene della Formula 1.

Chi ha avuto buon gioco è stato allora Sergio Marchionne, abituato a trattare con i sindacati americani di Detroit e con la finanza della borsa di New York. Il presidente del Cavallino in Austria, proprio nella gara di casa della Red Bull, aveva offerto i 6 cilindri turbo di Maranello a Milton Keynes, ma all’epoca l’opportunità era stata un po’ snobbata da Christian Horner.

Ora che si trova con le spalle al muro, il team principal di Milton Keynes dovrà accettare una fornitura della Ferrari limitata alla power unit del 2015, rilevando quei motori che sarebbero stati destinati alla Manor, se la Cenerentola del Circus dovesse “miracolosamente” passare ai Mercedes come si dice. Insomma a Milton Keynes potrebbero avere il motore con il basamento stretto che farà il suo debutto ad Austin, ma non gli sviluppi di cui disporrà la Scuderia.

Il top team che ha vinto quattro mondiali di fila con Sebastian Vettel, rischia di essere stritolato nella morsa dei grandi Costruttori. Guardando la situazione dall’esterno viene il dubbio che ci sia una certa revanche nei confronti dei “bibitari” che troppo spesso si sono mossi nel Circus con arroganza.

Un accordo, infine, verrà trovato, ma nel frattempo Adrian Newey e i suoi tecnici hanno dovuto fermare la progettazione della RB12 che stava nascendo intorno al motore Renault. Finché non ci sarà un accordo siglato non verrà spedito un manichino del propulsore Ferrari e più avanti si andrà nella trattativa e più la squadra di Milton Keynes sarà destinata ad andare in crisi. Tanto più che i francesi della Renault hanno deciso di ritardare al massimo il debutto del motore rivisto e corretto da Mario Illien di cui si dice un gran bene.

La Renault pare che abbia messo le basi, finalmente, ad una power unit che sia in grado di fare un salto di qualità dopo le cocenti delusioni di quest’anno (per problemi di costi alcuni componenti sarebbero stati usati anche fuori chilometraggio!).

Insomma la Red Bull Racing rischia una figuraccia, dopo aver dominato la scena per anni. È impensabile che Dietrich Mateschitz accetti uno smacco così pesante senza battere un colpo. Aspettiamoci le prossime puntate…

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