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Analisi
Formula 1 GP di Spagna

F1 | Giusta la rivoluzione PU se entra Audi ma esce Alpine?

La regolamentazione dei motori 2026 decisa nel 2022 preoccupa alcune squadre, perché i cambiamenti erano stati fatti per soddisfare le aspettative di nuovi Costruttori disposti a entrare in F1: l'ingresso di Audi rischia di essere bilanciato dalla possibile uscita di Alpine. E nel Circus cresce il timore che si siano sbagliate le scelte...

Pierre Gasly, Alpine F1 Team

Il 16 agosto 2022 la FIA annunciò il nuovo regolamento tecnico in materia di power unit, definendo i motori che equipaggeranno le monoposto a partire dal 2026. Dieci giorni dopo arrivò la conferma dell’ingresso in Formula 1 dell’Audi, ovvero il valore aggiunto ottenuto da FIA e Liberty Media con l’introduzione delle nuove regole.

I grandi Costruttori del mercato automotive presenti in Formula 1 sono così passati da quattro a cinque, con la conferma di Ferrari, Mercedes, Honda, Alpine, più il progetto privato Red Bull Powertrains, a cui si tende ad associare la Ford ma che in realtà prosegue a Milton Keynes con il gruppo di lavoro organizzato da Christian Horner tra il 2021 e 2022.

L'Audi farà il suo ingresso in F1 nel 2026 con la sua PU

L'Audi farà il suo ingresso in F1 nel 2026 con la sua PU

Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images

A distanza di due anni, e con ancora diciotto mesi da attendere prima dell’entrata in vigore delle nuove regole, sembra però già esserci la prima vittima del nuovo ciclo power unit. Sono sempre di più indiscrezioni che portano a credere in un prossimo disimpegno nel ruolo di motorista da parte di Alpine. Il futuro della squadra è un punto interrogativo, potrebbe essere ceduta come potrebbe arrivare una partnership con un'altra Casa. Sul tavolo c’è anche la possibilità di proseguire l’attività nella sede di Enstone utilizzando una power unit di un altro Costruttore.

“Se sarà così si azzererà quello che doveva essere il plus del nuovo regolamento – ha commentato un addetto ai lavori – per un'Audi che entra rischiamo di avere un'Alpine che esce, ed in questo caso resteremo sempre con quattro case ufficiali impegnate in Formula 1, esattamente come oggi”.

C’è un po' di malcontento tra le squadre. È emerso in modo chiaro come il regolamento che darà forma alle monoposto 2026 abbia come priorità quella di risolvere le lacune del progetto PU, i motori costano molto (il budget per chi è chiamato a progettare e realizzare la nuova power unit supera abbondantemente il miliardo) e rischiano di non garantire alcun valore aggiunto in termini di presenza di Case ufficiali.

Ma c’è un altro aspetto che preoccupa non poco. Dopo due anni di dominio Red Bull la Formula 1 si sta avviando verso una convergenza di performance auspicata da tempo. “Il prossimo anno credo che vedremo un mondiale combattuto tra tre o quattro squadre – ha spiegato un ingegnere di un top team – già oggi ce la stiamo giocando in una finestra di un paio di decimi, tutto fa pensare che nel 2025 vedremo una stagione caratterizzata da un grande equilibrio”.

L’idea di assistere ad un campionato combattuto come nel 2021 ma con un più ampio numero di pretendenti è una prospettiva affascinante che rende ancora più densa di dubbi la scelta fatta per il 2026.

Col senno di poi, ovviamente, tutto diventa più nitido, ma per qualcuno non è troppo tardi per ovviare almeno ad alcuni dei problemi. Si parla di un cambiamento nel rapporto tra potenza elettrica ed endotermica (oggi prevista 50/50), ad una maggiore quantità di carburante per ovviare alla ricarica della batteria e c’è chi la butta lì, ridendo ma non troppo: “Ma è proprio necessario cambiare motori?”.

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