Hamilton domina a Monza, ma c'è il giallo gomme!

La Mercedes è sotto inchiesta per non aver rispettato la pressione minima di gonfiaggio sulle due W06 Hybrid

Non c'è stata storia: l'illusione della Ferrari di poter dare fastidio alla Mercedes non è durata un metro del Gp d'Italia. Kimi Raikkonen è rimasto piantato al via in prima fila per un errore nella procedura di partenza che ha fatto inserire l'antistallo della sua SF15-T ed è stato sfilato da quasi tutti, ed è stato evitato miracolosamente dai colleghi abili nello sfilarlo.

Lewis Hamilton si aggiudica la terza vittoria a Monza che vale anche la 40esima affermazione in carriera e la settima in questa stagione: il campione del mondo ha dominato nel tempio della velocità, aggiungendo il giro più veloce alla pole position. L'inglese ha potuto usufruire del motore nuovo Mercedes (con sette gettoni di sviluppo) senza accusare alcun problema di affidabilità, visto che ha inanellato una serie di giri veloci uno in fila all'altro.

La freccia d'argento del campione del mondo è risultata costantemente più veloce della Ferrari di almeno mezzo secondo, togliendo qualsiasi speranza a Sebastian Vettel che ha provato a mettersi in caccia del britannico "ossigenato" nei capelli. Sembrava inspiegabile la richiesta del muretto negli ultimi giri quado è stato chiesto a Lewis di tirare al massimo, proprio mentre Nico Rosberg si è dovuto ritirare mentre era terzo per lo schianto del motore vecchio che non ha retto la distanza della sesta gara.

Toto Wolff ha voluto dimostrare alla direzione gara che la Mercedes era in grado di tirare al massimo senza rischiare minimamente di mettere a rischio la sicurezza delle gomme, dal momento che prima del via le gomme posteriori delle frecce d'argento sono risultate sotto i valori minimi consigliati dalla Pirelli nella pressione di gonfiaggio. Il risultato, quindi, è sub judice...

Ora Hamilton può contare su un vantaggio di 53 punti: un margine che sarà difficilmente colmabile per il tedesco che si deve rassegnare al ruolo dell'eterno secondo. Il ritiro di Monza per Nico peserà tantissimo nell'economia del suo mondiale, visto che di fatto lo toglie dalla lotta per il mondiale piloti.

Sebastian Vettel raccoglie uno strepitoso secondo posto con la Ferrari, regalando nuove emozioni ai tifosi del Cavallino rampante, confermando la crescita della macchina, assecondando i piani del presidente Sergio Marchionne. La Rossa non poteva sperare di fare di più e lascia Monza nella consapevolezza di aver espresso il suo massimo potenziale. I tifosi di Maranello possono solo rammaricarsi per il fatto che a cedere sia stato il motore Mercedes sbagliato.

Peccato che il pubblico di Monza abbia rifilato bordate di fischi al vincitore (davvero vergognosi!) per acclamare il secondo posto di Sebastian Vettel che è stato ora  accolto come il nuovo idolo (sì proprio lui che era oggetto di scherno nei quattro anni di dominio Red Bull).

Che la Ferrari sia in ripresa lo dimostra la rimonta di Kimi Raikkonen: il finlandese che ha chiuso il primo giro nelle retrovie dopo un errore di precipitazione ha portato la Rossa fino al quinto posto con una bella rimonta piena di sorpassi, ma resta un errore grave che ha condizionato l'ottimo lavoro svolto in tutto il weekend. Una mazzata che arriva subito dopo il rinnovo del contratto del finlandese che non riesce a fare una gara senza guai.

Felipe Massa è salito sul podio quando non ci credeva più: il brasiliano si è dovuto difendere da un attacco in volata del compagno di squadra Valtteri Bottas che ancora una volta è dovuto restare dietro al più esperto (e vecchio) compagno di colori. La FW37 non è mai stata in partita: a dirlo sono i 47 secondi di distacco dalle Mercedes che sono certamente troppi per una monoposto che doveva esaltarsi sulle piste veloci.

Fra i piloti a pieni giri si segnala Sergio Perez sesto con la Force India: il messicano è stato un bel combattente e si è messo alle spalle un rinunciatario Nico Hulkenberg (un po' demotivato dopo il rinnovo ferrarista di Kimi).

La Red Bull Racing è doppiata, ma Daniel Ricciardo con la RB11 è risalito fino all'ottavo posto dopo essere scattato in fondo alla griglia: l'australiano ha confermato di avere un grande temperamento anche quando le cose non vanno bene. Nel poker di motori Renault si è infilato Marcus Ericsson che porta in dote alla Sauber un prezioso nono posto, lasciando chiudere la top ten a Daniil Kvyat con la seconda RB11.

Poco lontane le due Toro Rosso  con Carlos Sainz undicesimo nonostante una penalizzazione di cinque secondi per un taglio che ha fatto seguito ad un paio di entrate molto dure (ne sa qualcosa Raikkonen costretto ad un dritto alla Variante della Roggia).

Le Lotus si sono sciolte come neve al sole: Maldonado ha avuto un contatto in prima Variante con Felipe Nasr, mentre Romain Grojean ha dovut accostare la sua E23 Hybrid ko un giro dopo. A Estone aspettano l'annuncio della Renault che dovrebbe rilevare il team che naviga in pessime acque finanziarie.

Prosegue anche l'agonia della McLaren-Honda che si deve accontentare del 14esimo posto di Jenson Button, mentre Fernando Alonso è stato costretto alla resa anticipata: è brutto vedere un top team con due campione del mondo costretti a rivaleggiare con le Manor. Quanto potrà durare questo strazio?

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento Gran Premio d'Italia
Sub-evento Domenica, post-gara
Circuito Monza
Piloti Lewis Hamilton , Nico Rosberg , Sebastian Vettel
Team Mercedes , Ferrari
Articolo di tipo Ultime notizie