F1 | GP Miami come il Super Bowl: è rivoluzione totale
Non c'è solo la pista intorno all’Hard Rock Stadium, in Florida c'è molto di più, perché la F1 è stata portata nel centro della città dove sono stati costruiti una serie di eventi capaci di soddisfare la voglia di GP anche per chi non ha il biglietto per andare in tribuna. Le squadre hanno noleggiato strutture enormi per ospitare i VIP: non deve sorprendere, quindi, se c'è anche un mare finto intorno al quale sorge una spiaggia vera.
Quello della Formula 1 è un ambiente tendenzialmente conservatore. Solo negli ultimi anni, sotto la forte spinta di Liberty Media, il paddock ha accettato cambiamenti e novità che in precedenza sarebbero stati bocciati alla prima proposta.
Non tutto ciò che è nuovo deve essere considerato per principio un passo avanti o un bene per lo sport, ed è giusto che ci siano correnti differenti ai tavoli di confronto per evitare che le logiche commerciali abbiano il via libera a prescindere.
Il segreto è la capacità di saper affrontare un percorso capace di stare al passo con i tempi senza cancellare il grande valore aggiunto della Formula 1, ovvero 72 anni di storia.
Lo stadio Hard Rock di Miami base del GP di F1
Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images
Il Gran Premio di Miami si colloca in questo scenario come un evento di rottura con tanti dogmi che hanno contraddistinto il passato della Formula 1. C’è un concetto datato (se la gente non va più in pista, facciamo le piste dove c’è la gente) ed uno inedito, ovvero il concetto di evento che è diverso rispetto a quello di un Gran Premio.
Il circuito non è proprio in una zona centrale della città, ma passeggiando nelle vie di South Beach, più note ai turisti, si nota un capillare lavoro di promozione che ha portato ad organizzare molti eventi legati alla Formula 1 laddove a Miami c’è il maggior numero di persone. E gli organizzatori sembrano aver fatto centro, perché in questi giorni la parola più utilizzata per definire il Gran Premio è “Super Bowl”, un nome sacro negli Usa e non solo.
Allestimento di un palco fuori dall'Hard Rock Stadium
Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images
Il concetto è chiaro: c’è una gara, ma c’è molto altro intorno, ed il tutto emerge chiaramente facendo un giro di pista. Il circuito è stato disegnato intorno all’Hard Rock Stadium, casa dei Miami Dolphins, per due motivi che ha spiegato il responsabile del tracciato Richard Cregan: “L’area si sposava bene con i requisiti che cercavamo, ed in più abbiamo a disposizione i servizi che offre lo stadio”.
Il lavoro fatto è stato enorme, e non solo per definire il tracciato di 19 curve che si preannuncia interessante. Intorno all’area della pista ogni metro è stato utilizzato a scopi di marketing, con strutture che accoglieranno migliaia di ospiti nel corso del weekend.
Mercedes, McLaren, Red Bull e Ferrari hanno noleggiato delle strutture enormi, sparse lungo la pista e destinate ad ospiti Vip, operazione che hanno sposato anche sponsor istituzionali della Formula 1 come Heineken, Crypto.com e altre agenzie di ‘PR’.
Il mare... finto allestito vicino alla pista, ma la spiaggia accanto è vera!
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Ovviamente siamo negli USA, e da queste parti è di casa anche ‘l’americanata’. Il mare dista dieci miglia, ma gli organizzatori non hanno rinunciato a creare una vera e propria Marina, con barche vere e tanto di molo, ma circondati da un mare… finto, intorno al quale sorge una spiaggia vera e propria con tanto di ombrelloni.
Per gli spettatori che non hanno la possibilità di accedere a queste strutture Vip ci sono le grandi tribune che accompagnano la pista nelle aree restanti del percorso.
“Abbiamo venduto tutti i posti in pochissimi giorni – ha confermato Cregan – eravamo ottimisti, ma non ci aspettavamo un interesse del genere”.
Negli alberghi di Miami iniziano ad arrivare i tifosi abili e fortunati che sono riusciti ad accaparrarsi i biglietti, ma anche chi spera in un colpo di fortuna, gente senza biglietto (per lo più molto giovane) venuta solo per respirare l’aria della Formula 1 e vivere gli eventi sparsi per la città.
“Anche questo è tipico del Super Bowl – ha commentato Zak Brown – tutti vogliono esserci, e non solo per l’evento sportivo, ma anche per l’aria che si respira. Come McLaren abbiamo organizzato la nostra più grande area hospitality di sempre, ma il numero di richieste ricevute è stato due volte superiore ai posti di cui disponiamo”.
Sia la McLaren che lo sponsor della Mercedes NFT hanno allestito aree per i fans a Miami Beach, spazi in cui i programmi spaziano da sfide a simulatori a concerti, da sfilate di moda a gallerie d’arte virtuali.
La Mercedes ha anche messo a disposizione una monoposto che girerà sulla celebre Ocean drive in alcune ore della giornata, a beneficio anche di coloro che non sono stati in grado di procurarsi un biglietto per prove o gara.
Cabinovia sopra alla pista di MIami
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Quello che stiamo vedendo a Miami non è qualcosa di totalmente inedito, considerando che da anni gare come Melbourne o Montreal sono di fatto un evento per tutta la città ospitante. Ma in questo caso è stato tutto studiato partendo da un foglio bianco, estremizzando alcuni aspetti e tenendo sempre al centro del progetto l’interesse per lo spettatore.
Un pubblico diverso rispetto alla tradizione della Formula 1, ben diverso rispetto a quello di Silverstone che sa snocciolare a memoria statistiche e albi d’oro sulla storia di questo sport.
“Cinque anni fa non ci sarebbe stato questo interesse”, ha chiarito Cregan, lasciando intendere i benefici che ha portato negli Usa la serie ‘Drive to Survive’. Ora, grazie a Netflix, grazie all’intenso confronto dello scorso anno tra Lewis Hamilton e Max Verstappen, e non ultimo grazie al ritorno al vertice della Ferrari, lo scenario è decisamente ottimo per la Formula 1 anche in un contesto senza grandi tradizioni, come Miami.
Un tifoso della Ferrari guarda mentre Charles Leclerc, Ferrari, viene intervistato da Naomi Schiff, Sky TV
Photo by: Zak Mauger / Motorsport Images
Il tempo dirà se siamo alla vigilia di un evento ‘zero’, ovvero destinato ad avere un lungo seguito e ad essere ricordato come un’apripista verso nuovi scenari che la Formula 1 dovrà cavalcare in futuro.
La prudenza è d’obbligo, per ora c’è una confezione impressionante che dovrà accogliere un evento che punta a restare impresso nella memoria degli spettatori. Le premesse sono buone, e al di là dell’obiettivo di introdurre un evento in stile Super Bowl, sarà interessante capire se questa tipologia di manifestazioni è destinata a tracciare una linea guida che sarà seguita in futuro.
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